"A servizio del suo corpo che è la Chiesa"

Intervista al nuovo vescovo della Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, monsignor Carlo Bresciani

Brescia, (Zenit.org) Nicolas Abbrescia | 305 hits

Il 12 novembre, una delegazione della Diocesi di San Benedetto del Tronto è stata ricevuta in visita da Mons. Bresciani, il futuro vescovo. Anche L’Ancora ne ha fatto parte e ha raccolto le sue parole nell’affascinante cornice di Piazza Paolo VI, già piazza del Duomo.

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Eccellenza, da Brescia a San Benedetto del Tronto, come è nata la sua vocazione e come è stato il suo cammino sacerdotale?

Mons. Bresciani: La mia vocazione è nata un pochettino tardi, anche se ci pensavo da quando ero ragazzo, nel senso che ho deciso di entrare in seminario quando avevo diciotto anni. A quel tempo era tardi, oggi non è più così. Per tanti motivi, essendo cresciuto in parrocchia, essendo cresciuto nei nostri oratori, mi ero innamorato della Chiesa, di quello che la Chiesa poteva fare e con l’ardore giovanile ho deciso di fare il salto. In quel tempo lavoravo, ero artigiano, ho lasciato il lavoro e ho cominciato gli studi in seminario e dopo gli studi ho fatto la decisione di chiedere di essere ordinato sacerdote”.

Come ha accolto la Sua nomina e come ne è venuto a conoscenza?

Mons. Bresciani: Ad essere sincero la mia nomina l’ho presa con un po’ di ansia, un po’ di trepidazione e con un emozione forte. Onestamente non me l’aspettavo, anche perché ero rettore del Seminario e pensavo di poter portare avanti la missione che il Vescovo mi aveva affidato. Tante cose in cantiere c’erano per il seminario. Però mi sono detto: se il Papa mi dice che mi vuol mandare e me lo chiede, io ho sempre detto di sì ai superiori che mi chiedevano e alla fine ho detto “va bene, mi fido di Dio e vado”.

Molti bresciani vengono in vacanza nel territorio diocesano. Prima di essere eletto, conosceva la Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto?

Mons. Bresciani: Onestamente devo dire di no. Sapevo benissimo dov’era San Benedetto del Tronto per i viaggi che facevo verso meridione. Avevo avuto un contatto fugace quando avevo undici anni con Pagliare del Tronto. Per motivi vari ero finito lì per una gita che mi è stata offerta. Onestamente devo dire che di San Benedetto del Tronto una conoscenza particolare non ce l’avevo. Bene, ci conosceremo adesso.

Ha già pensato al motto episcopale?

Mons. Bresciani: Sì, non ho avuto difficoltà. Già quando ero prete, nel retro della mia immaginetta, c’era quella frase dei Colossesi 1-24 che l’ho scelta come mio motto episcopale pro corpore eius, che dal latino significa “a servizio del suo corpo che è la chiesa”. Ecco, penso al mio episcopato come un servizio alla Chiesa, naturalmente per amore di Dio. Mi piace molto e ho scelto questa continuità nel mio motto.

Come trascorre mons. Bresciani il tempo libero? In pratica quali sono le sue attività culturali e sportive preferite?

Mons. Bresciani: Io vengo dagli studi, nel senso che sono stato incaricato dal Vescovo, quando sono diventato prete, di prepararmi sia la psicologia, sia per la teologia morale. Quindi grande piacere nel leggere e nel studiare certamente c’è.  A me piace molto la montagna, io sono di queste parti, so che a San Benedetto ci sono le colline, quindi salirò sulle colline di San Benedetto a prendere un po’ di aria. Il mio passatempo preferito è incontrare la gente. Mi piace la musica, classica soprattutto. Mi piace leggere qualche romanzo, per cercare di essere inserito nel contesto nostro nel quale siamo.

Quando verrà ordinato Vescovo e quando s’insedierà per la prima volta nella Diocesi di San Benedetto del Tronto?

Mons. Bresciani: L’ordinazione episcopale è stata fissata per sabato 11 gennaio alle ore 16 nel Duomo di Brescia. L’ingresso in Diocesi sarà il 19 gennaio.

Infine, un breve messaggio alla Sua nuova Diocesi.

Mons. Bresciani: Direi semplicemente così. Io vengo con tanta speranza, dicevo mi fido del signore. Certo noi siamo abituati a vedere che i tempi sono difficili. Non guardiamo soltanto a quello che manca, guardiamo quello che abbiamo. Valorizziamo quello che abbiamo e troviamo lì i segni di speranza che il signore continua a seminare nel nostro tempo. Se permettete, riprendo la frase di Papa Francesco “Non facciamoci rubare la speranza”.

(Articolo tratto da Àncora Online, il settimanale della Diocesi di San Benedetto del Tronto)