A Fiuggi è il trionfo di Spiderman

Tra i primi film in concorso al Family Festival spicca "Ella y el candidato", una storia messicana dolceamara a sfondo politico

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di Luca Marcolivio

FIUGGI, giovedì, 26 luglio 2012 (ZENIT.org) – Al debutto della V edizione del Fiuggi Family Festival è l’Uomo Ragno il grande protagonista. La prima proiezione della kermesse cultural-cinematografica si è tenuta ieri sera presso il Gran Teatro Storico della località termale e ha visto la presenza in sala di almeno 460 spettatori.

All’ingresso del teatro, uno scenario da grande anteprima, con una notevole coda di persone – per lo più famiglie al completo – recatesi a vedere The Amazing Spiderman, nuova riduzione cinematografica dellasaga di Peter Parker, il timido liceale che si scopre possessore di superpoteri dopo essere stato morso da un ragno.

Il film, distribuito in 3D in molte sale, è interpretato da Andrew Garfield ed Emma Stone, e diretto da Marc Webb. Distribuito da Warner Bros Picture Italia, The Amazing Spiderman, dallo scorso 4 luglio, data del debutto italiano, ha già incassato 5 milioni di euro.

Il successo della proiezione a Fiuggi è andata al di là di ogni più rosea previsione, al punto che molti spettatori si sono dovuti accontentare di seguire il film in piedi.

La giornata di oggi è stata segnata dalla proiezione dei primi due film in concorso: Ella y el candidato (Messico, 2011) di Robert Girault, e Les papas du dimanche di Luis Becker (Francia, 2012).

La pellicola latino-americana narra la storia di un candidato alle elezioni presidenziali: Luis Fernando Grama (Hector Arredondo), è al suo secondo tentativo di conquistare la massima carica del paese. Uno dei suoi assi nella manica è la sua splendida famiglia: la bellissima e ancora giovane moglie Lorena (Rocio Verdejo) e i tre figli (due adolescenti e una bambina).

Luis Fernando non è un uomo malvagio ma la sua sfrenata ambizione, lo ha condotto ad accettare compromessi e ad adagiarsi su uno stile di vita superficiale, legato alle apparenze e ai giochi di potere.

Memore della prima sfortunata esperienza del marito, Lorena cerca di scoraggiarne in tutti i modi la nuova candidatura, capitolando alla fine a malincuore: è consapevole che il loro matrimonio è in crisi e che il tempo che Luis Fernando dedica alla famiglia è tristemente esiguo.

La vicenda si concluderà con una nuova sconfitta elettorale che si accompagna ad una sorprendente e commovente presa di coscienza. Ad urne chiuse, il candidato davanti alle telecamere rivolge un appello al paese e proclama: “Mio caro Messico, ti chiedo perdono per non averti amato abbastanza”.

Luis Fernando ha imparato la lezione: la vita pubblica va vissuta con un minimo di coerenza rispetto alla vita privata, ed è solo amando la propria famiglia e i propri cari in modo totale ed appassionato che si possono prendere in mano le redini di un paese e cambiarlo in meglio.

Formidabile nel film la figura dello zio Toño (Jorge Lavat), vedovo inconsolabile, che trova sollievo solamente nei versi da lui composti per la defunta consorte. Sarà proprio lui a mettere in guardia il nipote dal trascurare la sua Lorena, avendo lui stesso compiuto lo stesso errore quando la moglie era in vita.

Tutto il film, permeato da un profondo pathos spiccatamente latino, si caratterizza per un peculiare fatalismo che, se si legge tra le righe, ha tutto il sapore della Provvidenza cristiana: si semina ciò che si raccoglie, è impossibile piegare i piani di Dio alla propria volontà e, per dirla con San Giovanni della Croce, “alla sera della vita, saremo giudicati sull’amore”.

Le papas du dimanche, affronta invece una problematica assai sentita, tanto in Francia quanto in Italia e in tutto il mondo occidentale: le famiglie divise e i padri separati.

Antonio, il protagonista, è per l’appunto un “padre della domenica”, in grado di incontrare i figli soltanto nei weekend. All’inizio questa nuova condizione gli pare insostenibile ma, a poco a poco, riuscirà ad accettarla serenamente e a riscattarsi.