STRASBURGO, giovedì, 15 novembre 2007 (ZENIT.org).- Con una risoluzione approvata questo giovedì pomeriggio, l'Europarlamento ha condannato i recenti atti di violenza contro comunità cristiane ed ha inviato i governi dei paesi interessati a tutelare i diritti di tutti i cittadini e a combattere discriminazione e intolleranza.
Il testo della risoluzione sui “Gravi episodi che compromettono l'esistenza delle comunità Cristiane e di altre comunità religiose” è stato proposto dal PPE (cristiano-democratici) e ha trovato un consenso, dopo lunghe trattative, nei gruppi PSE (socialisti), ALDE (liberal-democrati), UEN (destra) e GUE (comunisti).
Il documento cita casi concreti di intimidazioni, rapimenti e uccisioni avvenuti in Iraq; assalti a chiese cristiane, l'assassinio di un vescovo protestante e la bomba contro una scuola gestita dai missionari in Pakistan; l'assassinio del titolare di una libreria cristiana a Gaza; l'uccisione di due giovani copti in Egitto.
Inoltre deplora il rapimento nelle Filippine di padre Giancarlo Bossi, esprime viva condanna per l'assassinio in Turchia del giornalista Hrant Dink, di don Andrea Santoro e dei tre cristiani della casa editrice Zirve.
Sottolinea inoltre la gravità della situazione della libertà di espressione in Cina, con le detenzione di fedeli e Vescovi cattolici; pone l'accento sulle persecuzioni in atto in Sudan; ed evoca la “forte repressione” in Vietnam contro la chiesa cattolica, le comunità dei montagnard e altre religioni.
In alcune dichiarazioni inviate a ZENIT l' on. Mario Mauro, Vice Presidente del Parlamento europeo e principale promotore della risoluzione, ha detto che “la libertà religiosa costituisce la cartina di tornasole per il rispetto di tutte le altre libertà e dei diritti dell’uomo”.
“La persecuzione dei cristiani nel mondo – ha continuato – rappresenta infatti una delle più feroci sfide contemporanee alla dignità della persona”.
“Per questo motivo, per la prima volta nella sua storia, il Parlamento ha espresso una 'forte condanna' di 'tutti gli atti di violenza contro le comunità cristiane, ovunque esse accadono' e la richiesta ai governi interessati di assicurare alla giustizia chi si macchia di tali crimini”, ha aggiunto.
“Come testimoniato dall'uccisione a Gaza di Rami Khader Ayyad queste sono solo le punte di processi più lunghi e sotterranei in atto in Palestina, in Libano, in altre aree della regione, dove le comunità cristiane, costrette all’emarginazione, si vanno riducendo fino a rischiare l’estinzione”, ha aggiunto.
Nella risoluzione si esprime preoccupazione per l'esodo dei cristiani dall'Iraq e si sottolinea il fatto che “nel 2006, circa il 24% dei 38.000 iracheni complessivamente registrati dall'UNHCR in Siria erano cristiani e che la gran parte degli sfollati interni in Iraq - che sono più di due milioni - appartiene a minoranze cristiane dirette per lo più verso la piana di Ninive”.
Il documento ricorda inoltre che l’Unione Europea “s’è espressa a più riprese in favore dei diritti delle comunità religiose e per la protezione della loro identità, ovunque nel mondo, nonché in favore del riconoscimento e della protezione delle minoranze religiose, senza distinzioni”.
Preoccupato dal moltiplicarsi di episodi d’intolleranza e di repressione contro le comunità cristiane in Africa, Asia e Medio Oriente, il Parlamento europeo ribadisce la difesa “dei principi di libertà di pensiero, di coscienza, di religione e di libero culto”.
Viene quindi ribadita “la laicità dello Stato e delle sue istituzioni pubbliche” e assegna a queste il dovere “di garantire tali libertà, ivi compresa quella di cambiare religione”.
La risoluzione sostiene poi “l’importanza del dialogo tra le religioni per promuovere la pace e la comprensione tra i popoli” e richiama i leader religiosi all’impegno di contrastare “gli estremismi e di promuovere il rispetto reciproco”.
In questo modo, l'Europarlamento torna a sostenere “con convinzione tutte le iniziative di promozione del dialogo e del rispetto reciproco tra le religioni” ed invita “tutte le autorità religiose a promuovere la tolleranza e ad assumere iniziative contro l’odio, la radicalizzazione violenta e l’estremismo”.
“Grazie al voto di oggi – ha commentato Mario Mauro – d'ora in avanti la Commissione europea dovrà prestare una maggiore attenzione affinché ogni elaborazione e implementazione dei programmi di cooperazione e aiuto allo sviluppo sia concessa solo se viene rispettato il principio di una vera libertà religiosa”.
“L’Europa, sempre in prima fila nella difesa dei diritti delle minoranze, non può continuare a ignorare il crescente sterminio di tanti cristiani”, ha aggiunto.
“Oggi il Parlamento europeo ha dato un grande segnale di disponibilità politica e culturale, smarcandosi da quell'integralismo laico di cui l'Europa é sempre più spesso accusata”, ha quindi concluso.
ZI07111511 - 15/11/2007
Permalink: http://www.zenit.org/article-12556?l=italian
L'Europarlamento condanna gli atti di violenza contro comunità cristiane
E sollecita i governi a combattere discriminazione e intolleranza
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