Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio

Roma, (Zenit.org) | 507 hits

Lettura

Ancora una volta risuona l’ammonimento di Gesù che avverte i discepoli come tra breve – quando giungerà l’ora buia dell’abbandono – essi lo lasceranno solo. Ma il Signore non è solo, perché il Padre è con Lui. Gesù ci ha manifestato il volto del Padre per donarci la pace e la comunione con Lui. Non si tratta di una falsa pace, equivalente ad un’esistenza allegra e pacifica, perché «nel mondo avrete tribolazioni». Ma questa afflizione ora è vinta interiormente, perché l’ultima esortazione è: «Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo».

Meditazione

La religione cristiana non è una religione del libro in cui vi sono scritte le norme e le regole che dobbiamo seguire. È invece una persona. È Gesù Cristo morto e risorto per noi. Essere cristiani significa seguire Gesù nel cammino verso la croce in modo da poter partecipare alla sua Risurrezione. Il Signore si è incarnato, è venuto sulla terra, ha assunto la nostra natura umana per realizzare il piano d’amore del Padre che per lui prevedeva la morte e la Risurrezione, e per noi la vita, che nel vocabolario di san Giovanni significa la comunione con il Padre. Egli era cosciente che la sua sarebbe stata una vita di croce e di martirio. Le nostre esistenze sono intessute di gioia e di dolore, ma quella di Gesù, per scelta, fu un cammino di sofferenza, di servizio all’amore del Padre per la nostra salvezza. Normalmente, quando parliamo di croce, vogliamo indicare la sofferenza e le tribolazioni della vita. Ed è vero. Ma la croce ha un significato più profondo. Indica per Gesù il momento più alto e significativo del suo servizio all’amore del Padre, salvezza del mondo. Prendere quindi la propria croce per noi significa mettersi al servizio dei propri fratelli, sull’esempio del nostro Redentore. La conseguenza di tutto questo è la pace, che traduce il termine ebraico šālôm, che non significa tanto assenza di guerra o di odio, ma indica la comunione con Dio. In questo senso, Gesù stesso è la nostra pace, dal momento che egli è il vincolo della comunione, che è anche uno stato di tranquillità interna e di relazioni armoniose con la comunità cristiana. Noi viviamo in pace grazie al Signore nostro Gesù Cristo.

Preghiera

«O Gesù, che sei venuto per realizzare i nostri passi nella via della pace. O pace, caro oggetto del mio cuore! O Gesù, che “sei” la mia pace, che mi metti in pace con Dio, con me stesso, con tutti. Quando sarà che per la fede nella remissione dei peccati, per la tranquillità della mia coscienza, in tutte le circostanze della vita, io possiederò questa pace che è in te, che viene da te e che è te stesso?».

Agire

Offriamo, oggi, un gesto di pace nei riguardi di un nostro fratello o di una nostra sorella con cui abbiamo rapporti freddi o soltanto “diplomatici”.

Meditazione del giorno a cura di monsignor Michele De Rosa, vescovo di Cerreto Sannita – Telese – Sant’Agata de’ Goti, tratta dal mensile "Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ARTPer abbonamenti: info@edizioniart.it