ZI07022206 - 22/02/2007
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Si apre a Córdoba il processo per la beatificazione di 123 martiri


Di questi, 87 sono sacerdoti, 4 religiosi e 32 laici


CÓRDOBA, giovedì, 22 febbraio 2007 (ZENIT.org).- Il Vescovo di Córdoba (Spagna), monsignor Juan José Asenjo, ha firmato il decreto con cui si apre il processo diocesano per le beatificazione di 123 martiri della persecuzione religiosa nella provincia di Córdoba, durante la Guerra Civile.

Il documento, che verrà letto dopo tutte le Messe del prossimo fine settimana ed esposto nel pannello degli annunci di tutte le chiese, chiede che venga inoltrata al Vescovado “ogni informazione che possa essere utile per questa causa”.

Il presule indica nel decreto che l’obiettivo del processo non è altro che “sottolineare che queste persone hanno donato la loro vita esclusivamente per la loro condizione di cristiani, e che la morte, accettata per fede e accompagnata sempre dal perdono, è stata provocata solo per odio alla fede”.

Prima della firma del decreto, monsignor Asenjo ha nominato Postulatore della causa - meglio nota come la causa di Juan Elías Medina e compagni martiri - il sacerdote Miguel Varona. Questi ha presentato nel giugno scorso la richiesta di apertura del processo sulla base del fatto che “le ricerche fatte in varie comunità cristiane della nostra diocesi hanno permesso di riunire nuove e abbondanti informazioni sui 123 presunti martiri presentati”.

Quando monsignor Asenjo ha annunciato alcuni mesi fa la sua intenzione di aprire la causa di beatificazione, ha affermato che non si cerca “di riaprire vecchie ferite, né di saldare i conti in sospeso di quanti sono morti perdonando i loro nemici”.

Con questo processo, osserva, si vuole solo “compiere un dovere di giustizia e gratitudine, onorare i nostri martiri, dare rilevanza all’eroismo e alla forza di coloro che muoiono per amore di Gesù Cristo e mostrare ai cristiani di oggi la testimonianza di martirio della loro vita cristiana vissuta fino alle estreme conseguenze”.

Dei 123 martiri della causa 87 sono sacerdoti, tre religiosi, una religiosa e 32 laici (22 uomini e 10 donne). Tuttavia, ci sono altre cause aperte per la beatificazione di altri martiri della diocesi, come i frati francescani di Fuente Obejuna.

La diocesi di Córdoba ha già due beati martiri: la giovane maestra Victoria Díez, membro dell’Istituzione Teresiana, assassinata a Hornachuelos, e la scolopia María Luisa Girón, originaria di Bujalance. In entrambi i casi, i processi di beatificazione sono iniziati in modo indipendente rispetto a quello che si cerca ora di istruire nel Vescovado.


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