ZI05083110 - 31/08/2005
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La vendita di rosari in Gran Bretagna dà lavoro a 50 famiglie della Terra Santa


Si tratta di una campagna lanciata sette mesi fa


LONDRA, mercoledì, 31 agosto 2005 (ZENIT.org).- La campagna di vendita di rosari in Gran Bretagna, lanciata alcuni mesi fa da “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS), offre già lavoro a cinquanta famiglie cristiane della Terra Santa.

L’Opera di diritto pontificio ha lanciato questa iniziativa dopo aver saputo che centinaia di famiglie cristiane si vedevano costrette a vivere in un’unica stanza senza luce perché, a causa del conflitto in Terra Santa, non potevano più vendere gli articoli religiosi da loro prodotti.

Ora, con la richiesta di migliaia di rosari attraverso ACS, c’è lavoro sufficiente per 50 famiglie, ha reso noto questa istituzione in un rapporto inviato a ZENIT.

L’organizzatore del progetto, Victor Tabash, ha dichiarato: “Ciò che sta accadendo è incredibile. Il lavoro che ci arriva attraverso ‘Aiuto alla Chiesa che Soffre’ è molto più consistente di quello che realizzavamo negli ultimi tempi”.

In sette mesi, “Aiuto alla Chiesa che Soffre” ha venduto 4.500 rosari di legno d’ulivo in Gran Bretagna.

L’ufficio canadese dell’Opera ne ha ora richiesti 2.000 unità e anche gli uffici di Australia, Portogallo e Brasile si mostrano interessati.

Un’altra consistente richiesta per gli artigiani che lavorano il legno d’ulivo di Betlemme sono stati i 30.000 rosari acquistati da “Aiuto alla Chiesa che Soffre” per i partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventù a Colonia (15-21 agosto).

Alcuni uffici di “Aiuto alla Chiesa che Soffre” stanno pensando di chiedere a questi artigiani anche presepi in legno d’ulivo.


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