"A Milano l'Incontro Mondiale delle Famiglie con il Papa è già cominciato!"

Il discorso di don Davide Milani al convegno "Quale famiglia per quale società" della Lateranense

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CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 12 gennaio 2012 (ZENIT.org) - Nell'ambito del Convegno "Quale famiglia per quale società", svoltosi, ieri mattina, presso la Pontificia Università Lateranense, segnaliamo l'intervento di don Davide Milani, responsabile delle Comunicazioni Sociali della Diocesi di Milano.

Don Milani ha illustrato agli ospiti presenti i vari appuntamenti che animeranno l'Incontro Mondiale del prossimo 30 maggio - 3 giugno e come la società e la Chiesa ambrosiana si stanno preparando ad accogliere le centomila famiglie che incontreranno il Santo Padre.

Riportiamo di seguito le parole pronunciate durante il simposio.

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Celebrare la forza della famiglia cavalcando due tra i principali dinamismi propulsivi che la reggono e la animano: il lavoro e la festa.

Con questo stile a Milano si sta operando per organizzare il VII Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma dal prossimo 30 maggio al 3 giugno.

In feconda collaborazione con il Pontificio Consiglio della Famiglia e il suo presidente il cardinale Ennio Antonelli, la Diocesi di Milano, attraverso lo strumento di un’apposita Fondazione, intende dare vita ad un evento che abbia come stile le indicazioni di papa Benedetto XVI: scrivendo all’allora Arcivescovo cardinale Dionigi Tettamanzi e alla Chiesa ambrosiana per indire questo appuntamento, il Pontefice raccomandò che fosse “occasione privilegiata per ripensare il lavoro e la festa nella prospettiva di una famiglia unita e aperta alla vita, ben inserita nella società e nella Chiesa, attenta alla qualità delle relazioni oltre che all'economia dello stesso nucleo familiare”.

L’intento del comitato organizzatore è quindi di realizzare molto più di una kermesse autocelebrativa o di un maestoso trompe l’oeil dietro al quale – insieme alle fatiche che la famiglia oggi vive – si corre il rischio di nascondere anche la variegata e silenziosa maggioranza delle esperienze familiari positive, il cammino che compie e i segni di speranza che semina quotidianamente.

La strada tracciata dal Pontefice, con le sue indicazioni e con la felice scelta del titolo di questa edizione dell’Incontro “La famiglia: il lavoro e la festa”, conduce chiaramente ad assumere il vissuto quotidiano della famiglia per cogliere – nella reale, concreta e a volte ruvida ordinarietà dell’esistenza – l’esperienza del lavoro e della festa non solo come momenti a volte negativi, di fatica e prova ma soprattutto come insostituibili occasioni generative, di forza, crescita e testimonianza per la famiglia stessa.

“Un titolo laico”: i commenti di molti alle tre parole che fanno da slogan a questo appuntamento sono indizi che consentono di affermare che queste “occasioni generative” sono riconosciute.

A scongiurare una lettura riduttiva o solo sociologica di questo dinamismo, anzi a fornirne una chiave interpretativa capace di sprigionarne la valenza di fede e di intersecare il presente, è il cardinale Angelo Scola che, iniziando il suo primo anno pastorale da Arcivescovo di Milano, ha scritto una lettera per indicare alla Chiesa ambrosiana la strada da seguire per preparare e vivere in pienezza questo appuntamento: “Il tema della famiglia dà risposta ad un aspetto decisivo della comune esperienza umana.

Si intreccia ad altri due fattori parimenti decisivi, quello del lavoro e quello del riposo (festa). L’aver posto a tema questi tre fattori costitutivi dell’esperienza di ogni uomo e ogni donna esprime bene il nesso tra la fede e la vita e mostra efficacemente il grande realismo dell’esperienza cristiana”.

E’ una famiglia che vive dentro la città e la storia quella che Milano mette al centro di questa iniziativa, una famiglia che si sostiene umanamente e spiritualmente anche grazie al lavoro, che però a volte manca e laddove c’è determina - spesso non opportunamente – i ritmi di vita.

Una famiglia in cui, tra i tanti motivi per fare festa, si vogliono riscoprire come più promettenti e fecondi quelli che mettono al centro il legame d’amore che regge la famiglia stessa e la celebrazione del senso dell’esperienza umana, e cioè l’Eucaristia domenicale in cui il Dio dell’amore che si dona in Gesù Cristo, rendendosi incontrabile ieri, oggi e sempre ad ogni persona.

Queste dimensioni sono ben inquadrate ed espresse dalle dieci catechesi che il Pontificio Consiglio della Famiglia e la Diocesi di Milano hanno offerto alla Chiesa nel mondo come strumento privilegiato per realizzare quell’ “adeguato percorso di preparazione ecclesiale” che il Papa ha raccomandato. Catechesi che senza giustapposizioni o cesure scorrono dal fondamento dell’esperienza cristiana – la Parola eterna di Dio – fino alla concretezza della vita quotidiana, confluendo – per interrogarla criticamente – dentro l’esperienza sociale condivisa, dove la vera essenza della famiglia – quella intesa come unione fedele, pubblica e aperta alla vita tra un uomo e una donna - è sottoposta a tentativi di falsificazione e di confusioni ontologiche più che terminologiche.

