ZI08052305 - 23/05/2008
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Riscoprire la vocazione delle vergini consacrate


Un congresso in Vaticano ne ha riunite 500 da tutto il mondo


di Elizabeth Lev

ROMA, venerdì, 23 maggio 2008 (ZENIT.org).- La società moderna ammira una donna che si fa strada da sola nel mondo e costruisce una carriera di successo. Colpisce ancora di più una donna che non soccombe alle vicissitudini delle relazioni sentimentali, sa quello che vuole in un rapporto e non si adatta a niente di meno.

Quando però questa donna emancipata si rivela una vergine consacrata, gli stessi volti che ammiravano questa descrizione inarcano le sopracciglia e fanno espressioni interrogative.

“La parola 'vergine' è diventata imbarazzante per le persone al giorno d'oggi”, ha commentato Judith Stegman, vergine consacrata e responsabile stampa dell'Ordine delle Vergini Consacrate. “Il mondo è così confuso sulla sessualità che è giunto per noi il momento di rivendicare questa parola”.

La settimana scorsa, 500 vergini consacrate si sono riunite a Roma in un congresso e pellegrinaggio internazionale convocato dal Cardinale Franc Rodé, prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.

Queste donne sono giunte da 52 Paesi di tutto il mondo per condividere testimonianza ed esperienze tra loro e con la gerarchia della Chiesa.

Se questa opportunità ha avuto un significato speciale per tutte le partecipanti, la Stegman ha sottolineato che per le “vergini consacrate che vivono in Paesi musulmani è stata la prima possibilità di parlare apertamente di una vocazione che vivevano in segreto”.

“Si sono creati immediatamente legami di amicizia tra tutte le vergini consacrate”, ha spiegato. “Condividiamo lo stesso sorriso felice, la stessa consapevolezza del nostro amore sponsale per Cristo”.

E' stata la seconda volta in cui le vergini consacrate del mondo si sono riunite; nell'occasione precedente l'evento è stato convocato dal Vaticano. Le donne hanno incontrato Cardinali e Arcivescovi, anche se il culmine della loro visita è stata l'udienza privata con Papa Benedetto XVI giovedì scorso.

Il tema dell'incontro, “Verginità consacrata nel mondo: un dono per la Chiesa e nella Chiesa”, è tratto dagli scritti del Cardinale Joseph Ratzinger prima della sua elezione al pontificato.

Le vergini consacrate vivono una vocazione distinta nella Chiesa; vivono nel mondo, scelgono la propria professione e sono responsabili dei propri bisogni materiali. Ogni vergine consacrata è sotto la direzione di un Vescovo e porta un anello come segno della sua consacrazione alla verginità perpetua, ma non indossa un abito.

“E' una vocazione pubblica, espressa in una cerimonia pubblica alla quale tutti sono invitati”, ha detto la Stegman. “Stiamo mostrando che l'amore di Cristo come Sposo è ciò che tutti sperimenteremo un giorno in paradiso”.

La verginità consacrata è una delle forme più antiche di vita consacrata nella Chiesa. Deve essere stato fonte di ispirazione per queste 500 donne venire a Roma e pregare nelle chiese di Sant'Agnese, Santa Lucia o Santa Cecilia, modelli eroici per le donne consacrate di oggi.

Le martiri vergini hanno difeso il dono della loro verginità per Cristo fino alla morte e sono ancora celebrate e onorate nelle più belle chiese di Roma.

Le vergini consacrate hanno un amore speciale per Maria, la cui decisione di dedicarsi completamente al Signore nella verginità è stata l'inizio e l'ispirazione della verginità consacrata nella Chiesa.

“Giovanni Paolo II parlava dell'amore come di un dono totale di sé, e la Vergine Maria si è donata interamente a Cristo”, ha aggiunto la Stegman. “Il suo è stato un ruolo attivo; è più facile chiudersi, rimanere distante, ma Maria ha permesso a se stessa di essere aperta e vulnerabile”.

Dopo i primi anni della Chiesa, la verginità consacrata è stata eclissata dalla vocazione alla vita religiosa in comunità. Molte giovani donne che hanno sentito la chiamata alla verginità consacrata sono state invece indirizzate verso i conventi.

“Anziché essere riconosciute come spose di Cristo com'erano nella Chiesa delle origini, le donne
chiamate alla verginità consacrata erano viste come anticomunitarie”, ha detto la Stegman.

“Uno dei grandi successi del Concilio Vaticano II è stato il fatto di restaurare il rito della consacrazione nel 1970”, ha proseguito. “Ha aiutato la gente a capire che la verginità consacrata è una piena vocazione, non un trampolino verso qualcos'altro”.

Vescovi di tutto il mondo sono stati invitati al congresso per avere una migliore comprensione delle vergini consacrate e della loro vocazione. L'Arcivescovo Raymond Burke di St. Louis, moderatore episcopale dell'associazione statunitense delle vergini consacrate, si è rivolto alle donne riconoscendo la loro diversa forma di vita.

L'Arcivescovo Jean-Pierre Cattenoz di Avignone (Francia) e il Vescovo Demetrio González di Tarazona (Spagna) hanno parlato all'assemblea discutendo la storicità e la sacramentalità della vocazione delle vergini consacrate.

Il numero di queste ultime è in crescita, con circa 3.000 vergini consacrate nel mondo attualmente.

“Quando lascio che altri mi presentino come una vergine consacrata, ci sono spesso risatine o strane occhiate”, ha commentato la Stegman. “Ma quando prendo l'iniziativa e comincio a parlare utilizzando un 'attacco' di discorso in cui un'altra donna potrebbe dire di essere sposata e con figli e dico che sono una vergine consacrata la gente mi tratta con rispetto e interesse”.

Per ulteriori informazioni sulle vergini consacrate: www.consecratedvirgins.org

[Traduzione dall'inglese di Roberta Sciamplicotti]

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