ZI07062504 - 25/06/2007
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L’essere umano: cammino e chiave della ridefinizione europea


GNIEZNO/MOSCA, lunedì, 25 giugno 2007 (ZENIT.org).- Qual è il ruolo dell’essere umano e che posto occupa nello sviluppo politico, economico e sociale dell’Europa contemporanea?

La domanda, più volte affrontata nell'ambito dei forum internazionali, acquisisce in questa occasione una dimensione speciale per il fatto di essere stata trattata alla vigilia della riunione di Bruxelles dei leader dell’Unione Europea per cercare di raggiungere un accordo in materia costituzionale.

Con il titolo “L’uomo – via dell’Europa. Come rendere il nostro mondo più umano?”, si è svolta dal 15 al 17 giugno in quella che è stata la prima capitale della Polonia la 7ª Convenzione di Gniezno.

Per l'occasione personalità di spicco, accademici e rappresentanti della società civile, appartenenti per la maggior parte a varie confessioni cristiane, si sono riuniti non solo per analizzare e sottolineare il ruolo di ogni individuo nella famiglia, nella comunità, nella società e nel corso della storia, ma anche per pronunciarsi in favore di un’Europa a misura di cittadino.

“E’ una nostra debolezza essere solo testimoni del mondo”, ha detto l’Arcivescovo metropolita di Lublino e membro del Pontificio Consiglio per la Cultura, monsignor Józef Zycinski.

“Abbiamo bisogno di sottolineare anche il cammino dell’uomo”, ha poi aggiunto facendo riferimento, tra le altre cose, al fatto che la dignità umana deve derivare da una concezione teologica e che niente nell’essere umano deve essere estraneo a ciascuno di noi.

Da parte sua, il Presidente della Polonia Lech Kaczynski, si è riferito al fatto che una delle grandi sfide dell’Europa attuale è il modello di cittadino europeo che si va sempre più formando: “L’Unione Europea non copre tutto il continente e abbiamo bisogno di rimanere aperti a chiunque in nome della solidarietà”.

“L’Europa è un continente sempre più secolare, per cui la disputa non è solo relativa alle istituzioni, ma anche alla sua gente”, ha aggiunto Kaczynski. “Sono convinto che il cammino dell’Europa sia il cammino dell’uomo, e l’uomo ha bisogno di fede. E’ una sfida per gli Europei lottare per i loro valori”.

Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato della Santa Sede, ha sottolineato che l’individuo ha bisogno di essere al centro della politica, della cultura e di tutti gli aspetti della vita, per cui è necessario iniziare con il rispetto dell’essere umano.

“Non ci sarà l'unità dell'Europa, fino a quando essa non si fonderà nell'unione dello Spirito”, ha ricordato il Cardinal Bertone citando le parole pronunciate a Gniezno da Papa Giovanni Paolo II: “L'uomo è allora la prima via che la Chiesa deve percorrere nel compimento della sua missione”, ha segnalato.

“Attualmente in Europa e in tutto il mondo l’uomo è trattato senza moralità, sotto l’ottica della crescita economica... Non possiamo rimanere in silenzio! Non è in questi valori che l’uomo troverà una vera vita. La storia sarà molto critica con la nostra epoca”, ha affermato il Segretario di Stato.

E’ stato parlando della costruzione di questi “nuovi valori” che il Cardinal Bertone ha criticato la manipolazione genetica: “Abbiamo ereditato il diritto alla vita, per cui le decisioni relative al destino della persona non possono essere prese in laboratorio”.

“Il mistero dell’uomo”, ha aggiunto il Cardinal Bertone, “è scritto nel mistero della redenzione. Senza il rispetto per la persona e la sua dignità è impossibile annunciare la salvezza”.

Il porporato ha aggiunto che negli ultimi anni l’essere umano è stato testimone di una rapida crescita della scienza, ma non dello sviluppo della responsabilità. “L’embrione dell’Europa è un’Europa basata sui valori cristiani, del Vangelo. L’Europa deve essere un continente di valori cristiani”, ha osservato.

Un’altra delle figure centrali all’interno della convenzione è stata quella dell’ex direttore della Sala Stampa della Santa Sede, il dottor Joaquín Navarro-Valls, che ha parlato del matrimonio e della famiglia di domani, come di una questione decisiva per il futuro dell’Europa.

Dopo aver affermato che la famiglia è ugualmente importante sia per l’uomo che per la donna, Navarro-Valls ha considerato molto pericolose le tendenze a presentare la famiglia come un modello sociale transitorio assimilabile a un sindacato o a una corporazione.

“La famiglia – ha spiegato Navarro-Valls – è una cellula di attuazione della persona per il suo perfezionamento e una vera cultura della famiglia non può crescere nelle istituzioni che la stanno distruggendo”.

“Chi darà sostegno economico per lo sviluppo della famiglia?”, ha chiesto, “l’equilibrio mondiale?. Questo aspetto deve assumere un posto preponderante nei negoziati sociali soprattutto quando la base della società, vale a dire la famiglia, non prende parte al Parlamento, al Governo”, ha detto.

“La preservazione della famiglia, dell’identità culturale e cristiana, è una questione che interpella ciascuno di noi: chi sono io e come spiego la mia persona agli altri” – ha continuato Navarro-Valls. “Non si tratta solo di dove va l’Europa, ma di VOI, parlamentari, dove ci portate?”.


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