A Rino Cammilleri il "Premio testimoni"

Lo scrittore ed apologeta ha ricevuto il riconoscimento durante il Giorno del Timone nel Lazio

Roma, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 399 hits

Al termine dell’edizione regionale del Giorno del Timone – Lazio, lo scrittore, saggista ed apologeta, Rino Cammilleri, è stato insignito del “Premio testimoni”, selezionato dalla Fondazione Fides et Ratio.

La motivazione del riconoscimento a Cammilleri è avvenuta “perché attraverso una decennale e proficua attività di studioso e scrittore, con rara capacità divulgativa ha saputo donare ai tanti che lo seguono e lo apprezzano, una coraggiosa testimonianza di una moderna apologetica cattolica”.

Nel consegnare il premio, il direttore del mensile Il Timone, Giampaolo Barra, ha raccontato della lunga collaborazione di Cammilleri con la rivista di apologetica, fin dalla fondazione, avvenuta nel 1999. “Quando mi presentarono Rino – ha raccontato Barra – ero emozionatissimo: per me, già allora lui era un ‘mostro sacro’…”.

Da parte sua Cammilleri – citando il detto di San Tommaso d’Aquino “Proximum meum, mea poenitentia” - ha esordito, confidando quanto per un cristiano sia molto più facile amare Dio che gli uomini.

Oggi la battaglia per la difesa della fede si fa sempre più difficile, ha aggiunto, e, per molti versi può considerarsi “persa”. Le lobby internazionali che hanno già “pianificato il terzo millennio” con le loro battaglie per l’aborto, l’eutanasia, l’eugenetica, il matrimonio omosessuale, lo stravolgimento del concetto di “genere”, la demolizione della famiglia, sono attualmente in una fase di “persecuzione amministrativa”.

Ciò significa, ad esempio, che “i sindaci che sono contro il matrimonio omosessuale non possono fare obiezione di coscienza, mentre le agenzie di adozione non possono rifiutarsi di affidare bambini a coppie gay”, pena l’esclusione dai loro uffici.

Anche con le prime persecuzioni anticristiane si iniziò con tale metodo, ha ricordato Cammilleri, e si finì con i cristiani nelle catacombe, in carcere e, alla fine, condannati al martirio.

Anche conversioni numericamente importanti come quelle che avvengono a Medjugorje o le file ai confessionali dopo l’elezione di papa Francesco, rischiano, secondo l’apologeta, di ridursi a mera “scelta religiosa”, cioè a rimanere conversioni di singoli o di più o meno piccoli gruppi, senza incidere nell’obiettivo più importante, ovvero la recristianizzazione della società, con la fede che torna a farsi cultura.

Anche il ruolo degli intellettuali cattolici è spesso ingabbiato: se un apologeta di grido, come ad esempio Vittorio Messori, va in TV o scrive sul Corriere della sera, lo fa “per parlare della Madonna”, mentre, al contrario, agli intellettuali laici è permesso di discettare di qualunque argomento, secolare o religioso che sia.

“Questo intervento potrebbe suonare come una resa”, ha commentato successivamente Giampaolo Barra. Tuttavia il cristiano non deve mai smettere di “battagliare”, poiché “la nostra vittoria è nel Paradiso”, nella salvezza eterna, che non ci sarà mai negata se stiamo dalla parte di Gesù e Maria. D’altro canto, un santo come don Bosco affermava che “ci riposiamo solo in Paradiso”, ha aggiunto Barra.

Il direttore del Timone ha poi sottolineato che “se non avessimo avuto fiducia la nostra rivista di apologetica non sarebbe mai nata”, aggiungendo che la crisi economica – che ha nell’editoria una delle sue vittime più illustri – ha inciso solo in minima parte sui bilanci del Timone che ha perso appena il 2% degli abbonati, contro il 20% di molte testate nazionali.

L’evento, che si è svolto ieri a Roma presso il Centro Nazareth, ha ospitato numerosi stand dedicati all’editoria cattolica ed altre iniziative culturali ed apologetiche, ed è stato aperto dalla Santa Messa, presieduta dal cardinale Antonio Cañizares Llovera, prefetto della congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Nel pomeriggio, nel corso di una tavola rotonda, è stato affrontato il tema della donna e della famiglia nella società di oggi. La conferenza La donna in crisi? Essere madre, professionista ed apostola oggi è stata introdotta da monsignor Gino Reali, vescovo di Porto-Santa Rufina, e moderata da Sara Deodati, responsabile del Centro Culturale “Amici del Timone – Fides et Ratio, con la partecipazione della giornalista e scrittrice Costanza Miriano.

Accennando ai contenuti dei suoi due bestseller – Sposati e sii sottomessa (Vallecchi, 2011) e Sposala e muori per lei (Sonzogno, 2012) – e delle tante lettere degli amici e dei lettori, la Miriano, che è madre di quattro figli, ha ribadito l’importanza della logica della complementarità tra i due sessi, in particolare in famiglia ma anche nel lavoro.

Nel contesto familiare, se per la donna, la tentazione è quella del dominio e del controllo, per l’uomo, la tentazione è quella dell’egoismo e della pigrizia, ha osservato la giornalista.

Rispondendo ad una domanda del pubblico riguardante il femminicidio, la Miriano ha affermato che si tratta di un problema di ambito essenzialmente “penale” e “psichiatrico” che nulla ha a che vedere con le normali dinamiche uomo-donna. Inoltre, ha aggiunto, “una legge non può cambiare quello che è un dato della natura: l’uomo è generalmente più incline alla violenza della donna”.