ZI07052004 - 20/05/2007
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L’Arcivescovo di Bologna denuncia come incivile e offensiva la manifestazione di associazioni lesbiche e gay


BOLOGNA, domenica, 20 maggio 2007 (ZENIT.org).- Giovedì 17 maggio, a Bologna, un corteo promosso da associazioni gay e lesbiche per celebrare la giornata contro l’omofobia si è trasformato in una manifestazione di intolleranza contro la Chiesa cattolica.

I manifestanti si sono sdraiati di fronte al portone spalancato della cattedrale in cui si trova l’immagine della Madonna di San Luca, lanciando insulti e slogan blasfemi e offensivi nei confronti dei fedeli, del presidente della Conferenza Episcopale Italiana e del Pontefice.

Al corteo hanno sfilato alcuni esponenti politici, tra cui Tiziano Loreti, segretario del Partito di Rifondazione Comunista (Prc), le deputate Katia Zanotti dei Democratici di Sinistra (DS) e Titti De Simone del Prc, i consiglieri comunali Sergio Lo Giudice (Ds), Roberto Panzacchi (Verdi) e Valerio Monteventi (Prc).

L’offesa è stata tale che il Cardinale Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna, ha diffuso un comunicato stampa in cui ha scritto che “l'incivile gazzarra avvenuta davanti al portone della Cattedrale, spalancato per permettere ai fedeli l'accesso per pregare davanti alla venerata immagine della Madonna di San Luca, resterà come una macchia che non si cancella nella storia luminosa e commovente dell'amore di Bologna verso la sua Patrona”.

Nel comunicato recapitato a ZENIT, l’Arcivescovo ha sottolineato che “la città è stata offesa. È stata offesa nel suo sentimento religioso profondo; un sentimento che davanti all'immagine della Beata Vergine sempre sa accantonare divisioni politiche e disuguaglianze sociali, ricomponendo il consorzio umano nella più profonda unità dell'amore orante a Maria”.

“È stata offesa anche nella sua tradizione civile che ha sempre visto nella Madonna di San Luca il suo più alto vessillo identitario; una tradizione mai interrotta in 531 anni di discese della Venerata Immagine dal Colle della Guardia” ha spiegato il Cardinale.

Secondo l’Arcivescovo, la città “è stata offesa nella sua virtuosa e permanente pratica della tolleranza e dell'ordine civico. Ed è tanto più grave che tale incivile manifestazione, nella quale sono state esibite persino scritte al limite del blasfemo, abbia avuto per protagonisti anche due deputati al Parlamento nazionale e alcuni esponenti politici locali”.

“Come vescovo di questa città, ritengo doveroso denunciare che simili episodi sono segno evidente di un degrado civico prima d'ora qui sconosciuto, e richiamare le autorità cui compete a far rispettare quelle regole di convivenza che la città e la Nazione si sono date per il bene comune”, ha dichiarato.

In conclusione, l’Arcivescovo ha invitato “i fedeli e tutti coloro che tengono tra gli affetti più preziosi quello per la Madonna di San Luca a pregare perché il Signore conforti chi – autorità ecclesiastiche e semplici fedeli – ieri è stato oggetto di dileggio e di offese, e perché Egli si lasci incontrare con il suo perdono, sulla via della conversione del cuore, da chi ha agito forse senza sapere quello che stava facendo”.

Nella stessa giornata di venerdì, nuove scritte contro Papa Benedetto XVI e contro la Chiesa sono apparse a Bologna, in via Lame e sul portone del santuario di Santa Maria della Visitazione, all'angolo fra la stessa via Lame e via Riva Reno, nel centro storico.

Con spray rosso è stata scritta la parola "Vergogna" sul portone del vicino santuario, mentre poco più in basso, sui gradini della chiesa, è stato scritto "Vergogna pedofili".

Contestazioni contro la Chiesa sono avvenute a Bologna anche sabato 12 maggio, nel giorno del “Family day”, con cartelli durante la processione della Madonna di San Luca, e altre scritte contro Bagnasco e Papa Ratzinger sono state rinvenute nel garage di un centro commerciale.

Questa domenica, solennità dell’Ascensione, il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale del Papa per la Diocesi di Roma, ha celebrato la Santa Messa nella Cattedrale di Bologna davanti all’immagine della Beata Vergine di S. Luca.

Riferendosi ai fatti avvenuti la sera di giovedì scorso davanti al portone della Cattedrale, ha affermato di essere rimasto "per un verso addolorato, per l’altro verso ancora più contento di venire qui oggi, per pregare con voi e per esprimere al vostro Arcivescovo e a voi tutti la mia affettuosa solidarietà".

"Desidero unirmi al vostro Arcivescovo che ha chiesto al Signore il perdono e la conversione del cuore 'per chi ha agito forse senza sapere quello che stava facendo'".

"Mi permetto di aggiungere: senza rendersi conto dell'assurdità del suo comportamento e del male che verrebbe a tutti, compreso chi ha compiuto quel gesto, se le idee e la mentalità che si esprimono in questo comportamento diventassero patrimonio comune”.


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