A Bergamo, la presentazione dei diari e delle agende di Roncalli

Sabato 15 marzo, la Fondazione Papa Giovanni XXIII presenterà i volumi che raccolgono gli scritti del Papa buono dall'adolescenza al pontificato

Roma, (Zenit.org) Redazione | 226 hits

Nell’ambito delle iniziative diocesane in preparazione alla canonizzazione di Papa Giovanni, che avverrà a Roma il prossimo 27 aprile, la Fondazione Papa Giovanni XXIII di Bergamo propone un appuntamento di grande rilievo storico e culturale. Sabato 15 marzo 2014, alle 10, nel salone Giovanni XXIII della Curia Vescovile di Bergamo, verranno presentati i dieci volumi dei diari e delle agende che Papa Roncalli scrisse dall’età dell’adolescenza fino agli anni del pontificato.

La Fondazione ricorda che insieme alla Diocesi bergamasca è stato realizzato anche un oratorio musicale dedicato a Roncalli dal titolo: “Venne un uomo mandato da Dio. Il suo nome era Giovanni”. L’opera, composta da monsignor Marco Frisina, è stata eseguita in prima mondiale presso l’auditorium del Seminario Vescovile di Bergamo, lo scorso sabato 22 febbraio. E verrà poi replicata a Roma, dopo la canonizzazione di Giovanni XXIII, dai giovani orchestrali e coristi del Conservatorio cittadino “Gaetano Donizetti”.

L’oratorio utilizza citazioni bibliche e liturgiche particolarmente amate da Roncalli e da lui citate e pregate spesso in lingua latina. Ad esse si aggiungono stralci significativi del “Giornale dell’anima” e di altri scritti roncalliani. Il testo, a cura della Fondazione Papa Giovanni XXIII, è stato musicato appositamente dal Maestro Marco Frisina.

Accanto al Maestro Frisina, protagonisti principali dell’opera musicale sono i giovani orchestrali e i coristi del Conservatorio Musicale “Gaetano Donizetti” di Bergamo diretto dal maestro Emanuele Beschi. L’oratorio dedicato al Papa buono è una composizione musicale di ispirazione religiosa, ma non liturgica, con trama compiuta, presentata in forma narrativa ma senza rappresentazione scenica, mimica e personaggi in costume.

La forma musicale prende il nome dall’oratorio della tradizione filippina, il piccolo locale in cui già tra il 1500 e 1600 si svolgevano i cosiddetti “esercizi dell’oratorio”, riunioni di fedeli durante i quali si pregava, si compivano esercizi spirituali e si cantava.

“Il testo e le musiche di questo oratorio – ha sottolineato il Direttore della Fondazione Papa Giovanni XXIII, don Ezio Bolis - vogliono evidenziare alcuni tratti della figura umana e spirituale di Papa Giovanni a partire dai suoi scritti e dal temperamento che milioni di persone, credenti e non credenti, hanno conosciuto e apprezzato”.