113 cardinali elettori a Roma per prepararsi ad un Conclave "non affrettato"

Padre Lombardi conferma che non è stata fissata una data per l'inizio del Conclave. Intanto i cardinali americani concludono i loro briefing "paralleli" per evitare il rischio di notizie filtrate

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Salvatore Cernuzio | 1244 hits

Sono 113 i cardinali elettori presenti in questo momento a Roma. Altri due e il Collegio dei porporati elettori sarà al completo per entrare nella Cappella Sistina e dare il via al tanto atteso Conclave che, secondo alcuni rumors, potrebbe iniziare già il prossimo lunedì 11 marzo.

Nel consueto briefing in Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi ha spiegato ai giornalisti che alla quarta Congregazione generale di stamane erano presenti 153 cardinali, tra elettori e non elettori. Di questi, sono quattro i nuovi cardinali giunti ieri nella Capitale che hanno pronunciato oggi il giuramento: i cardinali Lehmann, Naguib, Tong Hong e Wetter, l’unico non elettore. Con il cardinale di Varsavia, Nycz, atteso in giornata, e il cardinale vietnamita, Pham Minh Mân, che arriverà invece domani - ha affermato Lombardi – “tutti gli elettori saranno a Roma”. 

Il portavoce vaticano ha informato inoltre che il cardinale decano, Angelo Sodano, ha fatto gli auguri di compleanno al card. Coccopalmerio che compie oggi 75 anni, al card. Terrazas che raggiungerà domani il 77° anno di età e infine al card. Kasper che compiendo ieri 80 anni, è il cardinale elettore più anziano in Conclave. Ciononostante, il porporato non è il decano dei Padri Conclavisti”, ha precisato Lombardi, dal momento che “non è mai l’età fisica a determinare la decananza, ma l’appartenenza ad uno dei tre Ordini dei quali si compone il Collegio cardinalizio: l’Ordine dei Vescovi, dei sacerdoti e dei diaconi.

Sono stati 18 gli interventi della quarta Congregazione di oggi, ha poi riferito il direttore della Sala Stampa, tutti “provenienti da diverse parti del mondo” e della durata di non oltre 5 minuti, considerando le numerose richieste di parola in lista. Gli interventi non sono selezionati in base ad un ordine stabilito “per aree geografiche, competenze o altro”, ma sulla richiesta di parola.

Con quelli di oggi, ha aggiunto, “si è arrivati ad un totale di 51 cardinali intervenuti in questi giorni”. Tra gli argomenti affrontati: “il tema della Chiesa nel mondo di oggi e le esigenze della nuova Evangelizzazione”; la Santa Sede, i dicasteri, il rapporto con gli episcopati; e le attese e il profilo del futuro Pontefice.

Stabilita per domani, poi, una Congregazione anche pomeridiana, utile – ha detto il portavoce – ad “intensificare il ritmo del lavoro comune”. Mente si svolgerà oggi nel tardo pomeriggio la preghiera comune dei porporati nella Basilica di San Pietro, presieduta dal cardinale Comastri e aperta ai fedeli.

Durante la conferenza, è stato proiettato poi un filmato del CTV che ha mostrato le immagini della Cappella Paolina, della Sala Regia e dei lavori in corso nella Cappella Sistina, tra cui l’assemblaggio di grandi tabelloni a proteggere l’antico pavimento artistico e la sistemazione di una pavimentazione sopraelevata e provvisoria, sulla quale saranno collocati i tavoli e le sedie dei votanti.

La nota “polemica” di un briefing puramente informativo è stata la questione dei mega incontri “paralleli” che i porporati nord-americani svolgevano ormai da alcuni giorni nel North American College sul Gianicolo (dove sono ospiti fino a quando non andranno nella Domus Santa Marta), ampiamente frequentati dalla stampa americana e non solo.

L’idea di O’Malley, Dolan, Di Nardo & co. era di incontrare quotidianamente e personalmente i media, in modo da fornire la massima trasparenza senza incorrere nel rischio di infide voci di corridoio o di fonti anonime svalutanti il delicato momento che la Chiesa vive.

Evidentemente l’obiettivo non è stato centrato in pieno, dal momento che durante la conferenza, proprio mentre padre Lombardi ricordava “la tradizione di riservatezza del Conclave”, è arrivata in Sala Stampa la breve comunicazione della portavoce suor Mary Ann Walsh, che annunciava: “Durante le Congregazioni Generali, è stata espressa preoccupazione per le notizie filtrate sulla stampa italiana sulle discussioni riservate. Come precauzioni, i cardinali hanno deciso di non dare interviste”.

Interrogato dai giornalisti sulla questione, padre Lombardi ha spiegato che il cammino con cui il Collegio cardinalizio giunge “in coscienza alla migliore preparazione del Conclave” è un cammino “progressivo”, dove ad un iniziale momento di “apertura e condivisione”, subentra una “riservatezza assoluta” che vuole ben “tutelare la libertà di avvicinamento e di riflessione da parte di ognuno dei membri del Collegio”.  In ogni caso, ha aggiunto, “nessuno sogna di dare indicazioni ai cardinali su come comportarsi con la stampa”, anche perché spetta al Collegio cardinalizio, come “corpo unico”, dare indicazioni in merito.

Anticipando la sicura domanda dei giornalisti, padre Lombardi ha poi dichiarato: “Non si è decisa ancora la data d’inizio del Conclave”, rimarcando che, vista la particolare situazione di Sede vacante, “nel Collegio dei cardinali c'è la volontà di una preparazione adeguata, seria, approfondita, non affrettata”.

Non è ancora parso opportuno, pertanto, “porre una votazione sulla data del Conclave che potrebbe essere sentita da una buona parte del Collegio come una forzatura rispetto alla dinamica di riflessione”. Inoltre, ha aggiunto, “mi sembra più rispettoso e naturale attendere che il corpo dei cardinali elettori sia presente al completo, come dovrebbe essere da domani”.

Riguardo alle reazioni della Santa Sede alla morte di Hugo Chávez, il direttore della Sala Sampa ha informato che il cardinale venezuelano Urosa Savino ha già manifestato la sua partecipazione, ma che attualmente non risultano altri messaggi da parte di istituti della Santa Sede o del nunzio di Caracas. Nel caso, a valutare sarà la Congregazione generale o quella particolare.