La bontà di queste dieci catechesi è testimoniata dall’esito felice di due iniziative “multimediali” realizzate dalla Fondazione Milano famiglie 2012: la narrazione sotto forma di cortometraggio di esperienze familiari che raccontano – incarnandola con le naturali luci ed ombre della vita -  ciascuna delle dieci catechesi, e la raccolta di approfondimenti biblici, spirituali, artistici, letterari, cinematografici,  musicali corrispondente a ciascuno dei capitoli in cui le catechesi si articolano.

Organizzando l’incontro, insieme al cammino per vivere e promuovere le catechesi, Milano è impegnata a realizzare le condizioni per accogliere le famiglie che verranno. Almeno centomila saranno le famiglie da ospitare per più giorni: e così da alcune settimane la ricerca di famiglie milanesi e lombarde pronte ad aprire le porte della propria casa è stata avviata con ogni mezzo.

“Cerchiamo famiglie che accolgano altre famiglie – ripete il presidente del comitato organizzatore del VII Incontro mondiale, il vescovo ausiliare di Milano monsignor Erminio De Scalzi - Serve un’ospitalità fisica e del cuore. Chi offrirà accoglienza finirà per lasciarsi interpellare dagli stili di vita personali e familiari diversi dai nostri e anche per riscoprire virtù familiari come la semplicità e la sobrietà andate perdute da noi in Europa”.

L’accoglienza si sostanzierà anche grazie all’azione di diecimila volontari (molti dei quali ancora da reperire) e nell’allestimento degli spazi presso l’aeroporto e il parco nella zona nord di Milano, a Bresso, dove si vivranno l’incontro tra il Santo Padre e il milione di genitori, figli, nonni per la Santa Messa del 3 giugno e la Festa delle testimonianze della sera precedente.

Questi due appuntamenti saranno l’apice di tutto l’evento, non solo perché vedranno la presenza fisica del numero maggiore di famiglie e di centinaia di milioni di altre famiglie nel mondo che parteciperanno attraverso i media, ma perché saranno l’occasione – come afferma il cardinale Scola – per affermare “la persona, la testimonianza ed il magistero di Benedetto XVI, in quanto Successore di Pietro” e per rafforzare “in noi la convinzione che la fede è ragionevole anche nell’odierno contesto socio-culturale perché propone alla libertà il compimento dell’uomo”.

Altra sede degli eventi centrali del VII Incontro mondiale delle famiglie saranno gli spazi nel centro della città di FieraMilanoCity, dove  - dal 30 maggio al 1° giugno - si svolgerà il Convegno teologico-pastorale alla presenza di 5mila delegati che si confronteranno sul tema scelto da Benedetto XVI “La famiglia: il lavoro e la festa”, cercando di cogliere ed esplicitare l’intreccio dei tre temi secondo diversi punti di vista, a partire dai diversi soggetti coinvolti e con un attenzione specifica ai molteplici contesti culturali presenti nel mondo.

Durante questi tre giorni anche i più piccoli saranno chiamati ad approfondire il tema: per loro è stato progettato il “Congresso per i ragazzi” che li vedrà protagonisti. Sempre in questi spazi verrà allestita la Fiera della famiglia, dove esperienze familiari da tutto il mondo e coloro che operano per servirla si apriranno all’incontro e al racconto della propria esperienza.

E intanto la città di Milano e i centri più importanti della Diocesi e della Lombardia si animeranno di occasioni di incontro culturali, artistici, spirituali, economici, sociali, sui temi al centro del raduno mondiale. Appuntamenti che sono già realtà, come testimoniano la mostra “Famiglia all’italiana”, percorso fotografico che documenta le più celebri immagini sul tema nel cinema italiano organizzata insieme all’Ente dello Spettacolo, o il percorso di cineforum “Filmfamily”, che invece raccorda opere recenti con le dieci catechesi, attivo in moltissime Sale della Comunità del Paese.

Importante tappa preparatoria e di avvicinamento è il convegno «Quale famiglia per quale società» in programma oggi, 11 gennaio, a Roma organizzato dall’Istituto pastorale Redemptor Hominis della Pontificia Università Lateranense e dal Pontificio Istituto Giovanni Paolo per studi su matrimonio e famiglia per riflettere, tra l’altro, «su come il sistema dei media orienti sempre più le relazioni familiari rimodulandone tempi, spazi e ruoli e determinando, altresì, nuove sfide alla luce dell’attuale emergenza educativa» come afferma l’organizzatore monsignor Dario Edoardo Viganò, preside del Redemptor Hominis. 

Centoquaranta i giorni che mancano all’apertura del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, ma non si può certo dire che a Milano questo appuntamento non sia già iniziato: è iniziato nella riflessione che motiva e orienta le azioni - anche quelle più tecniche e minute - necessarie per organizzare l’incontro delle Famiglie dal mondo con il Papa, è iniziato nella laboriosa attesa che a partire dalla Chiesa ambrosiana sta contagiando, per mobilitarla, le città lombarde e la società civile.