ZI07040105 - 01/04/2007
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Padre Lombardi: I martiri, “la testimonianza più credibile”


Riflessione dopo la Giornata di Preghiera e Digiuno per i Missionari Martiri


CITTA' DEL VATICANO, domenica, 1° aprile 2007 (ZENIT.org).- All'inizio della Settimana Santa, padre Federico Lombardi S.I., ha riflettuto sulla testimonianza dei martiri della nostra epoca, definendola "la testimonianza più credibile" della Chiesa nel mondo.

Il Direttore della Sala Stampa vaticana ha presentato questo tema nell'ultimo numero di "Octava Dies", settimanale prodotto dal Centro Televisivo Vaticano – di cui è anche Direttore –, distribuito da canali televisivi cattolici del mondo.

La sua riflessione prende le mosse dalla Giornata di Preghiera e Digiuno per i Missionari Martiri, celebrata in tutto il mondo il 24 marzo, anniversario dell'assassinio dell'Arcivescovo di San Salvador, monsignor Oscar A. Romero.

Ricordando che Benedetto XVI ha consacrato l'intervento all'Angelus di domenica scorsa a questa celebrazione, padre Lombardi ha affermato che "è giusto ricordarli, perché pochi ne parlano, ma sono la testimonianza più credibile del fatto che nella Chiesa continuano ad esserci tanti testimoni della fede in Cristo e dell'amore di Cristo pronti a donare la vita fino in fondo".

"Sono persone che non hanno cercato il martirio, spesso sono vittime di aggressioni, rapine, violenze brutali nelle aree povere e dimenticate del mondo, dove si trovano e resistono con coraggio per annunciare la fede, consapevoli del pericolo che condividono con il popolo a loro affidato e da loro amato", ha aggiunto.

"'Militi ignoti' dell'annuncio dell'amore gratuito di Dio in un mondo violento. La lista dei loro nomi che viene pubblicata quest'anno ne conta 24 – sacerdoti, religiosi, religiose, laici –, me è come la punta dell'iceberg, perché proprio i fatti che avvengono nei luoghi più rischiosi e violenti rimangono più facilmente nell'anonimato", ha continuato.

"Ma la preghiera e l'unione spirituale raggiungono tutti coloro che si affidano all'amore di Dio. In questo tempo di Settimana Santa e di Pasqua il loro sacrificio unito a quello di Cristo è veramente segno di 'speranza per il mondo'", ha poi concluso il portavoce vaticano.


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