ZI08010609 - 06/01/2008
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I cristiani, stella cometa per l'umanità, ricorda il Papa


Ad introduzione dell'Angelus nel giorno dell'Epifania


CITTA' DEL VATICANO, domenica, 6 gennaio 2008 (ZENIT.org).- La Chiesa e ogni cristiano sono stelle comete dell'umanità, ha affermato questa domenica Benedetto XVI in occasione dell'Angelus recitato insieme ai fedeli e ai pellegrini convenuti in piazza San Pietro nella solennità dell'Epifania del Signore.

Questa festa, ha spiegato, ricorda la manifestazione di Gesù “ai popoli del mondo intero, rappresentati dai Magi che giunsero dall’Oriente per rendere omaggio al Re dei Giudei” dopo aver visto una stella nuova, in cui avevano riconosciuto il segno della nascita del Messia.

“Fin dal suo primo apparire, dunque, la luce di Cristo incomincia ad attirare a sé gli uomini che Dio ama, di ogni lingua, popolo e cultura”, ha osservato il Pontefice parlando dalla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico vaticano.

“E’ la forza dello Spirito Santo che muove i cuori e le menti alla ricerca della verità, della bellezza, della giustizia, della pace”.

Come affermava Giovanni Paolo II nell’Enciclica Fides et Ratio, ha ricordato Benedetto XVI, “l’uomo si trova in un cammino di ricerca umanamente interminabile: ricerca di verità e ricerca di una persona a cui affidarsi”.

“Gli uomini e le donne di ogni generazione, in questo loro peregrinare, hanno bisogno di essere orientati: quale stella possono dunque seguire?”, ha chiesto.

La luce spirituale della stella che indicò ai Magi dove trovare il Bambino, ha risposto, continua a splendere “nella parola del Vangelo, che è anche oggi in grado di guidare ogni uomo a Gesù”.

“Quella stessa parola, che altro non è se non il riflesso di Cristo vero uomo e vero Dio, è autorevolmente echeggiata dalla Chiesa per ogni anima ben disposta”, e per questo motivo la Chiesa stessa “svolge per l’umanità la missione della stella”.

Qualcosa del genere, ha proseguito, si può dire anche di ogni cristiano “chiamato a rischiarare con la parola e la testimonianza della vita i passi dei fratelli”.

“Quanto è importante allora che noi cristiani siamo fedeli alla nostra vocazione!”, ha esclamato.

“Ogni autentico credente è sempre in cammino nel proprio personale itinerario di fede e, al tempo stesso, con la piccola luce che porta dentro di sé, può e deve essere di aiuto a chi si trova al suo fianco, e magari stenta a trovare la strada che conduce a Cristo”, ha infine concluso.


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