25mila morti negli ultimi 20 anni nel Mediterraneo

Si conclude oggi, a Roma, l'Incontro internazionale "Il coraggio della speranza", organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio

Roma, (Zenit.org) | 319 hits

“25mila morti negli ultimi 20 anni nel Mediterraneo, 2mila nel 2011, 1700 lo scorso anno”: queste le cifre drammatiche presentate da Josè Angelo Oropeza, Direttore del Coordinamento  Mediterraneo OIM durante l’Incontro internazionale “Il coraggio della speranza” organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio.

Oropeza ha annunciato che oggi, nel mondo, almeno un miliardo di persone sono migranti, di cui 220 milioni internazionali e 700 interni. Ha anche ricordato che attualmente ci sono anche 500 milioni di utenti Facebook e 200 milioni per Twitter: “Alcuni migranti che arrivano a Lampedusa – ha continuato - mandano un Sms o addirittura un video. Il mondo oggi funziona in tempo reale”. Infine, il direttore del Coordinamento Mediterraneo OIM ha affermato che la realtà della migrazione è diversa dalla sua percezione: “Oggi la migrazione è Sud-Sud. I 26mila giunti in Italia dopo la crisi libica sono solo il 3% delle persone fuggite da quel Paese durante la crisi”.

José Angel Oropeza, è stato Consigliere regionale per le Americhe presso l’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) di Ginevra. Collabora con i governi e le ONG per trovare soluzioni pratiche al problema delle migrazioni e fornisce assistenza umanitaria agli immigrati bisognosi di aiuto, compresi i rifugiati e gli sfollati interni.

Alle dichiarazioni di Oropeza ha fatto seguito la proposta di Daniela Pompei, esperta di problemi dell’immigrazione della Comunità di Sant’Egidio, che, nell'ambito dell'Incontro, ha sottolineato la necessità di “istituire un centro di accoglienza europeo in Sicilia”. 

Pompei ha spiegato che “l'Europa dovrebbe costituire una rete continentale di prima accoglienza nei luoghi di approdo, e non in Libia o altrove”. In secondo luogo sarebbe necessario “pensare a spostamenti di profughi da un paese all'altro per alleggerire i paesi più esposti”. 

Inoltre, ha comunicato che si è affermata una tendenza al rallentamento dell’immigrazione verso l’Europa dal 2010. Cresce invece la migrazione da Sud a Sud perché i paesi in via di sviluppo – anche a causa della crisi economica del Vecchio Continente - diventano sempre più attrattivi. “L'Unione Europea – ha concluso - si deve porre il problema di trattenere la seconda generazione e di attrarre nuovi immigrati”. 

Per ulteriori informazioni sull’Incontro, materiali, testi, foto, video: www.santegidio.org