CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 20 gennaio 2005 (ZENIT.org).- Il presidente dell’episcopato degli Stati Uniti ha inviato una lettera a Condoleezza Rice, nominata Segretario di Stato, per chiederle di esercitare pressioni sullo Stato di Israele perché rispetti gli accordi firmati con la Santa Sede.
“Siamo profondamente costernati per la mancanza di progressi e temiamo uno scarso impegno da parte del Governo israeliano nei suoi negoziati con la Santa Sede relativamente a questioni economiche e ad altri interessi fondamentali per la Chiesa cattolica e la comunità cristiana in Terra Santa”, ha affermato nella lettera monsignor William S. Skylstad, vescovo di Spokane e presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti.
Il prelato si riferisce all’applicazione dell’Accordo Fondamentale del 1993 tra la Santa Sede e lo Stato di Israele.
“La nostra preoccupazione non vuole sminuire la sofferenza di Ebrei e Musulmani, ma anche le questioni tra il Governo israeliano e la Santa Sede sono molto importanti per la libertà religiosa, non solo per la Chiesa cattolica, ma per la vitalità di tutte le comunità cristiane in Israele”, ha affermato monsignor Skylstad.
“Esortiamo l’Amministrazione ad affrontare questi problemi con il Governo di Israele e a far sì che questo processo vada avanti in maniera spedita ed efficace”.
“Nell’Accordo Fondamentale, la Santa Sede ha riconosciuto formalmente lo Stato di Israele ed ha stabilito con esso relazioni diplomatiche, in modo conforme ai desideri delle amministrazioni statunitensi che si sono susseguite nel tempo”, ha ricordato il vescovo.
“Questo riconoscimento è stato mantenuto anche senza una completa soluzione delle questioni che suscitavano maggiore preoccupazione per la Chiesa e che erano rimaste in sospeso, ma con la promessa da parte del Governo israeliano che sarebbero state affrontate in ulteriori negoziati”, ha aggiunto.
“Le basi su cui si è deciso di svolgere questi negoziati erano i diritti acquisiti dalla Chiesa precedentemente al mandato delle Nazioni Unite che stabiliva l’istituzione dello Stato di Israele. Questi diritti sono stati riaffermati nel mandato dell’ONU che stabiliva lo Stato di Israele e nella dichiarazione d’indipendenza israeliana”.
“Tra le questioni più cruciali che la Chiesa deve affrontare in Israele c’è la possibilità di mantenere i propri diritti sulle proprietà ecclesiastiche – si legge di seguito –. Mantenere queste proprietà è fondamentale per la missione ed il ministero della Chiesa in Terra Santa e dunque per la sua libertà religiosa”.
“L’esercizio di politiche fiscali arbitrarie da parte del Governo di Israele contro le proprietà della Chiesa e il rifiuto governativo di istituire un processo nei tribunali israeliani per risolvere le dispute sulla proprietà violano il diritto internazionale e la storia dei diritti precedenti della Chiesa”, ha proseguito monsignor Skylstad.
“Dopo molti vacillamenti nei negoziati, è stato solo con il deciso incoraggiamento degli Stati Uniti che questi sono stati riallacciati nel luglio 2004. La ripresa delle conversazioni, purtroppo, è stata esitante e discontinua”, ha constatato.
“Oltre a questo, ci è stato detto che ai negoziatori israeliani non è stato dato pieno potere di condurre le conversazioni con il grado di serietà che richiedono. Il fallimento del fatto di prendere atto e di mettere in pratica l’Accordo Fondamentale, compresa la mancanza di progressi nei negoziati relativi a questioni economiche, solleva serie domande sull’impegno da parte del Governo israeliano”, ha aggiunto.
“L’intervento statunitense nella questione è fondamentale. Vi chiediamo di esortare il Governo israeliano a riprendere i suoi negoziati con la Santa Sede senza ulteriori rinvii”, ha concluso.
Il Comitato per i Rapporti con l’Estero del Senato degli Stati uniti ha approvato questo mercoledì la nomina di Condoleezza Rice come nuovo Segretario di Stato in sostituzione di Colin Powell con 16 voti a favore e 2 contrari.
ZI05012004 - 20/01/2005
Permalink: http://www.zenit.org/article-1351?l=italian
Vescovi USA a Condoleezza Rice: Israele deve rispettare gli accordi con la Santa Sede
Lettera del presidente dell’episcopato al Segretario di Stato designato
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