Aiutare le coppie in crisi, opera di misericordia

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SAN SEBASTIÁN, martedì, 20 settembre 2011 (ZENIT.org).- I cristiani non possono restare indifferenti di fronte alle rotture matrimoniali, e aiutare la riconciliazione è una delle più grandi “opere di misericordia” necessarie al giorno d'oggi.

Lo ha affermato il Vescovo di San Sebastián (Spagna), monsignor José Ignacio Munilla, in una Messa celebrata nella Cattedrale in occasione della festa della patrona di questa città basca, la Vergine del Coro.

Il presule ha alluso alle cifre fornite dall'Istituto spagnolo di Politica Familiare, secondo le quali attualmente per ogni matrimonio che regge in Spagna tre se ne spezzano.

In base al rapporto, nel 2000 su ogni 100 matrimoni contratti si verificavano 47 rotture, mentre nel 2010 per ogni 100 matrimoni se ne verificavano 75.

Nella sua omelia, il presule basco ha chiesto di “non minimizzare la tragedia racchiusa in queste cifre”, perché “non si tratta di mere statistiche, ma dietro questi freddi dati si nascondono drammi personali, vite piene di dolore, bambini turbati, futuri incerti...”.

“Viviamo in una generazione che ha conquistato grandi quote di progresso, e non mi riferisco solo a quello tecnico, ma anche a molte conquiste sociali”, ha affermato il presule. “Allo stesso tempo, però, e paradossalmente, c'è un grande salto tra questo progresso tecnico-sociale e la crisi spirituale di cui soffre una buona parte della popolazione”.

Per monsignor Munilla, la società attuale soffre di “un abbandono morale e spirituale”, di “materialismo soffocante” e “frivolezza generalizzata”.

“Le ferite affettive sono più frequenti tra noi di quanto possa sembrare a prima vista”, ha sottolineato.

Per questo, ha esortato i presenti a “uno sforzo paziente a favore della ricomposizione delle famiglie spezzate”.

“La salute del matrimonio e quella della famiglia hanno particolarmente bisogno di 'misericordia', cioè della guarigione delle ferite provocate da tante rotture”, ha indicato.

“Non c'è atto di misericordia più grande che lottare per l'unità della famiglia, e aiutare la riconciliazione delle coppie separate!”, ha esclamato.

“Non possiamo rimanere a braccia conserte mentre i nostri familiari, conoscenti e vicini falliscono nei loro progetti matrimoniali. E' importante che, nella misura in cui lo riteniamo opportuno, ci offriamo come canali di comunicazione verso coloro che possono aiutarli”.

Allo stesso modo, il Vescovo ha chiesto ai politici “iniziative che favoriscano la stabilità della famiglia”.

“E' molto triste che si sia giunti a identificare il concetto di 'mediazione familiare' con gli sforzi in favore di una rottura consensuale, anziché comprendere la mediazione familiare come una terapia per superare le difficoltà che mettono in pericolo l'unità della famiglia”, ha denunciato.