A Natale, la musica, anche in famiglia, apre il cuore e l'anima a Dio

Intervista a mons. Guido Marini, Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie

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ROMA, venerdì, 21 dicembre 2012 (ZENIT.org) -Mons. Guido Marini è il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie. Spesso è visto dal grande pubblico in TV, affianco a Benedetto XVI, nel corso delle celebrazioni liturgiche. Dopo il concerto di Natale, eseguito il 15 dicembre scorso dalla Cappella Musicale Pontificia Sistina, nella chiesa romana di Sant’Agostino, Zenit gli ha posto alcune domande sulla musica sacra in famiglia in occasione del Natale.

La musica in famiglia quanto può essere importante a Natale?

Mons. Guido Marini: Questa sera con il coro della Cappella Sistina siamo stati a un livello molto alto, però la musica, anche a un livello più abbordabile, in ambiente familiare, è certamente sempre educativa, perché la musica educa al bello, allo spirituale e apre il cuore e l’anima a Dio.

Quindi i genitori, se possibile, devono incentivarla, in particolare davanti al presepio?

Mons. Guido Marini: Da questo punto di vista se la musica avesse un posto anche più significativo, sarebbe un aiuto per aprire di più il cuore al Signore nel Natale, nella sua venuta. Nella misura in cui viviamo tutto ciò come uno strumento che ci conduce al cuore, esso è di grande aiuto.

Infatti al concerto di questa sera abbiamo avuto performance in gregoriano e in polifonico.

Mons. Guido Marini: Credo che abbiamo gustato come la musica sacra per la liturgia, sia gregoriana, sia polifonica, mostra una caratteristica: non vi é nulla di più, né di troppo, tutto è al servizio della parola. 

Nella grande musica liturgica - come quella che abbiamo ascoltato questa sera - non c’é nulla che vada oltre questo servizio bellissimo che il canto dà alla parola, perché è la parola che, al di là del canto, deve emergere, essere ascoltata, essere assimilata attraverso il registro del canto e della musica.

A cosa ci aiuta un concerto di musica sacra?

Mons. Guido Marini: Questo concerto ci ha aiutato ad andare all’essenziale. In questo tempo dobbiamo vivere proprio ciò che la musica ci ha fatto sentire questa sera: la centralità della parola di Dio, di Gesù il Salvatore. Durante il concerto abbiamo ascoltato una bellissima Ave Maria del maestro Luigi Molfino, nella quale la Madonna è chiamata ‘aurora’: l’aurora promette il sorgere del sole. Per noi, rivolgerci a Maria vuol dire proprio avere delle indicazioni per andare verso l’essenziale, verso il sole che viene visitarci e salvarci, Gesù Salvatore.

Come prepararci al Natale?

Mons. Guido Marini: Affidando alla Madonna questi giorni che ancora ci restano prima del Natale, perché tante cose nella quali siamo immersi non ci facciano perdere di vista l’essenziale: Gesù. Come la Madonna ci indica e come la Cappella Sistina questa notte ci ha insegnato attraverso le interpretazioni che abbiamo ascoltato.

Cosa intende per “non perdere di vista l’essenziale?”

Credo che alla luce di questo richiamo all’essenziale che questo Natale ci fa, ciascuno deve togliere lo superfluo, l’inutile della nostra vita, sopratutto quello che distoglie dell’essenziale. Viviamo con tanti pensieri e cose da fare. Non dobbiamo eliminare tutto, ma restituire il significato di cosa facciamo, per chi lo facciamo, chi è il motivo di tutto questo. 

Se riusciamo a mettere a fuoco quello che poi ci porta al Signore, allora abbiamo ritrovato l’essenziale, avremo il coraggio di eliminare il superfluo e comunque vivere tutto secondo questa logica che è ritrovare il centro, cioè Gesù.