A Perrotti-Pasinetti il Città di Verbania

"Lo sguardo oltre le dune" vince il premio dedicato al Beato Contardo Ferrini

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VERBANIA, lunedì, 22 ottobre 2012 (ZENIT.org).- Dal deserto al Lago Maggiore. L’ultima tappa del viaggio di Carla Perrotti e Fabio Pasinetti s’è conclusa sabato 20 ottobre a Verbania. “Lo sguardo oltre le dune” (Edizioni Corbaccio) è il romanzo che ha consegnato loro la terza edizione del Premio letterario “Città di Verbania” davanti a “Ci si mette una vita” di Federico Russo (Einaudi). Un’edizione contraddistinta dalla qualità delle opere ma soprattutto dal messaggio veicolato dal concorso, ispirato alla figura del Beato Contardo Ferrini e incentrato sul tema “l’amicizia. Un’avventura!”. «La scelta è stata ardua – ha detto, svelando il vincitore, il presidente onorario della giuria, Plinio Perilli – e ha premiato non tanto e non solo il libro meglio scritto, ma quello che ha colto al meglio il tema proposto».

In questo senso si può dire che hanno vinto le persone prima degli autori che, in entrambi i casi, non sono scrittori di professione. Carla Perrotti è una documentarista e una “viaggiatrice” (ha attraversato quasi tutti i deserti del mondo), mentre Fabio Pasinetti, centralinista di professione, vive nella quotidianità il problema della cecità ed è un maratoneta non vedente. Insieme si sono lanciati in un’avventura senza precedenti, percorrendo a piedi in 15 giorni 250 chilometri di deserto. Da quell’esperienza di sport e di vita è nato, appunto, “Lo sguardo oltre le dune”.

Federico Russo ha invece alle sue spalle tutto un altro percorso. Conduttore radiofonico e televisivo – attualmente cura un programma su Radio Deejay – a trentadue anni s’è cimentato con la letteratura, scrivendo un romanzo (“Ci si mette una vita”) che parla di giovani ma che non è solo da giovani e racconta, attraverso l’amicizia, il percorso di crescita e di maturità verso l’età adulta. Al terzo posto la giuria presieduta dal giornalista e scrittore Savgerio Gaeta ha indicato “Lo specchio di Giulia” di Lucia Sandiano (EdiGiò), seguito da “Aiuto mi sono perso a Londra” di Barbara Tamborini (San Paolo Ragazzi) e da “Io più te fa noi” di Alberto Pellai (Erickson). Un premio speciale è stato consegnato dalla Congregazione dei Terziari Francescani (alla quale apparteneva Contardo Ferrini) a “L’attimo in cui siamo felici” di Valerio Millefoglie (Einaudi).

La giornata finale del Premio letterario, tenutasi al Chiostro di Intra, ha visto come ospiti d’onore il vescovo di Novara monsignor Franco Giulio Brambilla e il sociologo Francesco Alberoni, che hanno tenuto un’apprezzata conferenza – il pubblico, numeroso, ha molto appezzato – sviluppando il tema dell’amicizia.

Amicizia raccontata multimedialmente anche dai giovani dell’oratorio San Vittore di Intra nel progetto Amicizia e web. Interessanti anche gli interventi degli studenti dell’istituto Contardo Ferrini, che hanno presentato gli approfondimenti svolti in classe attorno a musica, letteratura e cinema.

A coordinare la cerimonia di premiazione è stato il giornalista Alberto Di Giglio.

Soddisfatta per l’esito del Premio l’assessore Lidia Carazzoni: «Abbiamo avuto una buona partecipazione di pubblico ma soprattutto un alto livello nei libri in concorso – ha detto –. Siamo al terzo anno del Premio letterario e il bilancio è positivo. Il nostro intento di promuovere cultura e letteratura, valorizzare un personaggio poco conosciuto come Ferrini che a Verbania ha lasciato il segno e proporre riflessioni su temi etici e sociali in questo periodo in cui c’è bisogno di valori profondi è pienamente centrato».

* Premio letterario Città di Verbania - Contardo Ferrini
Info: Massimo Parma, ufficio stampa Città di Verbania
massimo.parma@comune.verbania.it