SEUL, martedì, 2 ottobre 2007 (ZENIT.org).- Monsignor John Chang, presidente della Conferenza Episcopale Coreana, è in visita in Corea del Nord con la delegazione del Presidente sudcoreano Roh Moo-Hyun.
Lo ha affermato all’agenzia del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) “AsiaNews.it” il Vescovo di Daejon e presidente della Caritas coreana, monsignor Lazzaro You Heung-sik.
“Anche se la libertà religiosa nel regime non sarà discussa fra i due leader politici, è molto importante la presenza del nostro presidente fra i delegati di Seoul”, ha osservato il leader di Caritas Corea.
Monsignor You Heung-sik ha espresso “grande felicità” per l’incontro, il secondo in quasi 60 anni, perché “questo invito dimostra che anche in Corea del Nord si inizia a capire l’importanza del dialogo”.
“Questo viaggio apre una strada nuova e diversa rispetto a quanto avvenne nel 2000 [anno della prima visita di un Presidente della Corea del Sud a Pyongyang], perchè mette i protagonisti nella necessità di affrontare i veri problemi dei 2 Paesi”, ha aggiunto.
Il problema più urgente, ha osservato, è “la grande crisi umanitaria che sta attraversando la Corea del Nord, colpita durante l’estate da alluvioni devastanti”.
“Credo che sia questo il motivo alla base del cambiamento di atteggiamento di Kim Jong-il nei confronti del Presidente Roh, ma anche del gruppo delle 6 Nazioni che sta negoziando il disarmo nucleare coreano”.
Il regime “sa che senza l’aiuto internazionale rischia di vedere una nuova carneficina fra la sua popolazione, e questa volta sarebbe la vera fine”.
“Come presidente della Caritas, posso dire che queste persone hanno sempre più bisogno di tutto, dai medicinali al cibo: la strada per la guarigione di quella nazione, però, deve passare per il dialogo. L’alternativa è la distruzione”, ha concluso.
















