CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 28 ottobre 2007 (ZENIT.org).- 50.000 pellegrini hanno partecipato questa domenica in piazza San Pietro in Vaticano alla beatificazione più numerosa della storia, quella di 498 martiri assassinati durante la persecuzione religiosa che ha avuto luogo in Spagna durante gli anni Trenta del XX secolo.
“Il messaggio dei martiri è un messaggio di fede e amore”, ha affermato il Cardinale José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, rappresentante del Papa, nell’omelia della celebrazione.
A differenza della nuova pratica introdotta da Benedetto XVI, che sottolinea il carattere locale della beatificazione, questa cerimonia ha avuto luogo in Vaticano, come luogo di incontro delle 15 diocesi coinvolte nel processo, in quanto sede delle 23 cause.
I martiri provengono da quasi tutto il territorio spagnolo, così come da Cuba, dalla Francia e dal Messico (in piazza San Pietro c’erano varie centinaia di pellegrini di questo Paese).
Molti pellegrini erano familiari dei martiri. La delegazione ufficiale spagnola era presieduta dal Ministro degli Esteri, Miguel Ángel Moratinos, accompagnato, tra gli altri, da rappresentanti di sette comunità autonome.
Dopo che il Cardinale Antonio María Rouco Valera, Arcivescovo di Madrid, diocesi alla quale appartiene il maggior numero di martiri, ha chiesto al Papa l’iscrizione nell’albo dei beati, il Cardinale Saraiva Martins ha dato lettura della lettera apotolica di beatificazione di Benedetto XVI.
Il documento annuncia che la festa dei nuovi beati si celebrerà il 6 novembre.
Alle 10.20, sulle note del “Christus vincit”, è stata scoperta l’immagine con i volti dei 498 nuovi beati e il logotipo ufficiale della beatificazione.
“Qual è il messaggio che trasmettono i martiri a ciascuno di noi qui presenti?”, si è chiesto il Cardinale Saraiva Martins. “Dobbiamo sottoporci ad un coraggioso esame di coscienza, e fare propositi, affinché questa fede e questo amore si manifestino eroicamente nella nostra vita”, ha risposto.
“Essere cristiani coerenti ci impone di non inibirci di fronte al dovere, di dare il nostro contributo al bene comune e di modellare la società sempre secondo giustizia”, ha affermato il porporato portoghese.
Ciò implica, ha aggiunto, il fatto di difendere la “dignità della persona”, la vita “dal concepimento fino alla morte naturale”, la “famiglia fondata sull'unione matrimoniale unica ed indissolubile tra un uomo e una donna”, il “diritto e dovere primario dei genitori all'educazione dei figli”.
Con questi martiri, la Chiesa cattolica ha già proclamato quasi mille beati (per l’esattezza 977, tra cui 11 santi) martirizzati durante la persecuzione religiosa che ha avuto luogo in Spagna negli anni Trenta del secolo scorso.
Secondo quanto ha reso noto il segretario della Conferenza Episcopale Spagnola, padre Juan Antonio Martínez Camino S.J., sono molti i casi che potrebbero essere riconosciuti in futuro. Di circa duemila sono già in corso i processi.
Secondo questa fonte, si potrebbero proporre fino a circa diecimila martiri di questo periodo storico in Spagna.
ZI07102813 - 28/10/2007
Permalink: http://www.zenit.org/article-12355?l=italian
Roma celebra la beatificazione più numerosa della storia
I 498 martiri assassinati in Spagna, “un messaggio di fede e amore”
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