ZI07120308 - 03/12/2007
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I giovani di Azione Cattolica si preparano al pellegrinaggio in Terra Santa


Una meta a lungo rimandata per la delicata situazione della zona


MADRID, lunedì, 3 dicembre 2007 (ZENIT.org).- 150 giovani dell’Azione Cattolica mondiale si recheranno in pellegrinaggio in Terra Santa. Ragazzi e ragazze d’Europa, Africa, Asia e America si incontreranno il 28 dicembre a Roma e da lì partiranno per la Terra Santa, dove per dieci giorni scambieranno punti di vista sulle varie realtà dell’Azione Cattolica nel mondo e pregheranno per la pace in Medio Oriente.

I giovani impegnati nelle proprie chiese diocesane, con una forte impronta che li lega alla Chiesa universale, si propongono, come ha spiegato a ZENIT dall’Argentina Dora Breef, di “invocare la pace e testimoniare la propria volontà di diffonderla in tutto il mondo”.

I ragazzi, che da tempo si preparano a conoscere la terra di Gesù, desiderano “percorrere la via del dialogo e della fraternità”.

Vogliono essere, indica la Breef, “pellegrini di pace nella terra in cui il dono della vita espletato sul Calvario ha reso possibile l’annuncio di pace degli Angeli a tutti gli uomini di buona volontà”.

L’11 settembre 2006, il coordinamento mondiale dell’evento ha comunicato ai giovani che, per mancanza di fondi e per “la situazione in cui si vive oggi in Terra Santa dopo il conflitto con il Libano”, dovevano prendere la dolorosa decisione “di rinviare il pellegrinaggio al prossimo anno”.

In questo periodo di attesa, i giovani si sono mobilitati per cercare fondi, e la situazione internazionale sembra ora permettere il viaggio.

“Il rinvio del pellegrinaggio nel 2007-2008 richiede e favorisce uno forte impegno comune durante l’anno 2007, ad esempio informare i pellegrini di AC che dai nostri Paesi andranno in Terra Santa e soprattutto individuare alcune AC diocesane disponibili ad avviare un gemellaggio per avviare i contatti prima del pellegrinaggio”, spiegava nel messaggio Oana Tuduce, del Segretariato Generale del Forum Internazionale di Azione Cattolica, il 4 ottobre 2006.

Per questa preparazione, i Giovanni di Azione Cattolica del mondo hanno ricevuto anche un messaggio di padre Pier Battista Pizzaballa, custode di Terra Santa.

Nel messaggio, scritto per la giornata mondiale in cui le Chiese di tutto il mondo aiutano la Chiesa in Terra Santa, il custode spiegava ciò che fanno i francescani nella terra di Gesù e chiedeva la loro collaborazione: “Hanno bisogno di questi frati della corda, così chiamano i francescani, che si radicano qui in virtù di un Dio che chiede loro, tante volte, la fedeltà fino al martirio. Curano gli appestati, costruiscono case e chiese, si dedicano all’educazione della gioventù, amano di questa terra rovine antiche sotto le quali cercano segni del passaggio di un Uomo che loro sanno essere il Messia”.

“Testimoniano qui un amore per la Terra-e-la-Gente che vanno di pari passo. Essi sono i mediatori tra queste due realtà: Luoghi santi e presenza cristiana. Mantengono vivi in questa Terra così particolare, il profilo e la vocazione universale della Chiesa e dei Luoghi santi, che sono un patrimonio irrinunciabile per tutti”, aggiungeva padre Pizzaballa.

“Se oggi si può, da ogni angolo del mondo, giungere pellegrini per abbeverarsi alle radici della fede e della Chiesa, lo si deve a al fedele servizio di custodia che i figli di san Francesco hanno speso con generosità e sacrificio lungo più di sette secoli di storia”.

Il custode di Terra Santa continuava a spiegare il valore della presenza cristiana in questi luoghi: “Terra di ecumenismo dove la Custodia ha imparato a convivere e ad esprimersi con i fratelli delle altre Chiese e insieme a loro a condividere l’ospitalità ai pellegrini nel luogo della nascita e della morte e risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo”; “terra di dialogo con l’islam - dove la Custodia ha costruito scuole aperte a tutti, ambulatori aperti a tutti, centri sociali aperti a tutti”, “e di dialogo con l’ebraismo, attraverso iniziative a livello culturale e archeologico”.

“Terra di un conflitto politico e religioso che si protrae da anni e che ha lacerato la vita di questi due Popoli”, proseguiva alludendo poi alla dolorosa realtà attuale.

Giustificava quindi la permanenza dei francescani: “in questa terra dove essere cristiani non è scontato, l’esserci nonostante tutto, a nome della Chiesa e stare nei Luoghi che hanno testimoniato la storia della Rivelazione, è e resta la loro vocazione principale”.

Il pellegrinaggio è organizzato dal Forum Internazionale di Azione Cattolica, organismo composto dall’Assemblea e dal Segretariato Generale.

Il Segretariato Generale è composto da cinque laici di vari Paesi che riflettono la varietà dell’Azione Cattolica mondiale.

I cinque laici sono eletti dall’Assemblea Ordinaria del Forum ogni tre anni. Gli attuali membri del Segretariato Generale sono Terence Mbonabuca (Burundi), Oana Tuduce (Romania), Lourdes Azorín (Spagna), Emilio Inzaurraga (Argentina) e Luigi Alici (Italia). Coordina il Forum Internazionale Paola Bignardi, presidente di Azione Cattolica Italia fino al 2005.

[Traduzione di Roberta Sciamplicotti]

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