"Alcune omelie hanno perso il carattere kerigmatico"

Il Capo del Sinodo della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina ha proposto un Sinodo per discutere l'efficacia della Parola di Dio

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di S.B.R. Sviatoslav Schevchuk

CITTA' DEL VATICANO, lunedì, 15 ottobre 2012 (ZENIT.org) - Riportiamo di seguito l'intervento di Sua Beatitudine Sviatoslav Schevchuk, Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halyč, Capo del Sinodo della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, alla Settima Congregazione Generale del Sinodo dei Vescovi (venerdì 12 ottobre).

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La comunità parrocchiale non solo educa alla fede, ma anche genera nella fede attraverso il Sacramento del Battesimo. La comunità parrocchiale dovrebbe o meno assumersi la responsabilità di trovare il padrino e la madrina per il sacramento del Battesimo e della Cresima e di procurare i testimoni per il Sacramento del Matrimonio piuttosto che lasciare questo compito alla libertà di coloro che si preparano a questi sacramenti?

Dobbiamo riconoscere il valore ed il significato della vita monastica, anche quella contemplativa, nell’opera della nuova evangelizzazione. Nell’Oriente Cristiano, da sempre, è stato di estrema efficacia per la trasmissione della fede l’incontro del discepolo con uno staretz (anziano), come incontro dell'eternità con la vita moderna.

Una particolare attenzione e un decisivo rinnovamento merita l'annuncio del Vangelo per mezzo dell’Omelia nel contesto liturgico. Le prediche nelle nostre chiese spesso perdono il carattere kerigmatico, e quindi, non hanno più la Forza del Vangelo (Rom. l, 16) e l’efficacia della Parola di Dio. Forse questa tematica potrebbe diventare il tema anche per un’Assemblea Generale del Sinodo