ZI04091706 - 17/09/2004
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Organizzazione cattolica per le comunicazioni analizza i film: “Vera Drake” e “Mar adentro”


BRUXELLS, venerdì, 17 settembre 2004 (ZENIT.org).- Tra i film presentati all’ultimo Festival del Cinema di Venezia, “Vera Drake” e “Mar adentro” sono stati senz’altro quelli che hanno suscitato il maggior numero di riflessioni e commenti; tra i tanti, non sono mancati quelli di Peter Malone, presidente della SIGNIS, “l’Associazione Cattolica Mondiale per le Comunicazioni”.

In un comunicato diffuso dalla SIGNIS stessa, Malone ha commentato innanzitutto “Vera Drake”, l’opera del regista britannico Mike Leigh che ha vinto il Leone d’Oro e il premio per la miglior attrice, assegnato alla protagonista Imelda Staunton.

Malone ha affermato che il fatto che il film venisse definito semplicemente una pellicola “sull’aborto” ha creato molte aspettative e grande curiosità, soprattutto per le reazioni che avrebbe suscitato nella Chiesa cattolica.

Però “non è stato così”, ha continuato, pur sottolineando che i membri della giuria cattolica per il premio SIGNIS erano stati messi in guardia circa “la delicatezza della situazione”.

Secondo Malone sono stati due i fattori che hanno contribuito “ad una discussione più intelligente sul film”. Il primo è stato “il film stesso”: Mike Leigh è “un regista eccellente” e ha tratteggiato in maniera esemplare il carattere della protagonista del film, una donna che nell’Inghilterra degli anni ’50 aiutava le donne povere e disperate ad abortire.

Il secondo fattore è stata la conferenza stampa del regista, che “ha sottolineato subito che i suoi film trattano questioni sociali, ma non forniscono mai risposte inequivocabili”; ciò che egli offre è l’equivalente di “un caso di studio”.

Leigh, ha ricordato ancora Malone, ha affermato che nel momento in cui si considera la storia che egli narra gli spettatori sono invitati “a considerare uno spettro di prospettive più ampio”.

“Non è semplicemente, o semplicisticamente, un giudizio morale attraverso un’applicazione senza sfumature di principi morali”, ha continuato il presidente della SIGNIS.

“La pratica confessionale cattolica ha sempre esortato ad una maggiore sensibilità di coscienza e ad un maggiore apprezzamento di ciò che significano una piena coscienza e un pieno consenso nel contesto della responsabilità delle azioni e del peccato”, ha aggiunto.

“Leigh ha affermato che alcuni spettatori avrebbero visto Vera come una santa, impegnata ad assistere le donne; altri l’avrebbero vista come un mostro, che distruggeva delle vite”.

La difficoltà di etichettare un film solo come “a favore dell’aborto”, per Malone, sta nel fatto che questo dice solo “l’argomento, o uno degli argomenti, del film”.

“Ciò che abbiamo bisogno di sapere è come questi argomenti vengono presentati”, ha specificato.

Per quanto riguarda invece “Mar adentro”, il film di Alejandro Amenábar sulla storia di un tetraplegico che dopo 28 anni trascorsi immobilizzato in un letto chiede di essere aiutato a morire, la situazione è diversa, afferma continua il Presidente della SIGNIS.

Il film, il cui protagonista Javier Bardem ha vinto il premio per il miglior attore, è “un film bellissimo, classico e spesso lirico” e come “Vera Drake” può essere visto come un caso da studiare, ma il tono è completamente diverso rispetto alla pellicola inglese.

Spesso, infatti, il film di Amenábar diventa, secondo Malone, propagandistico. “Questo è evidente soprattutto nella scena finale, in cui Ramón, il tetraplegico, beve del cianuro e muore. Mentre prende il veleno, parla ad un video per spiegare ancora una volta ciò che sta facendo e perché”, ha proseguito il presidente della SIGNIS.

Anche in questo caso per Malone i titoli riportati sui giornali in merito al film, non gli hanno reso un buon servizio. Come era riduttivo dire che “Vera Drake” è solo un film sull’aborto, infatti, così è riduttivo affermare che “Mar adentro” sia solo una pellicola sull’eutanasia.

“Il suo argomento principale è il ‘suicidio assistito’, che non è la stessa cosa”, ha spiegato infatti Malone.

“Una discussione morale non è mai efficace quando si basa semplicemente su titoli che possono essere corretti o meno”, ha commentato.

Quando non si è d’accordo sui termini morali, Malone sostiene che ci siano solo due risposte: “una è la polemica, che ripete semplicemente i punti di vista che già si hanno. L’altro è il dialogo, ascoltare un punto di vista opposto con rispetto per vedere quanta luce ulteriore viene gettata sull’argomento per trovare un punto di incontro di menti e cuori”.

Peter Malone, laureato in Arte presso la National University of Australia e con un Master in Teologia conseguito presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, lavora come critico cinematografico per varie riviste e siti Internet, ed è autore di molte pubblicazioni sul cinema e sulla spiritualità.

La SIGNIS, creata nel novembre del 2001, è una organizzazione non–governativa cattolica per la comunicazione, riconosciuta dal Vaticano, che comprende membri provenienti da 140 paesi diversi e che riunisce insieme professionisti della radio, televisione, cinema, media educativi, internet e nuove tecnologie.


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