Abbracciare il mondo e favorire la fusione di ragione e fede

Inaugurazione dell'Anno Accademico 2012-2013 del Camillianum, Istituto Internazionale di Teologia Pastorale e Sanitaria

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di Eugenio Fizzotti

ROMA, lunedì, 12 novembre 2012 (ZENIT.org).- Con la S. Messa presieduta alle 9.30 dal Rev.mo P. Renato Salvatore, Superiore Generale dell’Istituto dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi, è stato inaugurato oggi l’anno accademico 2012-2013 del Camillianum, Istituto Internazionale di Teologia Pastorale e Sanitaria, che con decreto della Congregazione per l’Educazione Cattolica in data 23 giugno 2012 è stato incorporato per un quinquennio alla Facoltà Teologica della Pontificia Università Lateranense attraverso il riconoscimento che i corsi di Licenza e di Dottorato in Teologia Pastorale Sanitaria sono finalizzati a promuovere la cultura cristiana della salute, della cura e della vita nel rispetto integrale della persona umana e nell’attenzione alle istanze poste dalla contemporaneità.

Incaricato, in quanto Preside del Camillianum, a tenere la Prolusione per l’inaugurazione del 25° Anno Accademico, il prof. Massimo Petrini ha iniziato ricordando che il Camillianum «si pone nella tradizione della Chiesa che è sempre stata vivamente consapevole della sua missione verso le persone malate, i loro familiari e verso coloro che si dedicano alla loro cura assistenziale e pastorale. La pastorale della salute è stata variamente intesa e realizzata dalla comunità cristianalungo i secoli, in sintonia con l’evoluzione della cultura e della medicina e lo sviluppo della riflessione teologica sulla prassi ecclesiale. Nei notevoli cambiamenti culturali della società e a seguito del progresso tecnologico e scientifico in ambito socio-sanitario risulta necessario formare coloro che esercitano il ministero pastorale nelle istituzioni assistenziali e nella società ecclesiale in uno scenario nuovo rispetto al passato».

Dopo aver richiamato le parole di Benedetto XVI secondo cui «questo nostro mondo è un mondo di paure: paura della miseria e della povertà, paura delle malattie e delle sofferenze, paura della solitudine, paura della morte» e che l’unica assicurazione «nel momento della sofferenza profonda, nel momento dell’ultima solitudine della morte, l’assicurazione che potrà proteggerci è quella che ci viene dal Signore che dice anche a noi “non temere, io sono sempre con te”», il prof. Petrini ha sottolineato che«l’attività dell’Istituto Camillianum non si limita all’attività didattica e di ricerca propria dell’Istituto ma si estende, attraverso le varie iniziative dei suoi docenti, anche a un’intensa opera di sensibilizzazione per una rinnovata prospettiva della pastorale della salute nel mondo sanitario socio-assistenziale, poiché la missione dell’evangelizzazione, che è propria della chiesa, come afferma la Costituzione Apostolica Sapientia christiana, al punto 1, esige non soltanto che il Vangelo sia predicato a fasce geografiche sempre più vaste e a moltitudini umane sempre più grandi, ma anche che il mondo, nel nostro caso il mondo sanitario socio-assistenziale, sia permeato della virtù dello stesso Vangelo nei modi di pensare, nei criteri di giudizio, nelle norme d’azione».

E richiamando il Decreto della Congregazione per l’Educazione Cattolica che ha approvato per un quinquennio l’incorporazione dell’Istituto Camillianum alla Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense, a nome suo privato, di tutto il corpo docente e di tutti gli studenti, ha espresso un valido ringraziamento al Rev.mo Cardinale Agostino Vallini, Gran Cancelliere della Pontificia Università Lateranense, allo stesso Rettore Sua Ecc.za Mons. Enrico DalCovolo e al Decano della Facoltà di Sacra Teologia del tempo, il prof. Mons.Renzo Gerardi, ora sostituito da Mons. Nicola Ciola che «ha confermato questo spirito di collaborazione, della quale un primo segno è stata la partecipazione al Collegio dei Docenti del prof. Lumobir Zak, Vice Decano della Facoltà di Sacra Teologia,  che ha presentato il recente documento  Teologia Oggi:  Prospettive Principi Criteri della Commissione Teologica Internazionale».

Utile e interessante è stata la comunicazione che nell’Anno Accademico 2011-2012, su una popolazione totale di 86 studenti tra cui vari fuori corso, al ciclo di Licenza in Teologia Pastorale Sanitaria erano iscritti 17 studenti al primo anno e 23 al secondo anno, mentre 29 appartenevano al ciclo di studi previsti per il conseguimento del dottorato. E tenendo conto che nei 24 anni di storia accademica 261 studenti hanno conseguito la Licenza, 172 il dottorato e 37 un diploma, il prof. Petrini ha informato che alla fine dell’anno accademico 2011-2012 10 studenti hanno conseguito la Licenza in Teologia con specializzazione in Teologia Pastorale Sanitaria, 2 hanno conseguito il Dottorato in Teologia Pastorale Sanitaria  e 3 hanno conseguito il diploma in Pastorale Sanitaria.

Apprezzato è stata anche il riferimento ai continenti di provenienza degli studenti: 33 dall’Europa, 43 dall’Africa, 3 dall’America Centro-Sud, 7 dall’Asia, così come l’indicazione che 5 dottorandi erano Camilliani.

