ZI04060802 - 08/06/2004
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L’Arabia Saudita ignora le proteste dell’episcopato indiano per il Cattolico arrestato


La Chiesa rivolge un appello alla preghiera per la liberazione di O’Connor


NUOVA DELHI, martedì, 8 giugno 2004 (ZENIT.org).- La Conferenza Episcopale Indiana ha contattato ufficialmente, senza ottenere alcuna risposta, l’ambasciata dell’Arabia Saudita a Nuova Delhi in relazione al caso di Brian Savio O’Connor, il Cattolico indiano dello Stato di Karnataka torturato e imprigionato dalla polizia saudita a causa della sua fede cristiana.

Lo ha confermato venerdì scorso il portavoce dei vescovi indiani, padre Babu Joseph, all’agenzia “Fides” (4 giugno 2004) della Congregazione vaticana per l’Evangelizzazione dei Popoli.

Visto lo scarso risultato della loro iniziativa, i prelati stanno seguendo la strada istituzionale e hanno esortato il Governo indiano a compiere un passo diplomatico ufficiale, chiedendo alle autorità saudita la liberazione di O’Connor.

La polizia religiosa saudita – la “Muttawa” – ha arrestato il Cattolico indiano circa sei mesi fa. Condotto nella prigione di Ali Hira – nella capitale Riad -, i suoi fratelli Raymond e James hanno affermato che O’Connor è stato minacciato di morte se non si fosse convertito all’Islam.

Secondo i suoi familiari, O’Connor è rimasto in carcere sei mesi, soggetto a punizioni disumane e a torture: lo hanno appeso a testa in giù, lo hanno colpito con scariche elettriche, è stato deriso, picchiato e costretto ad abiurare la sua fede.

Secondo l’agenzia “Fides”, O’Connor potrebbe trovarsi attualmente nel carcere di Olaya e avrebbe alcune costole rotte.

Ufficialmente la “Muttawa” ha incriminato O’Connor per uso di droga, vendita di liquori, e per aver pregato Gesù Cristo, accuse per le quali ora rischia la pena di morte.

La sua famiglia afferma che le prove relative alla droga sono state fabbricate dalla polizia e che O’Connor è un buon Cristiano e un cittadino onesto.

Nel frattempo in India, soprattutto nello Stato del Karnataka – dove i parenti di O’Connor vivono ore di attesa e sofferenza -, la Chiesa ha lanciato un appello di preghiera a tutti i fedeli perché il caso si concluda felicemente con la sua liberazione.

La “All India Catholic Union”, che rappresenta 16 milioni di laici cattolici indiani, ha inviato un telegramma urgente di protesta al re saudita, Fahad bin Abdulaziz Al Saud, chiedendo la liberazione di O’Connor.

Nel frattempo, il sito italiano di Stranocristiano, ha diramato via internet un appello urgente per chiedere alle autorità saudite l’immediata liberazione di O’Connor. Nel lanciare questa “e-campagna”, il sito di “Stranocristiano” si è unito alla richiesta dell’attivista indiano John Dayal a re Fahad, rilanciata nei giorni scorsi da AsiaNews.

“Ci uniamo anche noi alla richiesta di John Dayal – si afferma sul sito – chiediamo anche noi libertà per Brian Savio O’Connor: il diritto alla libertà religiosa è universale! Non può chiamarsi civile una nazione che neghi tale diritto”.


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