di Roberta Sciamplicotti
DUBLINO, lunedì, 26 maggio 2008 (ZENIT.org).- La questione delle bombe a grappolo, al centro di una Conferenza diplomatica in svolgimento a Dublino dal 19 al 30 maggio, è un problema durato “troppo a lungo”, ha avvertito l'Arcivescovo Silvano M. Tomasi intervenendo all'evento.
Il presule, Osservatore Permanente presso l'Ufficio delle Nazioni Unite e le Organizzazioni Internazionali a Ginevra e Capo della Delegazione della Santa Sede, ha difeso il 19 maggio la necessità di andare “al di là di una visione riduttiva e ristretta che potrebbe dare l'illusione che la protezione venga solo dalle armi, nella fattispecie da quelle che ci vogliamo impegnare a bandire”.
Per questo motivo, ha auspicato un accordo “forte e operativo” per porre fine al dramma delle bombe a grappolo, contenitori di metallo pieni di submunizioni – ogni ordigno ne può contenere fino a 650 – che uccidono e mutilano migliaia di persone, anche in tempi di pace.
La Conferenza di Dublino, ha riconosciuto monsignor Tomasi, “è il risultato della consapevolezza che è necessaria un'azione concreta, credibile ed efficace per rispondere a un problema durato troppo a lungo”.
Per anni, ha ricordato, ONG, Croce Rossa e vari Paesi hanno sollevato la questione di questo tipo di armi, “inizialmente senza successo”.
Negli ultimi tempi sono stati tuttavia compiuti molti passi avanti: al giorno d'oggi, infatti, “nessuno nega l'esistenza di problemi umanitari collegati alle bombe a grappolo, l'urgenza di un'azione collettiva e l'indispensabile sforzo per trasferire queste preoccupazioni verso uno sviluppo mirato del diritto umanitario internazionale”.
Nonostante questo, “esistono ancora importanti differenze circa una risposta adeguata” al problema.
La Santa Sede, afferma l'Arcivescovo Tomasi, “non può non insistere sulla priorità della dignità umana e degli interessi delle vittime, della prevenzione e della stabilità, e sul concetto di sicurezza basato su un più basso livello di armamenti”.
“La pace trascende di gran lunga la struttura delle considerazioni militari”, ha dichiarato. “La sicurezza basata solo sulle armi e sulla forza è effimera e illusoria”.
Per il presule, le bombe a grappolo illustrano perfettamente la questione: “anche le cosiddette vittorie risultano essere sconfitte a lungo termine per la popolazione civile, per lo sviluppo, per la pacificazione, per la stabilità”.
“Decenni dopo l'utilizzo di bombe a grappolo, la pace mantiene un gusto amaro con migliaia di vittime, lo sviluppo socio-economico bloccato e notevoli risorse umane e finanziarie sprecate”.
Di fronte a ciò, ha constatato monsignor Tomasi, è necessaria un'azione decisa per porre fine alla minaccia rappresentata da questo tipo di ordigni.
“Quello che non si fa oggi andrà fatto domani con un supplemento di sofferenza, di costi economici e di ferite più profonde da sanare”, ha commentato.
Anche se per alcuni Paesi non sarà facile applicare le disposizioni derivanti da un bando delle bombe a grappolo, gli sforzi necessari “dovrebbero essere considerati dalla leadership politica e militare, e dalla gente dei loro Paesi, una partecipazione necessaria ma gratificante alla costruzione di un mondo più pacifico e più sicuro, in cui ciascuno gode di una sicurezza maggiore”.
In questo contesto, il presule ha esortato a lavorare “come partner per affrontare ora la sfida dell'adozione e domani quella dell'implementazione” del bando delle bombe a grappolo.
“E' vero – ha riconosciuto –, gli Stati hanno il diritto di difendere la pace, la sicurezza e la stabilità dei popoli sotto la loro responsabilità, ma questo può essere raggiunto meglio senza ricorrere alla corsa agli armamenti e alla guerra”.
“Tutti aspettano da noi una coraggiosa decisione”, ha avvertito l'Arcivescovo.
“Il mondo attende un atto di fede nella persona umana e nelle sue più alte aspirazioni a vivere in pace e sicurezza, un impegno a rendere la solidarietà la più splendida espressione dell'unità della famiglia umana e del suo destino comune”.
“Sono convinto”, ha concluso, “che al termine di questa Conferenza tutti i partecipanti usciranno vincitori e soddisfatti di aver fatto la scelta giusta”.
















