Al via la XV Giornata dei bambini vittime di violenza, sfruttamento e indifferenza

Dal 25 aprile al 1° maggio

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ROMA, domenica, 24 aprile 2011 (ZENIT.org).- “Abbiamo ritrovato la vita” è il tema della XV  Giornata dei Bambini Vittime della violenza, dello sfruttamento e dell’indifferenza (GBV), che si terrà dal 25 aprile al 1° maggio presso la sede nazionale di Avola (Siracusa) e nelle città italiane in cui è presente l’Associazione Meter di don Fortunato Di Noto (www.associazionemeter.org), che da 21 anni opera a tutela dell'infanzia, contro pedofilia, pedopornografia e sfruttamento sessuale.

Di fronte a questo tema impegnativo, Vescovi e Cardinali hanno fatto giungere in questi giorni un pensiero e una riflessione.

“Plaudo alla vostra opera a favore dell’infanzia e auguro che possa servire a diffondere una mentalità (con conseguente agire) sempre più attenta ai piccoli, a cui Gesù ha promesso il Regno dei Cieli”, ha affermato il Vescovo di Acqui, Pier Giorgio Micchiardi.

Auguri sono giunti anche da monsignor Domenico Mogavero, Vescovo di Mazara del Vallo, che ha confessato di accompagnare “con la stima, il ricordo e la preghiera l’azione meritoria e rischiosa” portata avanti da Meter e di sperare “che la XV GBV segni un passo avanti in un cammino di libertà, avvenire e servizio”.

Monsignor Vittorio Mondello, Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, ha sottolineato che le piccole vittime sono purtroppo “un numero molto elevato” e Meter “non potrà riuscire ad aiutare tutti, ma potrà almeno tenere sveglia l’attenzione della società intera che non deve e non può ignorare tale problema”.

Il Vescovo di Cremona, Dante Lafranconi, si è detto colpito che la Giornata sia dedicata anche ai bambini vittime dell’indifferenza, “che a pensarci bene è una vera e propria violenza passiva”.

“Troppo spesso viene permesso ai nostri ragazzi, anche in tenera età, di immergersi in solitudine nel mondo digitale”, ha osservato, indicando che serve “maggiore vigilanza da parte dei genitori e la consapevolezza che tali strumenti, così invasivi e pervasivi, possono essere utilizzati autonomamente soltanto da persone con una certa maturità”.

Monsignor Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto, ha benedetto la Giornata “con tanta stima”, mentre il Vescovo di Brescia, Luciano Monari, ha scritto a don Fortunato Di Noto che “il tessuto di relazioni ‘buone’ che riusciremo a costruire tra adulti e conseguentemente con i bambini è il contesto fondamentale per sostenere la vita dei più deboli, in particolare di chi porta in sé ferite profonde e dolorose”.

“Vi accompagno col cuore e con la preghiera, con sentimenti di stima e ammirazione, perché avete capito che servendo i piccoli sofferenti state servendo e amando Gesù”, ha scritto monsignor Gervasio Gestori, Vescovo di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto.

“Ai piccoli feriti dal peccato dell’uomo, che vivono la sofferenza degli innocenti che grida al Signore, ed alle loro famiglie giunga il mio paterno ed affettuoso abbraccio, perché non manchino mai di riporre la speranza in Chi sa consolare, perdonare e ridare vita”, ha aggiunto.

Il Vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano, Felice Di Molfetta, ha scritto a don Di Noto che la sua voce “è come un ruggito profetico all'interno di una società segnata da ferite mortali e laceranti”.

“Coraggio, don Fortunato! Continua la tua preziosa opera a tutela dell’infanzia usata e abusata da squallidi orchi”, lo ha esortato.

La necessità di unire alla “denuncia di tutto ciò che rappresenta violenza nei confronti dei più piccoli” “un impegno più ampio di prevenzione e sensibilizzazione” è stata sottolineata dall'Arcivescovo di Rossano-Cariati, Santo Marcianò, che ha auspicato che la celebrazione di questa Giornata sia “l’occasione per una rinnovata presa di coscienza e per un nuovo impegno a difesa della vita”.

Hanno assicurato il loro sostegno all'iniziativa anche monsignor Alberto Tanasini, Vescovo di Chiavari, per il quale “la speranza di un mondo nuovo, finalmente libero da tutti i crimini contro l’infanzia, non deve mai abbandonarci” e che ha chiesto di “non rassegnarci al male e credere in una civiltà di amore e di bene”, e monsignor Antonio Mattiazzo, Vescovo di Padova, che ha sottolineato “l’importante iniziativa promossa e l’attività benemerita e necessaria di Meter”.