A cura di...

Come nella coppia, la vita è un darsi da fare per custodire il dono dell'altro che Dio ci ha consegnato

Roma, (Zenit.org) Andrea Panont, O.C.D. | 210 hits

Ricordo che, mentre mi accingevo a pubblicare  il primo libretto che ho scritto, a un amico ho chiesto se potevo firmarmi come autore o scrivere soltanto “a cura di p. Andrea Panont”.

Mi spiegò che la formula “a cura di”, non indica l’autore, ma chi ha soltanto raccolto e messo in un certo ordine cose, scritti o verità;  segnala comunque opere fatte da altri e che ha preso in custodia e di cui non è proprietario.

Qualche giorno dopo, incontro Nadia e Remo, due amici molto anziani, tanto da non ricordarsi più la data del loro matrimonio. L’avevo chiesta a Remo che subito ha girato la domanda a sua moglie in questa forma: “Nadia, quanti anni sono che ti prendi cura di me?!”.

Io non ricordo, né mi interessa riferire la risposta di Nadia, perché sono rimasto incantato dall’espressione usata dal marito: “Nadia, da quanti anni ti prendi cura di me?!”

Ho capito perfettamente che la vita tra marito e moglie non è un possesso reciproco; l’uno non è proprietà dell’altro, ma è un prezioso “prendersi cura”, un darsi da fare per custodire un dono che Dio ti ha consegnato.

“Caino, che cosa hai fatto di tuo fratello? Non sai che te ne ho fatto custode?

Andrea, tu in convento,… Paolo, tu in famiglia,… primario, tu in ospedale,… ingegnere, tu in cantiere… hai trovato tanti fratelli, te li ho dati in custodia. Sai come sdebitarti con tutti e ciascuno? Ama il tuo prossimo! Prendine cura…come io ho cura di te.”

Ciao da p. Andrea

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