Al seguito del Re venuto a servire per costruire il suo Regno di amore

Durante la preghiera mariana dell'Angelus, il Papa ha riflettuto sulla solennità odierna affermando che il "Regno di Cristo è stato affidato alla Chiesa che ne è germe e inizio"

| 808 hits

di Salvatore Cernuzio

CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 25 novembre 2012 (ZENIT.org) – Convertirsi al Vangelo e porsi al seguito di "quel Re che non è venuto per essere servito ma per servire". Con poche e chiare parole, prima di introdurre la preghiera mariana dell’Angelus, Benedetto XVI sintetizza la chiamata che tocca il cuore di ogni cristiano.

Al termine della Concelebrazione eucaristica con i nuovi Cardinali, il Santo Padre, affacciato dalla finestra del Palazzo Apostolico, è tornato quindi a riflettere sulla solennità odierna di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo, insieme ai fedeli giunti in piazza San Pietro per il consueto appuntamento domenicale.

“Tutta la missione di Gesù e il contenuto del suo messaggio consistono nell’annunciare il Regno di Dio e attuarlo in mezzo agli uomini con segni e prodigi” ha detto il Papa.

Questo Regno - ha spiegato citando la Lumen gentium - “si manifesta nella stessa persona di Cristo che lo ha instaurato mediante la sua morte in croce e la sua risurrezione”. Così inteso, il Regno di Cristo è stato affidato alla Chiesa, “che ne è «germe» ed «inizio» e ha il compito di annunciarlo e diffonderlo tra tutte le genti, con la forza dello Spirito Santo”.

Tutti noi cristiani, ha proseguito il Pontefice, siamo chiamati dunque “a prolungare l’opera salvifica di Dio convertendoci al Vangelo, ponendoci con decisione al seguito di quel Re che non è venuto per essere servito ma per servire e per dare testimonianza alla verità”.

Al termine del tempo stabilito, ha aggiunto, “il Signore consegnerà a Dio Padre il Regno e gli presenterà tutti coloro che hanno vissuto secondo il comandamento dell’amore”.

Il pensiero del Pontefice si è poi rivolto ai sei neo-porporati creati nel Concistoro di ieri che “ben rappresentano la dimensione universale della Chiesa”. Benedetto XVI ha chiesto di pregare per loro, “affinché lo Spirito Santo li rafforzi nella fede e nella carità e li ricolmi dei suoi doni, così che vivano la loro nuova responsabilità come un’ulteriore dedizione a Cristo e al suo Regno”.

Quindi ha invocato “la protezione di Maria Santissima su ciascuno di essi e sui fedeli affidati al loro servizio”. “La Vergine – così ha pregato il Papa - ci aiuti tutti a vivere il tempo presente in attesa del ritorno del Signore, chiedendo con forza a Dio: «Venga il tuo Regno», e compiendo quelle opere di luce che ci avvicinano sempre più al Cielo, consapevoli che, nelle tormentate vicende della storia, Dio continua a costruire il suo Regno di amore”.

Prima di introdurre l’Angelus, Benedetto XVI ha poi ricordato due importanti eventi. Il primo: la Beatificazione, ieri, a Macas, in Eucador, di Maria Troncatti, Suora delle Figlie di Maria Ausiliatrice, una “generosa testimone” che durante la prima Guerra Mondiale “si spese interamente al servizio delle popolazioni della selva, ma anche nell’evangelizzazione e nella promozione umana”.

Poi, l’appuntamento sabato prossimo, 1° dicembre, con gli universitari di Roma per il pellegrinaggio alla Tomba di San Pietro, in occasione dell’Anno della fede, dove il Pontefice presiederà la celebrazione dei Primi Vespri della Prima Domenica di Avvento.

Al momento dei saluti ai pellegrini nelle diverse lingue, il Santo Padre, si è rivolto in particolare ai circa 500 fedeli provenienti dal Libano - tra cui anche numerosi musulmani - giunti per accompagnare il neo-cardinale Béchara Raï.

"Lasciamo che Cristo converta i nostri cuori e le nostre mentalità – ha detto loro il Papa – per riconoscere che la vera grandezza e pienezza dell’uomo sono unicamente nello stare con Dio e nell’amore ricevuto e donato”. In conclusione, la preghiera che “la benedizione del Signore conduca l’umanità verso la pace”.