A Dublino una preghiera per le vittime degli abusi

Più di 12mila pellegrini alla messa inaugurale del Congresso Eucaristico, celebrata dal cardinale Ouellet

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di Ann Schneible

DUBLINO, martedì, 12 giugno 2012 (ZENIT.org) – Il 50° Congresso Eucaristico Internazionale è iniziato ufficialmente domenica scorsa a Dublino, con una cerimonia d'apertura e la celebrazione della Santa Messa.

Più di 12mila pellegrini da tutto il mondo si sono incontrati per la messa del Corpus Domini presso la Royal Dublin Society Arena.

Uno dei momenti culminanti della cerimonia d'apertura, che ha preceduto la Messa, è stato lo svelamento della “pietra della guarigione”, sulla quale è incisa una preghiera composta da una vittima di abusi sessuali da parte del clero. Monsignor Diarmuid Martin, arcivescovo di Dublino, ha benedetto la pietra, mentre una giovane donna, in rappresentanza delle vittime, ha letto ad alta voce la preghiera:

Signore, siamo addolorati / per quello che qualcuno di noi ha fatto ai tuoi figli / trattati così crudelmente / soprattutto nell'ora del bisogno. / Li abbiamo lasciati con una pena lunga una vita / che non era il Tuo piano per loro. / Per favore aiutaci ad aiutarli / guidaci, o Signore. Amen”.

La Pietra, che originariamente ha figurato nella Liturgia del Lamento nella Pro-Cattedrale di Dublino, è stata scelta come simbolo di questo Congresso Eucaristico Internazionale.

La Santa Messa ha fatto seguito alla cerimonia inaugurale. A presiedere la celebrazione, il cardinale Marc Ouellet, delegato pontificio presso il Congresso Eucaristico, affiancato da monsignor Martin. Tra i concelebranti: il presidente del Pontificio Consiglio per i Congressi Eucaristici, monsignor Piero Marini, l'arcivescovo di Tolosa, monsignor Robert Le Gall, l'arcivescovo di Toronto, il cardinale Thomas Collins, il nunzio apostolico in Irlanda, monsignor Charles Brown, e l'arcivescovo di New York, il cardinale Timothy Dolan.

Monsignor Martin ha espresso delle osservazioni all'inizio della Messa ai pellegrini radunati nell'arena principale. “Oggi la Chiesa d'Irlanda gioisce”, ha detto. E gioisce “non per trionfalismo o festeggiando in modo esteriore. Gioisce per il dono di questo Congresso Eucaristico che è stato attentamente preparato attraverso il respiro dell'Irlanda con una riflessione orante sul grande Mistero della nostra Fede: la morte sacrificale e la resurrezione di Gesù che donano la vita, presenti nella Chiesa ovunque l'Eucaristia sia celebrata e adorata”.

“Prima di tutto – ha proseguito l'arcivescovo – la Chiesa in Irlanda gioisce per il dono della stessa Eucaristia, la presenza tra noi di Gesù Cristo, nostro Salvatore, donatosi a noi, effuso per noi, in un sacrificio di lode”.

L'omelia è stata tenuta dal cardinale Ouellet, rappresentante ufficiale di papa Benedetto XVI al Congresso Eucaristico. “Veniamo qui – ha detto – come famiglia di Dio, chiamata da Lui per ascoltare il suo santo Verbo, per ricordare chi siamo alla luce della storia della salvezza per rispondere a Dio attraverso la più grande e sublime preghiera mai conosciuta al mondo: la Santa Eucaristia”.

Il porporato ha ricordato la solennità del Corpus Domini, liturgia del giorno, dicendo che “la nostra venuta qui è un atto di fede nella Santa Eucaristia, tesoro della Chiesa, essenziale alla sua vita e alla nostra comunione come fratelli e sorelle in Cristo. La Chiesa trae linfa vitale proprio dall'Eucaristia e assume la sua identità dal dono del Corpo di Cristo. In comunione con il Suo Corpo, la Chiesa diventa ciò che riceve: essa diventa un solo corpo con Lui nello spirito della nuova ed eterna alleanza. Che grande e meraviglioso mistero! Un mistero d'amore”.

“Possa la nostra testimonianza d'amore reciproco e di servizio ai fratelli e alle sorelle, essere un'umile proclamazione della buona novella della Santa Eucaristia”, ha poi concluso il cardinale Ouellet.


[Traduzione dall'inglese a cura di Luca Marcolivio]