Abbracciare per credere

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio

Roma, (Zenit.org) | 229 hits

Lettura

Gesù, nel Vangelo di oggi, annuncia ancora una volta la sua morte e risurrezione. Ma i discepoli non capiscono e hanno timore di chiedere spiegazioni. Ancora più imbarazzante la situazione che sorge subito dopo: Gesù chiede di che cosa avessero appena discusso. E poi spiega loro che chi vuole essere il primo deve farsi servitore di tutti. 

Meditazione

Gesù cammina, insegna, spiega, chiede, abbraccia. I discepoli non capiscono, hanno timore, tacciono. È abbastanza evidente la differenza tra Gesù e i suoi discepoli. Quello che fa Gesù è rivolto all’esterno, i discepoli sono chiusi in loro stessi. L’accoglienza e ciò che cambia l’uomo, dice Gesù. Accogliere un bambino, quindi, significa accogliere Dio. Gesù non chiede di accogliere Dio ma chiede l’apertura dell’uomo anche solo ad un altro uomo, affinché anche Dio possa essere accolto. Possiamo quindi “esercitarci” ad aprirci a Dio, aprendoci all’altro. È interessante che Gesù pone dinnanzi a loro un bambino. Non parlava di accogliere “tutti”, parlava dell’accoglienza di qualcosa di molto piccolo – bambini e donne non contavano all’epoca – di assolutamente non pericoloso. Aprirci a qualcuno, “abbracciare” qualcuno di diverso da noi stessi: è questo il primo passo per poter far entrare Gesù nella nostra vita. Ci lamentiamo tanto spesso di non riuscire a pregare, a credere, a cambiare. Eppure abbiamo sentito come dobbiamo fare. Semplicemente “abbracciare”, accogliere, qualcuno di diverso da noi. E le possibilità sono tante: non è necessario adottare un bambino. Oggi giorno è quasi più facile adottare una persona sola ed anziana. E anche in quel caso non è necessario altro che un sorriso gentile, qualche parola incoraggiante, un piccolo gesto. Facendolo a questa persona, lo facciamo a Gesù. Lasciando il posto a questa persona nel nostro cuore, lo lasciamo a Gesù. Quel sorriso ci riempirà il cuore e il tempo speso per “due chiacchiere” sarà ricompensato subito: sarà riempito dal Signore stesso. 

Preghiera

«Signore, quando ho fame, dammi qualcuno che ha bisogno di cibo; quando ho un dispiacere, mandami qualcuno da consolare; quando la mia croce diventa pesante, fammi condividere la croce di un altro; quando non ho tempo, dammi qualcuno che io possa aiutare per qualche momento; quando sono umiliato, fa’ che io abbia qualcuno da lodare; quando sono scoraggiato, mandami qualcuno da incoraggiare; quando ho bisogno della comprensione degli altri, dammi qualcuno che ha bisogno della mia; quando ho bisogno che ci si occupi di me, mandami qualcuno di cui occuparmi; quando penso solo a me stesso, attira la mia attenzione su un’altra persona. Rendici degni, Signore, di servire i nostri fratelli, che in tutto il mondo vivono poveri ed affamati» (Madre Teresa di Calcutta). 

Agire

Oggi dirò una parola incoraggiante, una parola di stima a qualcuno che ne ha bisogno. 

Meditazione del giorno a cura della prof.ssa Alexandra von Teuffenbach, docente di Teologia e Storia della Chiesatratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti  info@edizioniart.it