ZI08060101 - 01/06/2008
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Portavoce vaticano: ogni passo contro le armi va sostenuto


Condanna morale delle bombe a grappolo


CITTA' DEL VATICANO, domenica, 1° giugno 2008 (ZENIT.org).- Ogni singolo passo contro la produzione, il commercio e l'uso delle armi va sostenuto, spiega il portavoce vaticano.

Padre Federico Lombardi, S.I., direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha compiuto un'analisi etica dopo che il 30 maggio rappresentanti di 111 Nazioni hanno adottato una convenzione internazionale per la messa a bando delle bombe a grappolo (cluster munitions). 

Nell'ultimo editoriale di "Octava Dies", settimanale del Centro Televisivo Vaticano, il sacerdote spiega che "bisognerebbe che le armi non esistessero, anche se sappiamo che armi difensive saranno in qualche misura sempre necessarie in questo mondo".

Il Papa aveva lanciato un appello per il successo della Conferenza internazionale per la messa al bando delle munizioni a grappolo celebrata a Dublino, e l'Arcivescovo Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede presso l'Ufficio ONU di Ginevra, ha affermato dopo il vertice che i risultati ottenuti sono un "passo enorme". 

"Chi produce queste munizioni e le esporta teme il danno economico che avrà dalla loro messa al bando - ricorda padre Lombardi -. Ma non è molto maggiore il danno che ne deriva per i Paesi colpiti da esse e per le vittime?", si chiede.

"Lo sminamento e la decontaminazione, e soprattutto il dolore e il danno subito dalle vittime, dalle loro famiglie e comunità, come può essere paragonato alla mancanza di un guadagno economico ottenuto fabbricando strumenti per loro natura offensivi e direttamente intesi a causare il maggior danno alle persone, in massima parte civili innocenti?", continua il portavoce vaticano. 

"Non si può amare con le armi offensive nelle mani", dichiara padre Lombardi citando Paolo VI. "Gli armamenti distruggono la fiducia reciproca, richiedono spese enormi impedendo progetti di pace e di solidarietà".

"La vita internazionale nella pace può fondarsi solo sul diritto e non sulla forza - aggiunge -. Ogni singolo passo contro la produzione, il commercio e l'uso delle armi va sostenuto. Anche la lotta contro le mine antiuomo, anche la lotta contro le munizioni a grappolo".


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