Al via un Consiglio di Cardinali per la riforma della Curia

Con un chirografo, papa Francesco conferma il gruppo degli otto porporati da lui designati lo scorso aprile: tra domani e giovedì avrà luogo la prima sessione di lavoro

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 394 hits

Un passaggio importante nella riforma della Curia Vaticana e nell’avvicinamento della Santa Sede alle Chiese locali. Con un nuovo chirografo papa Francesco ha sancito la trasformazione del gruppo di otto cardinali da lui designati lo scorso aprile, in un vero e proprio consiglio per un progetto di revisione della costituzione apostolica Pastor Bonus e per il sostegno al Santo Padre nel governo della Chiesa Universale.

“Tra i suggerimenti emersi nel corso delle Congregazioni Generali di Cardinali precedenti al Conclave – scrive il Pontefice nel chirografo - figurava la convenienza di istituire un ristretto gruppo di Membri dell’Episcopato, provenienti dalle diverse parti del mondo, che il Santo Padre potesse consultare, singolarmente o in forma collettiva, su questioni particolari”.

Una volta eletto al Soglio Pontificio, papa Francesco aveva avuto occasione di riflettere più volte sull’argomento, ritenendo che tale iniziativa sarebbe stata “di notevole aiuto” per lo svolgimento del suo “ministero pastorale di Successore di Pietro”.

Dalla nomina degli otto cardinali, avvenuta il 13 aprile scorso, dopo un mese esatto di pontificato, il Papa ha compiuto una “matura riflessione”, istituendo un “Consiglio di Cardinali”, composto dei medesimi porporati , i quali saranno interpellati “sia come Consiglio, sia singolarmente” sulle questioni che Francesco riterrà “degne di attenzione”.

Il Santo Padre si riserverà di riconfigurare il numero di componenti del consiglio “nel modo che risulterà più adeguato”, fornendo “un’ulteriore espressione della comunione episcopale e dell’ausilio al munus petrinum che l’Episcopato sparso per il mondo può offrire”.

Il Consiglio cardinalizio - ha spiegato padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana, durante un briefing con i giornalisti accreditati – avrà natura consultiva e la sua attività sarà totalmente svincolata dall’ordinaria attività dei dicasteri vaticani.

I membri del Consiglio provengono da tutti e cinque i continenti e, fatta eccezione per il presidente del Governatorato, si tratta di arcivescovi che guidano o hanno guidato importanti diocesi in tutto il mondo, quindi tutti con un’esperienza pastorale piuttosto qualificata.

Il processo decisionale del Consiglio di Cardinali è totalmente a servizio del Santo Padre: ciò significa che i porporati – singolarmente o collegialmente – non produrranno documenti propri, né decisioni ma solamente dei pareri che papa Francesco sarà libero di ascoltare o meno.

Gli otto cardinali hanno già raccolto numerosi suggerimenti e proposte di documenti nelle rispettive aree di competenza, con input da parte delle conferenze episcopali e ad altri soggetti ecclesiali. Altri contributi sono giunti direttamente al Papa, talora tramite la Segreteria di Stato e il Collegio Cardinalizio.

Dopo i primi incontri informali tra i membri dell’appena formato Consiglio, domani si terrà la prima riunione plenaria. Le sessioni di lavoro si terranno tra domani e giovedì, di mattina e di pomeriggio, nella Biblioteca privata della Terza Loggia, ovvero nell’appartamento papale.

Alle riunioni prenderanno parte esclusivamente papa Francesco, il segretario e gli otto cardinali. Il Santo Padre sarà sempre presente, ad eccezione di mercoledì mattina, quando sarà impegnato nell’Udienza Generale, e di circa un’ora durante la mattinata di giovedì, quando riceverà in udienza i partecipanti al convegno sulla Pacem in terris.

Durante le sessioni, dopo aver effettuato ogni volta una breve introduzione, il Pontefice ascolterà i contributi dei membri del Consiglio, che, di volta in volta, affronteranno le questioni più disparate, in particolare sul governo della Chiesa e sulla riforma della Curia.

Il lavoro del Consiglio dei Cardinali, ha sottolineato padre Lombardi, sarà particolarmente lungo ed articolato, alla sessione imminente ne seguiranno numerose altre e, quantomeno a breve termine, non c’è da attendersi né la “pubblicazione di documenti di lavoro”, né “decisioni eclatanti”.