Al beato Ludovico da Casoria da san Daniele Comboni

Papa Francesco prossimamente canonizzerà anche un francescano dedito alle missioni in Africa

Roma, (Zenit.org) | 333 hits

Giovedì 12 giugno 2014 tra i vari beati per cui si tiene il Concistoro Ordinario Pubblico perla Canonizzazionefigura anche il padre Ludovico da Casoria. Definito da papa Francesco “un grande Francescano”, continuatore delle opere di carità della beata Maria Cristina di Savoia, nella sua vita ebbe contatti anche con san Daniele Comboni, come dimostrano i seguenti stralci di lettere che proprio quest’ultimo gli scrisse.

Parigi, 15 maggio 1865

R.mo p. Lodovico!

La sua lettera 28 aprile p.p. mi ha riempito di gioia, perché veggo in essa una caritatevole disposizione del suo animo di sorreggermi nella malagevole impresa col concorso de' suoi venerati consigli e colla sua autorevole cooperazione. Sono certo che ella ha compreso il fondo dei miei sentimenti. Giovane senza esperienza, io non credeva di trovare ostacoli in una specie di unione e confederazione tra i diversi Superiori delle Missioni Africane. Ora sono convinto dell'immensa difficoltà: giammai però m'arresterò dal meditare e fare fino alla morte qualche cosa per l'Africa. Dietro il sapientissimo di Lei consiglio e quello del santo Vescovo Mgr. Massaia, col quale convivo da quattro mesi cominceremo a poco a poco, fino a che più tardi si otterrà l'accordo bramato, che deve essere sorgente di una nuova era per l'Africa.

Ella ha già iniziata la fondazione di due stabilimenti in Egitto: vada avanti, e stia certo che i mezzi pecuniari non mancheranno; ed io, colla grazia di Dio, spero di contribuire molto, se Dio mi dà vita, a farle piovere denaro. Si ricordi che le Sue Opere di Napoli, soprattutto dei moretti, morette, e artisti, sono il più solido fondamento per la Missione della razza negra dell'Africa. 
Io nella mia mente ho stabilito il mio Piano così: "Fermo il principio di circondare l'Africa di piccoli Istituti di Mori e Morette sotto la giurisdizione dei Vicari o Prefetti ap.lici, destinati a formare operai evangelici d'ogni genere che devono avanzarsi gradatamente, ciascuno dalla sua parte, nelle regioni interne della Nigrizia per istabilirvi la Fede; fermo il principio che ciascun Capo d'Istituti, Superiore della Missione, abbia a formarsi ed educare i propri Ist.ti a suo modo, secondo lo spirito della propria Istituzione, senza che nessuno entri in questi affari; parmi che sia utile un piccolo Comitato (Dio volesse che fosse composto specialmente d'individui cavati dagli Ordini o Congregazioni a cui sono affidate le missioni diverse dell'Africa!), composto d'uomini di grande iniziativa, avente per iscopo di mettere in azione a favore dell'Africa tutti i mezzi del Cattolicesimo, che attualmente mancano per la rigenerazione dei negri, e di sviluppare gli elementi già esistenti pel medesimo scopo. […] Ella sorreggerà la mia debolezza, spero che farò qualche cosa anch'io. Dopo che il Santo Padre mi ha incoraggiato a lavorare per l'Africa, io non volgerò mai lo sguardo addietro, ma penserò e tenterò di fare fino alla morte. 
[…] Tutte queste cose sono future: ma il tempo rapido sen vola, caro Padre, spero che tutto questo si realizzerà. Siccome io sono convinto che l'Africa debba convertirsi sotto gli auspici di S. Francesco d'Assisi, perciò in questo santo mese di Maria, ho incominciato il mio noviziato del Terz'ordine a Parigi; e spero di fare la mia professione ai piedi del P. Lodovico. Preghi, Padre mio, la grand'anima del Serafico comune Padre, affinché mi ottenga da Dio una scintilla di quella carità e umiltà, che possedeva in terra, perché sono agghiacciato e molto orgoglioso. 
Io da Roma passerò a Napoli, spero con Mgr. Massaia: vedrà un vero apostolo di G. C. S'immagini che, per tacere di tante altre virtù che ho ammirate in quattro mesi che dimoro con lui, fu egli Vescovo per 15 anni scalzo affatto, in Africa, sopra sentieri spinosi etc. Io possiedo i suoi sandali con cui passò quattro anni in Abissinia e consacrò Mgr. de Jacobis napoletano. 
Mi saluti l'amabile D. Francesco, Giuseppe Habaes, i fratelli, e tutti i mori e more; e mi raccomandi alle orazioni delle Stimmatine.

Le bacio ossequioso le mani, e mi dichiaro con tutto l'affetto

Suo indeg.mo ser.re

D. Daniel Comboni

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Per un approfondimento cfr. La Vita del p. Ludovico da Casoria. Ristampa anastatica della biografia scritta dal cardinale Alfonso Capecelatro, Velar, Gorle 2013.