CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 7 gennaio 2005 (ZENIT.org).- Giovanni Paolo II prega questo mese: "Per tutti coloro che operano nel Medio Oriente, affinché si impegnino sempre più per il raggiungimento della pace".
Lo afferma l’intenzione generale dell’ Apostolato della Preghiera , che il Santo Padre assume come propria per offrire le sue preghiere ed i suoi sacrifici insieme a migliaia di laici, religiosi, religiose e vescovi del mondo intero.
La preoccupazione del Pontefice per la situazione conflittuale nella terra di Gesù è stata espressa nuovamente, pochi giorni fa, nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace , il cui tema è “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male” (Rm 12,21).
Nel testo, Giovanni Paolo II ha ricordato “la grammatica della legge morale universale”, che “unisce gli uomini tra loro, pur nella diversità delle rispettive culture, ed è immutabile”: “Rimane sotto l'evolversi delle idee e dei costumi e ne sostiene il progresso (…) Anche se si arriva a negare i suoi principi, non la si può però distruggere, né strappare dal cuore dell'uomo. Sempre risorge nella vita degli individui e delle società”.
Il Santo Padre ha aggiunto che “questa comune grammatica della legge morale impone di impegnarsi sempre e con responsabilità per far sì che la vita delle persone e dei popoli venga rispettata e promossa. Alla sua luce non possono non essere stigmatizzati con vigore i mali di carattere sociale e politico che affliggono il mondo, soprattutto quelli provocati dalle esplosioni della violenza”.
E’ in questo contesto che ha alluso alla “pericolosa situazione della Palestina”. Nella “terra di Gesù” – ha constatato – “non si riescono ad annodare, nella verità e nella giustizia, i fili della mutua comprensione, spezzati da un conflitto che ogni giorno attentati e vendette alimentano in modo preoccupante”.
“Per conseguire il bene della pace – ha ricordato – bisogna, con lucida consapevolezza, affermare che la violenza è un male inaccettabile e che mai risolve i problemi”. “La violenza è una menzogna, poiché è contraria alla verità della nostra fede, alla verità della nostra umanità” e “distrugge ciò che sostiene di difendere: la dignità, la vita, la libertà degli esseri umani”.
Le timide speranze di pace che stanno sorgendo in vari angoli del pianeta sono diventate, nell’intenzione che Giovanni Paolo II ha deposto ai piedi del Bambino Gesù nel suo Messaggio per questo Natale, parole seguite da milioni di persone grazie alla trasmissione delle celebrazioni in oltre 70 Paesi.
“Bambino di Betlemme, Profeta di pace, incoraggia i tentativi di dialogo e di riconciliazione, sostieni gli sforzi di pace che timidi, ma carichi di speranza, sono attualmente in atto per un presente e un futuro più sereno di tanti nostri fratelli e sorelle nel mondo”, ha implorato il Pontefice nel suo Messaggio.
Il Santo Padre ha menzionato in particolare i luoghi del pianeta in cui c’è spargimento di sangue e per i quali egli stesso si è mobilitato negli ultimi mesi o anni.
“E come non volgere uno sguardo di partecipe ansia, ma anche di inestinguibile fiducia, alla Terra di cui Tu sei Figlio?”, si è chiesto riferendosi ad Israele e ai territori dell’Autorità palestinese.
“Tu, che sei il Principe della pace vera, aiutaci a capire che l’unica via per costruirla è fuggire il male con orrore e perseguire sempre e con coraggio il bene”, ha proseguito il Papa.
Il Pontefice offre ogni mese le sue preghiere anche per un’intenzione missionaria. A gennaio pregherà: “Perché nei Paesi di missione sorgano apostoli santi e generosi, pronti ad annunciare a tutti il Vangelo di Cristo".
ZI05010704 - 07/01/2005
Permalink: http://www.zenit.org/article-5377?l=italian
Il Medio Oriente al centro della preghiera di Giovanni Paolo II nel mese di gennaio
Il Papa chiede che quanti operano nella regione si sforzino per il raggiungimento della pace
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