ZI06110303 - 03/11/2006
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Inaugurato il Congresso Mondiale delle Nuove Comunità


Nella comunità “Canção Nova” (Brasile)


SAN PAOLO, venerdì, 3 novembre 2006 (ZENIT.org).- Il Congresso Mondiale delle Nuove Comunità è stato inaugurato il 1° novembre nella sede della comunità “Canção Nova” a Cachoeira Paulista, San Paolo (Brasile), con una Santa Messa presieduta da monsignor Alberto Taveira, Arcivescovo metropolitano di Palmas e Direttore spirituale del Rinnovamento Carismatico Cattolico (RCC) in Brasile.

La celebrazione, che riunisce comunità dei cinque continenti, ha contato sulla partecipazione di 13 Vescovi e sulla presenza dell’Arcivescovo Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, di un Vescovo melkita, di 50 sacerdoti, fondatori e membri di Nuove Comunità e altri fedeli.

Il Vangelo è stato letto in cinque lingue e la preghiera eucaristica è stata recitata in latino. Prima di iniziare l’omelia, monsignor Taveira, a nome di tutti i partecipanti, ha salutato monsignor Rylko. Ha salutato anche gli altri Vescovi, commentando la bellezza del primo incontro dei Vescovi che accolgono le Nuove Comunità, celebrato a Lavrinhas (San Paolo) dal 30 ottobre al 1° novembre.
 
Nella sua omelia, monsignor Taveira ha affermato: “Se vuoi entrare in questa casa della Chiesa, devi passare anche per la porta stretta, che forse vuol dire accogliere le esperienze degli altri, i servizi semplici, il perdono dei membri della tua comunità”.
 
“Conosco la storia di molti di coloro che sono qui – ha aggiunto –, non della maggioranza, ma propongo a tutti di vivere questi giorni in una grande revisione di vita. Perché Dio ha chiamato tante persone a vivere in comunità di vita? Non è la cosa più facile. La cosa più facile è vivere nell’individualità, ma voi vi siete sentiti chiamati a ciò che toglie sicurezza, libertà di uno spazio vuoto”.

Il presule ha quindi rivolto un invito ai presenti: “Spogliamoci dell’uomo vecchio e vestiamoci dell’uomo nuovo, accogliendo la grazia di Dio e realizzando la sua opera nel nostro cuore. E che lo Spirito Santo incida nel nostro cuore ciò di cui abbiamo bisogno per vivere bene questo incontro. Che lo Spirito Santo incida in noi la vita che viene da Lui”.

La liturgia è stata animata dal coro “Canção Nova” in varie lingue.

Da parte sua monsignor Rylko, nella riunione precedente di Vescovi di Lavrinhas, aveva sottolineato che istituzione e carisma sono dimensioni della Chiesa che dipendono l’una dall’altra. L’inviato papale ha indicato ai 30 Vescovi amici delle Nuove Comunità del Rinnovamento Carismatico come relazionarsi sempre meglio con le nuove associazioni di fedeli suscitate dallo Spirito Santo.

“La Chiesa è una pluralità unica e un’unità plurale”, ha affermato monsignor Rylko, citando San Bernardo di Chiaravalle. Ha anche sottolineato che nell’obbedienza i cristiani sono di un carisma o dell’altro, ma nella carità tutti appartengono a tutti.

Secondo il pensiero di Papa Benedetto XVI, l’inviato del Papa ha affermato che San Francesco d’Assisi è stato un esempio pratico di come la dimensione istituzionale e carismatica della Chiesa camminino insieme. Nell’epoca del Santo, la Chiesa aveva bisogno di un “rinnovamento carismatico all’interno e non solo di azioni amministrative e politiche”. Accanto a ciò, tuttavia, quasi contro la volontà del suo fondatore, è nata in termini giuridici la Congregazione Francescana.

Sia la gerarchia che i movimenti “sbocciano dallo Spirito Santo” e non sono opposti, ha detto monsignor Rylko, ricordando gli orientamenti di Giovanni Paolo II. “Lo Spirito Santo non si limita a santificare il popolo attraverso i sacramenti e i ministeri, ma distribuisce a ciascuno i propri doni come compiacenza”.

Monsignor Rylko ha detto che spetta ai Vescovi verificare l’autenticità dei carismi che vanno sorgendo, non “spegnendo lo Spirito ma esaminando tutto e conservando ciò che è positivo”.

Un carisma genuino, ha osservato, ha caratteristiche come manifestazione dei carismi e frutti dello Spirito, affinità spirituale tra i suoi membri, armonia con le autorità della Chiesa, potendo esserci “critiche profetiche”, ma non lasciando mai da parte l’unità e la comunione.

Agli studiosi del tema, ha detto che il rapporto tra istituzione e carisma nella Chiesa non è dialettico (incontro di forze opposte), ma organico, coessenziale e complementare. La dimensione carismatica “non è accessoria o ornamentale, ma è legata all’istituzione, è un elemento strutturale della Chiesa”.

La Chiesa in Brasile ha accolto con gioia la notizia di questo incontro, secondo quanto ha affermato il Segretario generale della Conferenza Episcopale, monsignor Odilo Scherer.

Monsignor Scherer ha infatti sottolineato che si tratta di “una buona occasione affinché anche in Brasile conosciamo meglio questa realtà che già esiste nella Chiesa e che, sorgendo in vari luoghi, aiuta a dare espressione alla missione della Chiesa in modo nuovo”.


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