ZI08071905 - 19/07/2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-15043?l=italian

La GMG offre ai consacrati un'esperienza di vita comunitaria


Una suora australiana sottolinea la gioia di incontrare giovani religiosi


di Anthony Barich

SYDNEY, sabato, 19 luglio 2008 (ZENIT.org).- Anche se suor Maria Mori è dell'Australia e svolge il suo ministero in patria, afferma che è un evento come la Giornata Mondiale della Gioventù a farla sentire davvero a casa.

Le strade di Sydney sono piene di sacerdoti, religiosi e religiose, il che trasforma l'evento in un'occasione per sperimentare un tipo di vita comunitaria davvero speciale. Nei loro abiti religiosi, i consacrati e le consacrate spiccano nel mare di giovani.

Suor Maria, Orsolina Missionaria del Sacro Cuore, è religiosa da quattro anni ed è l'unica australiana della sua congregazione a operare nel Paese d'origine.

E' anche una delle uniche tre che hanno preso i voti in Australia. 38enne, è un'insegnante di scuola superiore all'Emmanuel Catholic College di Success, Perth.

La suora ha affermato che partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù è come trovarsi al centro del cattolicesimo, a Roma. Le giovani vocazioni alla vita religiosa non sono molte in Australia, e ha riconosciuto di sentire la mancanza di compagne della sua età.

“E' davvero incredibile”, ha confessato. “Mi sento di nuovo a Roma. La gente viene da me per le strade di Sydney e mi dice 'E' australiana ed è religiosa?'. Non pensavano che esistessero religiosi in Australia perché 'non se ne vedono in giro'”.

“Essere insieme ad altri religiosi e dire 'Sono una religiosa' è splendido”, ha aggiunto. “La gente è davvero molto gentile. Incontro ogni giorno religiosi di altri Paesi e sono molto felici che io sia una consacrata dell'Australia; promettiamo sempre di pregare gli uni per gli altri. E' meraviglioso”.

Suor Maria ha riflettuto sulla sua chiamata alla vita consacrata, affermando che le storie che la nonna le raccontava da bambina sulle testimonianze dei santi le facevano pensare “Voglio essere santa”. “Come bambina non era facile. E' un chiamata ad essere vicina a Dio e a servire gli altri”.

“Volevo davvero fare la missionaria”, ha continuato. “Il mio sogno è andare in missione oltreoceano, ma sembra che Dio voglia che svolga questa missione nel mio Paese, il che è molto, molto importante”.

[Traduzione dall'inglese di Roberta Sciamplicotti]


© Innovative Media, Inc.

La riproduzione dei Servizi di ZENIT richiede il permesso espresso dell'editore.



invialo ad un amico commenta questa notizia
anteprima di stampa formato PDF
sopra


ZENIT via e-mail | ZENIT in rss | regala ZENIT | raccomanda ZENIT | aiuta ZENIT

| condizioni d'uso | invia notizie o comunicati | contattaci | pagina principale

© Innovative Media, Inc.