"A cosa pensava Dio prima di creare il cielo e la terra?"

Presentato al Salone del Libro di Torino, il CD delle Confessioni di Sant'Agostino lette da Alessandro Preziosi

Torino, (Zenit.org) Giorgia Innocenti | 426 hits

Ieri sera al Salone del libro di Torino, l’attore Alessandro Preziosi ha offerto al pubblico un recital sulle Confessioni di Sant’Agostino. Un’occasione per presentare il suo CD Agostino, Le Confessioni. Legge Alessandro Preziosi (coedizione Città Nuova-Khora Teatro), ma anche per riscoprire l’opera di Agostino d’Ippona, un uomo inquieto, grande nelle sue debolezze, instancabile cercatore della verità. 

Teatro, Fede e Ragione: mondi apparentemente distanti, ma, ieri sera, più che mai vicini a Torino, accomunati da una ricerca interiore e incessante dell’Uomo. Come dimenticare, a questo proposito l’Enciclica Fides et Ratio di Giovanni Paolo II? “La fede e la ragione - affermava il Pontefice - sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità. È Dio ad aver posto nel cuore dell'uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità”.

A tal proposito ZENIT ha intervistato Tommaso Mattei, curatore della produzione con Preziosi, che ha esposto i pensieri e le motivazioni che hanno spinto l’artista e lo staff intero ad interpretare le Confessioni di Agostino.

“Con Alessandro condividiamo l’attività teatrale e abbiamo risposto, con questo lavoro, ad una sollecitazione del vescovo di Modena – spiega Mattei -. Successivamente abbiamo pensato una rivisitazione che intervallasse i primi nove libri (dalla nascita di Agostino fino alla sua conversione) da alcune riflessioni sul Tempo. Siamo infatti convinti che l’atto del confessarsi corrisponda alla filosofia di Agostino: tornando indietro nel passato l’uomo si comprende, nel presente invoca il Signore e getta le basi per un progetto futuro”.

Teatro e mondo dei libri: due aspetti dell’arte complementari. In entrambi l’attore si immerge nei personaggi. Quasi si dimentica dell’Io per calarsi nella trama. Cosa è cambiato nella sua vita dopo questo impegno?

Nel teatro c’è un passaggio importante per ciò che riguarda l’immedesimazione. Per un attore, essa diventa quasi una tecnica e, per Alessandro, si tratta anche di portare il peso della narrazione. Per me che invece sono adattatore, credo che anche per la scrittura si possa parlare di immedesimazione. Le categorie in cui noi interpretiamo la realtà ora sono molto influenzate dai personaggi, tra i quali Sant’Agostino.

Cultura e fede: distanti o affini?

Ritengo che la lingua e le religioni debbano unire. A tal proposito, con Alessandro abbiamo partecipato all’evento conclusivo del Festival delle religioni, che ha avuto luogo a Firenze. Abbiamo curato un’altra lettura sul Mito di Babele dal crollo della Torre, al momento della Pentecoste. Mi piace ricordare una frase un po’ ironica delle Confessioni di Sant’Agostino: a che cosa pensava Dio prima di creare il cielo e la terra? Preparava l’inferno per chi si pone questa domanda.