ZI06042813 - 28/04/2006
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Il Cardinale Ruini riconosce i carismi del Rinnovamento nello Spirito


E invita i suoi membri all’impegno missionario e a farsi “scuole vive di preghiera”


RIMINI, venerdì, 28 aprile 2006 (ZENIT.org).- Intervenendo il 22 aprile a Rimini, il Cardinale Camillo Ruini, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), ha riconosciuto i carismi del Rinnovamento nello Spirito (RnS) ed ha invitato gli oltre ventimila presenti a testimoniare il Vangelo, “ubbidendo a Dio piuttosto che agli uomini”.

Nella sua omelia, tenuta durante una celebrazione eucaristica inserita nel contesto della XXIX Convocazione Nazionale del RnS che ha avuto luogo alla Fiera di Rimini dal 22 al 25 aprile, il porporato si è soffermato sul mandato missionario contenuto nella lettura della scorsa domenica.

Richiamando l’attenzione sul fatto che il Vangelo di Marco elenca i segni che accompagnano quelli che credono, tra cui “parleranno lingue nuove”, “imporranno le mani ai malati e questi guariranno”, il Cardinale Ruini rivolgendosi ai presenti ha sottolineato: “Quei doni e quelle opere dello Spirito di cui voi stessi fate esperienza e vi rallegrate”.

I carismi o “doni spirituali” sono stati donati alla Chiesa nel giorno di Pentecoste. S. Paolo parla dei doni spirituali nelle epistole che scrive alle Chiese, e più particolarmente in 1 Cor 12, Rm 12 ed Ef 4.

Nella prima lettera ai Corinzi, l’Apostolo elenca nove doni dello Spirito Santo, i quali dovrebbero essere attivi nella comunità dei credenti. Questi nove doni, possono essere suddivisi in tre gruppi: il potere di dire, di conoscere e di operare.

Il Rinnovamento Carismatico Cattolico (RCC) ha fra i suoi obiettivi quello di promuovere l’accoglienza e l’uso dei carismi non solo all’interno del RCC ma anche nell’ambito di tutta la Chiesa.

Durante l’omelia, il Cardinale Ruini ha fatto riferimento al cap. 4 degli Atti degli Apostoli. Nel brano evangelico, quando Pietro e Giovanni vengono arrestati e compaiono dinanzi al sinedrio, il primo Apostolo dice: “Quel Gesù che voi avete crocefisso è risorto, la pietra scartata da voi costruttori è diventata testata d’angolo, quello di Gesù è l’unico nome nel quale possiamo essere salvati”.

Successivamente, ha poi ricordato quando il Sinedrio cerca di proibire agli Apostoli di parlare e insegnare nel nome di Gesù, e Pietro e Giovanni dicono: “Se sia giusto davanti a Dio obbedire a voi più che a lui, giudicatelo voi stessi; noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato”.

Secondo il Cardinale Ruini “Queste parole posso essere assunte come l’emblema e la regola della Chiesa missionaria, attraverso i tempi e fino a noi oggi”.

“Sono parole che valgono per la difesa di ogni uomo, che Cristo incarnandosi ha unito misteriosamente a sé, come afferma il Concilio Vaticano II (Gaudium et spes, 22), e per il quale Cristo è morto e risorto”, ha aggiunto.

Rivolgendosi ai membri del RnS, il porporato ha sottolineato che “queste parole pronunciate dagli Apostoli Pietro e Giovanni davanti al Sinedrio valgono per ciascuno di noi e io so che avete fatto molto, state facendo molto e vi proponete di fare sempre di più in futuro per metterle in pratica in concreto, così da essere testimoni credibili del Vangelo, ubbidendo a Dio piuttosto che agli uomini”.

Per avere la forza di testimoniare il Vangelo, il Cardinale ha invocato lo Spirito Santo ed ha indicato come fondamentale la preghiera, “quella preghiera, che è il grande nutrimento quotidiano delle vostre Comunità”.

“Vi chiedo quindi – ha affermato il Presidente della CEI – di rimanere innanzitutto nella preghiera, di credere nella potenza della preghiera, di essere, nelle vostre Comunità e Gruppi, scuole vive di preghiera, come ci ha chiesto Giovanni Paolo II nella Novo millennio ineunte, n. 23”.

Il porporato ha quindi invitato il Rinnovamento nello Spirito “ad essere lievito e fermento nella Chiesa, a cominciare dalle parrocchie”, affidandogli anche la cura delle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata.

Il Cardinal Ruini, ha infine indicato i principali ambiti di vita quotidiana in cui operare per portare la testimonianza del Vangelo: in primo luogo la famiglia e l’accoglienza alla vita, poi il lavoro, la salute, la difesa della “tradizione” e infine la “cittadinanza”, con tutte le responsabilità sociali, economiche e politiche che essa comporta.

“I Vescovi italiani vi sono vicini, confidano in voi e attendono molto da voi”, ha infine concluso.


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