100 anni di storia e 9 Papi per spiegare il legame tra fede e cultura

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ROMA, mercoledì 24 marzo 2004 (ZENIT.org).- Nella lettera Autografa di fondazione del Pontificio Consiglio della Cultura il 20 maggio 1982, Giovanni Paolo II ha scritto: "Una fede che non diventa cultura e' una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta".



Da queste parole è partito il cardinale Paul Poupard per illustrare il libro: "Fede e Cultura, antologia di testi del Magistero Pontificio da Leone XIII a Giovanni Paolo II". Un poderoso volume di 1574 pagine pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana e presentato il 23 marzo presso l'Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum” nell’ambito delle attività del Master in Scienza e Fede.

Perché questa pubblicazione? Perché a partire da Leone XIII? Ed a chi è destinato il volume? Ha chiesto provocatoriamente Poupard, rispondendo poi che il libro è stato scritto per "rendere più accessibile il magistero pontificio nel rapporto fede e cultura".

"La finalità - ha continuato il porporato - è quello della divulgazione, della ricerca, del discernimento pastorale".

Il volume, un’antologia che ordina i brani degli interventi in materia degli ultimi 9 papi, è un omaggio a Giovanni Paolo II consegnato personalmente al Pontefice da Poupard il 9 gennaio scorso.

Ad illustrare il contenuto specifico del volume ci ha pensato Monsignor Bernard Ardura, Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura: "Leone XIII - ha spiegato - interviene per mostrare come la Chiesa lungi dall’essere nemica del progresso s'è rivelata nel corso della Storia una grande forza civilizzatrice".

"Pio X con profondissima intuizione identifica con decenni di anticipo i segni culturali e religiosi di ciò che chiamiamo oggi 'pensiero debole'", ha continuato il prelato.

Nel sintetizzare, poi, i contributi offerti dai diversi pontefici che si sono alternati sulla cattedra di San Pietro, il monsignore ha detto: "Papa Benedetto XV di fronte alla barbarie della Prima guerra Mondiale richiama per la prima volta alla civiltà dell'amore fondata su Cristo".

”Pio XI, fondatore della Pontificia Accademia delle Scienze denunciò come falsificazione culturale, il nazismo, il materialismo ed il comunismo, diffondendo l’ideale della santità. Nella Enciclica Quadragesimo anno del 1931 ripropose la civiltà cristiana”.

"Pio XII spiegò l’idea della civiltà cristiana che si fonda essenzialmente nell’insegnamento della dottrina Sociale della Chiesa"; "Giovanni XXIII strinse il legame tra i concetti di giustizia e cultura"; "Paolo VI con l’Esortazione Apostolica Evangelii nuntiandi lanciò il programma di evangelizzare le culture"

Mentre arrivando ai giorni nostri: "Giovanni Paolo II mostra in forma chiara come il Vangelo può diventare fermento di cultura".

"Da Leone XII a Giovanni Paolo II - ha concluso in seguito Ardura - hanno spiegato che la cultura, soprattutto quella fecondata dalla Fede promuove l'uomo e lo rende autenticamente tale".