"Ad sonum campane tubarumque clangorem"

Il quinto centenario delle due delibere con le quali il Comune di Viterbo dette veste ufficiale al culto di Rosa

| 796 hits

ROMA, venerdì, 8 giugno 2012 (ZENIT.org).- Tutto pronto per l’atteso Convegno del 10 giugno 2012 che si terrà presso la Sala Regia del Palazzo dei Priori di Viterbo, con inizio alle ore 10,30. Ad Sonum campanae tubarumque clangorem (Al suono della campana e allo squillo delle trombe) è il titolo scelto dagli organizzatori.

La proficua collaborazione tra il Centro Studi Santa Rosa da Viterbo Onlus, il Centro Diocesano di Documentazione, il monastero di Santa Rosa da una parte e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Viterbo dall’altra, ha permesso la realizzazione di una giornata di studi per festeggiare il quinto centenario delle due delibere con le quali il Comune viterbese dette veste ufficiale al culto di Rosa.

Recita così, nei suoi primi versi, la mozione presentata da ser Spinello nella primavera del 1512 al Consiglio dei Quaranta: “Considerando che tra tutte le altre feste dei santi di Dio e di tutta la curia celeste che sono celebrate nella città di Viterbo, il popolo viterbese deve in primo luogo onorare e solennizzare più di tutte quella santa della quale nella medesima città si ha una qualche memoria ...”. Con tale convincente invito si sollecitavano i consiglieri affinché deliberassero di fare ogni anno una luminaria in onore della Vergine viterbese, certi che per intercessione dei meriti della Santa si sarebbero ricevuti mirabili benefici.

È proprio partendo da questa mozione che il Centro Studi Santa Rosa da Viterbo, con il convegno del prossimo 10 giugno in Sala Regia, inizierà una serie di incontri di studi tendenti ad aprire un nuovo importante percorso per la Città e per i fedeli.

La partecipazione di studiosi di chiara fama internazionale, che si alterneranno al tavolo dei relatori, ha lo scopo non solo di riportare l’attenzione su questi due importanti documenti − che finalmente vengono messi a disposizione degli studiosi grazie alla loro edizione e traduzione integrale − ma anche quello di promuovere il ripristino della luminaria devozionale, la sera del 4 settembre di ogni anno, a conclusione dei festeggiamenti dei giorni precedenti, come momento di profondo raccoglimento e meditazione sulla figura e sul carisma di Rosa.

Un programma, quello del convegno, ricco di interventi mirati ad ammaliare e solleticare la curiosità del grande pubblico oltre, logicamente, degli addetti ai lavori.

Nella mattinata di domenica, partendo dalla lettura approfondita delle due delibere comunali del 1512, si parlerà di cosa fossero, quali significati avessero e di come avvenissero le processioni civiche in età medievale e moderna; si toccherà il tema del rapporto tra canonizzazioni e città nelxvexvisecolo, con approfondimenti sulla figura di Lucia da Narni, terziaria domenicana, che ricevette le stigmate a Viterbo e fu rapita dal Duca d’Este con grande sollevazione del popolo viterbese.

Nel pomeriggio i lavori proseguiranno con la trattazione del tema delle indulgenze legate al culto della Santa; si tenterà di delineare come è avvenuto il passaggio dalle processioni e luminarie alla Macchina di santa Rosa e, infine, sarà analizzata la rubrica dello Statuto del 1344 sulle processioni in calendario per le feste stabilite dal Comune di Viterbo.

Inutile far notare ai cittadini che un evento di tale portata non si può assolutamente perdere, se si ha a cuore la storia di santa Rosa e la corretta conoscenza delle attenzioni che la Città tutta offriva alla piccola viterbese nei secoli passati.