13.000 bambini salvati dall'interruzione di gravidanza

Un Centro di Aiuto alla Vita di Milano racconta la sua storia

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di padre Piero Gheddo

ROMA, lunedì, 12 dicembre 2011 (ZENIT.org).- Non si è mai finito di conoscere e ammirare i personaggi e le innumerevoli iniziative che nascono dalla fede in Cristo e nella Chiesa. Sabato scorso 3 dicembre, al “Circolo della Stampa”, ritrovo abituale dei giornalisti di corso Venezia 48 a Milano, ho conosciuto la signora Paola Marozzi Bonzi, fondatrice e direttrice del Centro di Aiuto alla Vita (CAV) della clinica Mangiagalli di Milano, che in 27 anni ha salvato 13mila bambini dall’aborto.

L’incontro al Circolo della Stampa ha celebrato il primo anniversario del giornale on line “La bussola quotidiana”, il cui direttore Riccardo Cascioli ha lanciato la battaglia culturale contro l’aborto che, dopo i puntuali interventi di Massimo Introvigne e di Luigi Amicone (direttore del settimanale Tempi), ha toccato il suo vertice con la commovente e coinvolgente testimonianza di Paola Bonzi, consulente familiare e mamma di tre figlie, fondatrice e direttrice del Centro di Aiuto alla Vita.

Ho conosciuto brevemente la signora Paola che si è presentata dopo che avevo per un’ora risposto alle domande di Gerolamo Fazzini sul perché la missione alle genti oggi e cosa le giovani Chiesa nel Sud del mondo insegnano alla nostra Chiesa italiana. Paola mi ha detto: “Lei padre ha parlato dei missionari che fanno nascere la Chiesa dove ancora non esiste; io parlo dei volontari e volontarie del CAV che convincono e aiutano a generare il figlio mamme che sono in difficoltà e spesso tentate di abortire”.

L’entusiasmo di questa mamma carismatica per la missione di salvare bambini e le rispettive mamme mi ha colpito. Anche questa è una “missione” voluta e benedetta da Dio. Ho poi letto il suo libro “Oggi è nata una mamma – Storie e sfide del Centro di Aiuto alla Vita Mangiagalli”, con la prefazione di Giuliano Ferrara (San Paolo 2009). Il CAV a Milano ha una solida fama e vive per l’aiuto di molti volontari e volontarie e benefattori.

E’ nato nel 1984 per a aiutare ogni donna a scegliere la vita ed ogni bambino ad essere accolto con gioia. Una maternità imprevista, il disagio economico, l’assenza o la lontananza di amici e parenti, l’eventuale mancanza di un partner, possono far sì che l’attesa di un figlio venga vissuta con paura, ansia, preoccupazione ed un profondo senso di solitudine. Obiettivo dell’associazione è di accompagnare le donne alla nuova condizione di madre, sostenerle psicologicamente e materialmente fino all’anno di vita del bambino, aiutandole così a superare le difficoltà contingenti e ad impostare la relazione col proprio figlio.

Il progetto di aiuto proposto, personalizzato sulla base delle necessità di ogni donna, può comprendere vari interventi: il sostegno psicologico, la consulenza dell’educatrice e dell’ostetrica per aiutare la mamma e il bimbo a crescere bene insieme, la fornitura di tutto ciò che occorre al neonato (pannolini, corredini, attrezzature) e di ciò che deve garantire il benessere della famiglia (“borsa della spesa”, un sussidio di 200 Euro al mese erogato per 18 mesi), l’ospitalità temporanea.

Il CAV opera dal 1984 all’interno della Clinica Mangiagalli a Milano. I risultati raggiunti in 26 anni sono: 15.204 donne incontrate, 13.120 bambini nati, 272 nuclei familiari ospitati fino alla raggiunta autonomia abitativa; 127 bambini iscritti ai nidi famiglia gestiti dall’associazione, aperti nel 2004; 6.600.064,49 Euro destinati a sussidi in denaro. Nel 2010 le nuove utenti sono state 1.688, i bambini nati e seguiti con progetti di aiuto 995.

Paola Bonzi ha commosso parlando in modo appassionato delle “ragazze che hanno avuto una gravidanza non voluta, i sentimenti di insicurezza e di paura che sentono, di incertezza e di incapacità di portare avanti una vita, il bisogno di essere ascoltate e capite”. E aggiungeva: “Noi pensiamo subito di giudicare male casi come questi, che a volte finiscono nell’aborto, perché la società non le aiuta. Io dico: non giudichiamo, perché siamo tutti responsabili”. Ha toccato il cuore di tutti.

Mentre Paola parla penso: guarda quanto è grande il mondo e quanto multiforme la missione della Chiesa. Stamattina ho parlato della missione alle genti che per me è la vita, adesso vengo a conoscere la missione di aiutare le giovani donne a non abortire, a far nascere dei bambini e anche questa è Vangelo vissuto! La “Nuova evangelizzazione” dei popoli già cristiani da lunghi secoli sarà discussa nell’ottobre 2012 dal Sinodo episcopale della Chiesa e avrà bisogno di molti laici che prendano iniziative per testimoniare Cristo in tutti i campi della società italiana. Nessun battezzato può più essere un cristiano passivo, tutti debbiamo impegnare tempo, passione, intelligenza e denaro per dare una mano, anche con la preghiera, se vogliamo che l’Italia possa tornare ad essere un paese cristiano.