25 nuove consacrate nel Movimento Apostolico

La prima professione temporanea dinnanzi allarcivescovo di Catanzaro, monsignor Vincenzo Bertolone

Catanzaro, (Zenit.org) | 574 hits

Cresce il ramo femminile delle laiche consacrate nell’Istituto “Maria Madre della Redenzione”, avviato nel 2006 dalle prime cinque consacrate da monsignor Antonio Ciliberti e nato nel seno del Movimento Apostolico. In 25 hanno pronunciato la prima professione temporanea dinanzi all’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, monsignor Vincenzo Bertolone, nella solennità di Tutti i Santi, nella parrocchia Maria Madre della Chiesa in Catanzaro.

Ecco i loro nomi: Bagnato Maria, Belpanno Maria, Borelli Maria Antonietta, Brancaccio Irene, Cardamone Iolanda, Colao Rosa, Costanzo Silvana, Girolami Luisa, Grande Lucia, Gregoraci Anna, Guzzi Anna, Jedzura Kasimira, Ionà Maria, Lococo Rosa Mariagrazia, Mangione Angelina, Manti Antonia, Mascaro Maria, Mercurio Maria, Parisi Marianna, Parrotta Antonella, Primerano Anna, Rattà Francesca, Sonetto Thaira, Spinelli Teresa e Tallarico Teresa.     

Presenti alla concelebrazione anche monsignor Antonio Cantisani, arcivescovo emerito di Catanzaro-Squillace, monsignor Vincenzo Rimedio, vescovo emerito di Lamezia Terme,  monsignor Costantino Di Bruno, assistente ecclesiastico centrale del Movimento apostolico, monsignor Raffaele Facciolo, vicario generale della diocesi e numerosi sacerdoti, diaconi e fedeli laici.

All’inizio della celebrazione, una delle prime consacrate, Anna Morrone, ha rivolto all’Arcivescovo ed ai presenti il saluto dell’ispiratrice e fondatrice dell’Istituto Maria Madre della Redenzione, la consorella Maria Marino, la cui “grande sofferenza è di non essere in mezzo a noi con il corpo, ma con il suo cuore, la sua anima, il suo spirito è in mezzo a noi a pregare, a lodare Cristo crocifisso, la vergine Maria, Madre della redenzione”.

Ringraziando il presule la cui presenza “dà tanto conforto alle pecorelle” e “ci dà forza e ci incoraggia”, ha tracciato il cammino delle consacrate: «L’Eucaristia, fonte di vita, il Santo Rosario, tanta preghiera, ci accompagnano con le opere di carità, umiltà, misericordia e tanta pace. In obbedienza per la fede ai pastori della Chiesa, formate nella parola del Signore sotto la loro guida vigile e solerte, collaboriamo con il Movimento Apostolico e con ogni altra realtà ecclesiale, camminando nella verità per compiere la nostra missione di evangelizzazione e santificazione nostra e del mondo».

Infine ha ringraziato gli altri presuli, i sacerdoti, la presidente del Movimento Apostolico, Concetta Marraffa, «che con tanta dedizione e costante sacrificio consacra ogni giorno la sua vita al bene delle anime, prendendosi cura di tutti con grande amorevolezza secondo la verità del vangelo», ed ha rivolto un pensiero a papa Francesco “Pastore di tutta la Chiesa”.

Il presule nell’omelia ha spiegato il senso della consacrazione che non è da intendersi come separazione dal mondo, ma come risposta radicale a Dio. I voti di povertà, castità e obbedienza, l’eucaristia sacramentale, l’ascolto della Parola, la preghiera assidua, la formazione e l’esercizio della carità alimenteranno la loro missione nella società.

«Anche queste neo-consacrate - ha detto l’arcivescovo Bertolone - oggi, pongono – e ci pongono - Maria davanti ai loro occhi, contemplando in lei la “Madre della Redenzione”. Un vocabolo, questo di “redenzione”, che sostituisce l’espressione “Cristo redentore”. Senza dubbio, infatti, la Vergine santa, che ha generato nella carne il Figlio che ci ha salvati, è Redemptoris mater (madre del Redentore), appellativo utilizzato più volte dal capitolo VIII della Lumen gentium (nn. 53; 55; 61) e incipit del documento famoso di Giovanni Paolo II, pubblicato in occasione dell’anno mariano del 1988. D’altra parte – ha precisato mons. Bertolone -, lo stesso titolo di “Madre della Redenzione” è stato utilizzato, in un genuino senso cristologico, da un grande teologo contemporaneo, come Edward Schillebeecks, in un volumetto del 1954, nonché dallo stesso papa polacco, prossimamente proclamato santo dalla Chiesa».

Infine ha lodato il Signore per la straordinarietà di questa opera che sta crescendo sempre di più, nonostante altri istituti secolari tendono a diminuire. Parole di ringraziamento ha espresso, oltre che per l’ispiratrice, anche per l’opera di Mons. Di Bruno. Autentico formatore dello spirito, non solo delle consacrate laiche, ma di tanti laici, sacerdoti e seminaristi.