ZI05022401 - 24/02/2005
Permalink: http://www.zenit.org/article-1433?l=italian

I Vescovi americani chiedono ai media l’impegno a favore della dignità umana e della verità


BOGOTA’, giovedì, 24 febbraio 2005 (ZENIT.org)- La dignità umana e la verità devono orientare l’operato dei mezzi di comunicazione, perché la loro missione è quella di contribuire allo sviluppo dell’uomo e della società, e “non alla sua disumanizzazione”, affermano i Vescovi del continente americano.

“Secolarizzazione della Società, Evangelizzazione ed Mezzi di Comunicazione” è stato il tema delle due giornate della 33ª Riunione – svoltasi a Bogotà – dei Vescovi membri degli episcopati dell’America Latina, del Canada e degli Stati Uniti – che rappresentano le 24 Conferenze Episcopali di tutta l’America –, la cui riflessione è stata affrontata basandosi sull’Esortazione apostolica post-sinodale “Ecclesia in America” e in vista della preparazione della V Conferenza Generale dell’Episcopato Lainoamericano e dei Caraibi del febbraio 2007.

Al termine dell’incontro, il 16 febbraio scorso, i prelati hanno offerto una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il cardinal Francisco Javier Errázuriz Ossa – Arcivescovo di Santiago del Cile e Presidente del Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM) –, monsignor William Stephen Skylstad – Vescovo di Spokane e Presidente della Conferenza Nazionale dei Vescovi degli Stati Uniti – e monsignor Brendan Michael O’Brien – Arcivescovo di Saint Jonh’s (Newfoundland) e Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Canada.

Durante i lavori, i Vescovi hanno riconosciuto in un comunicato diffuso dal CELAM che i mezzi di comunicazione sono un “dono di Dio e ricchezza per l’umanità”.

I partecipanti alla Riunione hanno concordato sul fatto che “la dignità umana debba essere un valore sempre prioritario”, motivo per il quale i media sono chiamati a “contribuire allo sviluppo dell’essere umano e della società e non alla sua disumanizzazione”.

“I media devono dimostrare anche il loro impegno per la verità”, vista la “grande influenza” che esercitano, al punto che “per molte persone, la ricerca della verità è collegata a ciò che vedono nei media”.

“Quando l’impegno dei media per la verità è carente, i giudizi e la condotta della gente sono ugualmente distorti”, hanno affermato. Per questo motivo la Chiesa si sente un particolare impegno nei confronti dei media che difendono gli imperativi etici.

Considerando “le grandi pretese che pesano sui comunicatori”, i prelati hanno ricordato il proprio dovere pastorale di offrire ai cattolici che lavorano nei media “il sostegno della fede e l’aiuto per essere testimoni di Cristo nel mondo, la possibilità di conoscere bene la Chiesa e di acquisire una buona formazione etica”.

Allo stesso modo riconoscono che “un modo efficace di avvicinare i mezzi di comunicazione alla Chiesa è invitare i loro professionisti ed esperti a trasmettere il messaggio e le attività” di quest’ultima.

Per fare ciò è necessario che “i comunicatori della Chiesa offrano ai media il materiale necessario, perché questi possano trasmettere gli insegnamenti e gli eventi della Chiesa in modo professionale”.

“E’ anche necessario che noi stessi partecipiamo a seminari specializzati per potenziare la comunicazione attraverso i media”, hanno aggiunto.

“Esiste il bisogno che la Chiesa sviluppi una maggiore comprensione del mondo dei media, dei loro metodi, della loro psicologia e del loro linguaggio”, hanno concluso i Vescovi.


© Innovative Media, Inc.

La riproduzione dei Servizi di ZENIT richiede il permesso espresso dell'editore.



invialo ad un amico commenta questa notizia
anteprima di stampa formato PDF
sopra


ZENIT via e-mail | ZENIT in rss | regala ZENIT | raccomanda ZENIT | aiuta ZENIT

| condizioni d'uso | invia notizie o comunicati | contattaci | pagina principale

© Innovative Media, Inc.