Volendo indicare le iniziative in ambito extra accademico attivate in collaborazione con l’Ufficio della Pastorale Sanitaria della Conferenza Episcopale Italiana il prof. Petrini ha fatto riferimento a un corso di formazione avente per tema “Vulnerabilità e speranza cristiana” «destinato specificamente a operatori professionali socio-sanitari e volontari religiosi e laici, necessari attori di quel processo di umanizzazione del mondo assistenziale da più parti invocato». Inoltre «si è tenuto un corso dedicato alla pastorale nelle situazioni d’emergenza, allo scopo di considerare le possibili modalità di un intervento di aiuto, nell’ambito della Pastorale della Salute, nelle complesse situazioni assistenziali che si vengono a determinare quando un evento distruttivo – di causa naturale o umana – colpisce una popolazione provocando situazioni di vulnerabilità fisica, psicologica, spirituale». Poi si è svolta la 3ª edizione del Master di secondo livello “Bioetica e Diritti Umani”, organizzato in collaborazione con l’Università Maria SS. Assunta (LUMSA), e in particolare con il Rettore prof. Giuseppe Dalla Torre ela prof.ssa Laura Palazzani, con l’obiettivo di «preparare i 12 studenti iscritti, sul piano teoretico e metodologico, ad affrontare questioni bioetiche, biogiuridiche e bio-politiche emergenti a causa del progresso scientifico e tecnologico in ambito biomedico».

Particolarmente significativo è stato, in collaborazione con la Fondazione Ut Vitam Habeant, nella persona del suo Presidente, Sua Eminenza  Mons. Elio Sgreccia, il corso “Formazione Umana” che ha inteso offrire un itinerario di studio per presbiteri, religiosi e persone consacrate. Mentre con il Dipartimento di Geriatria Neuroscienze Ortopedia e il Gruppo di Studio “Le cure alla fine della vita” della Società Italiana di Geriatria e Gerontologia e alcune Associazioni mediche si è elaborato un progetto, da realizzare nel prossimo anno accademico, di un Master Universitario di 1° Livello “La cura alla fine della vita Clinica, Etica, Organizzazione, Continuità Assistenziale”, finalizzato a «preparare professionisti e operatori pastorali che operano in questo ambito a offrire le migliori risposte assistenziali considerando gli aspetti clinici, di nursing, etici, spirituali, culturali e religiosi».

Particolarmente apprezzato è stato il Convegno Annuale dell’Istituto che ha avuto luogo nel mese di maggio e, dedicato a una riflessione sull’Enciclica “Caritas in veritate” di papa Benedetto XVI, ha avuto la partecipazione di illustri studiosi, quali Sua Em.za il cardinale Martin Cottier, Sua Ecc.zaMons. Enrico Dal Covolo, i proff. Giovanni Fornero,Alberto Lo Presti, Palma Sgreccia e Germano Policante. E per favorire la diffusione dei contenuti dei vari interventi sono stati pubblicati gli Atti nel numero 35 di Camillianum, la rivista quadrimestrale dell’Istituto.

Gradito è stato anche il richiamo alla Biblioteca dell’Istituto che attualmente ha circa cinquantamila volumi che sono particolarmente specializzati nella teologia pastorale sanitaria. E con estrema valutazione il prof. Petrini ha informato che sta diventando sempre più frequente nella Biblioteca la visita di studenti delle facoltà pontificie e delle università statali, naturalmente per temi attinenti l’Istituto, alla ricerca di documentazione per le loro tesi, e che dichiarano la loro soddisfazione per il materiale librario e per le riviste specializzate possedute.

Avviandosi alla conclusione per dare la parola a Mons. Enrico DalCovolo, Rettore della Pontificia Università Lateranense, che ha espresso l’accoglienza da parte delle autorità accademiche del Camillianum alla richiesta di incorporarlo e ha sottolineato che è di notevole importanza «conoscere se stessi per abbracciare il mondo ed effettuare una riflessione sapienziale tra ragione e fede», il prof. Petrini ha rinnovato a nome dei colleghi docenti e a nome degli studenti «un ringraziamento a tutti coloro che collaborano per il corretto svolgimento dell’attività dell’Istituto» e in particolare, per la dedizione con la quale svolge il suo lavoro, si è rivolto al Segretario p. José Michel Favì, che è anche dottorando in Teologia Dogmatica e Assistente alla Cattedra di Antropologia Teologica e alla prof.ssa Palma Sgreccia alla quale è affidato il coordinamento scientifico dell’Istituto e la redazione della rivista Camillianum.

E dopo aver ringraziato le collaboratrici Nadia, Roberta, Tina e Lisa, che quotidianamente rappresentano la “prima immagine” del  Camillianum interagendo in Biblioteca, in Segreteria e nella gestione della blackboard sul sito dell’Istituto, si è rivolto alP. Renato Salvatore, Superiore Generale dell’Ordine dei Ministri degli Infermi Camilliani riconoscendone «la costante attenzione alle attività e alle esigenze dell’Istituto», e a sua Ecc.za Mons. Enrico Dal Covolo, dichiarandogli che il Camillianum si impegna coerentemente e scientificamente a essere un’istituzione accademica nella quale «professori entusiasti insegnano a studenti che hanno il piacere di venire e studiare, al di là degli obblighi e delle norme dell’ordinamento didattico».