COLONIA, martedì, 23 agosto 2005 (ZENIT.org).- Il Cardinale George Pell ed un gruppo di 2.300 giovani pellegrini australiani hanno espresso la propria gioia per l’annuncio di Benedetto XVI in base al quale Sydney sarà la città ospite della Giornata Mondiale della Gioventù 2008.
L’Arcivescovo di Sydney, di 64 anni, ha detto a ZENIT di aver imparato molto dall’esperienza di Colonia e di credere che “l’insieme” di Sacramenti e divertimento “funzioni ancora”.
Il prelato ha insistito sul fatto che “fino a che l’evento rimarrà cristocentrico, un pellegrinaggio religioso, e non verrà trasformato in altre cose, continuerà a funzionare”.
Cosa vuole offrire Sydney ai pellegrini del mondo?
Cardinale Pell: Sydney è una delle città più belle del mondo ed è stata anche riconosciuta come tale.
E’ una città di 4 milioni di abitanti, un milione dei quali cattolici. Possiede un’enorme varietà di impianti progettati ed utilizzati per i Giochi Olimpici ed un intero staff di esperti in organizzazione che si sono fatti le ossa nei Giochi del 2000 e ci sono stati di grande aiuto.
Abbiamo un zoccolo duro di cattolici profondamente religiosi, che ovviamente ci aiuteranno, ma l’intenzione che sta dietro al progetto è che questo rafforzi la fede dei giovani australiani e di quanti verranno a Sydney. Sarà specificatamente cattolico come sempre, ma sarà anche un’offerta a tutti quei giovani australiani che non hanno convinzioni religiose radicate.
Offriremo loro qualcosa di diverso.
Le GMG sono eventi estremamente multiculturali e questo è un aspetto anche dell’Australia, non è vero?
Cardinale Pell: Penso che abbiamo probabilmente la più alta percentuale di immigrati del mondo, e la Sydney cattolica è estremamente multiculturale. Traiamo grande forza dalle nostre comunità vietnamite, coreane e cinesi e anche, ovviamente, da quelle italiane, libanesi, maltesi ed irlandesi.
E’ un aspetto molto particolare che Sydney offre alle dinamiche della prossima GMG – è il Nuovo Mondo. Si basa su un’eredità condivisa, rispetto alle città europee molto trincerate nelle loro culture.
All’inizio questo presenta anche delle difficoltà, perché non abbiamo la grande molteplicità di bellissimi santuari cattolici che ha l’Europa. Qui siamo ancora pionieri. Siamo anche un Paese prevalentemente anglofono con qualcosa di diverso dalle prospettive dell’Europa continentale.
Abbiamo, però, molto da offrire e credo anche che riceveremo molto.
Vedere questi giovani venire nel nostro Paese con la loro fede viva e il loro acceso entusiasmo: il pensiero rafforza me e i nostri pellegrini, per cui sono sicuro che farà la differenza per i giovani australiani che vi assisteranno.
Abbiamo notato che in questo viaggio Papa Benedetto XVI ha compiuto alcuni passi storici per la costruzione di ponti e la riconciliazione. Questo elemento potrebbe far parte del programma di Sydney?
Cardinale Pell: Penso che la cosa principale sia che si tratta di una celebrazione cattolica, e rimarrà una celebrazione cattolica. Questo, però, non ci impedisce di avere una dimensione ecumenica significativa.
ZI05082307 - 23/08/2005
Permalink: http://www.zenit.org/article-3033?l=italian
Il Cardinale Pell su ciò che può offrire Sydney
Uno sguardo alla Giornata Mondiale della Gioventù 2008
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