Alcuni documenti della Chiesa Cattolica sul New Age

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ROMA, venerdì, 18 giugno 2004 (ZENIT.org).- Come si fa a discernere le buone intenzioni da quelle meno buone nel New Age? E quali documenti la Chiesa cattolica ha prodotto in proposito?



Abbiamo rivolto questa domanda alla dott.ssa Teresa Osório Gonçalves, Officiale del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e Coordinatrice per la santa Sede del gruppo di lavoro su Sette e nuovi Movimenti Religiosi, la quale ci ha indicato una serie di documenti che abbiamo raccolto per i lettori di ZENIT:

1) Giovanni Paolo II in un discorso del 28.5.93 ad un gruppo di vescovi degli Stati Uniti, si è riferito esplicitamente al fenomeno del New Age che, “pur manifestando la ricerca spirituale di molti, diffonde idee incompatibili con la fede cristiana”. Sono 5 gli aspetti individuati:
- visione sincretistica ed immanente;
- relativizzazione della dottrina religiosa;
- concetto panteistico di Dio;
- ribaltamento del concetto di peccato e della necessità di redenzione;
- negazione della resurrezione del corpo.

Il Papa ha notato anche la tentazione di “ridurre il cristianesimo ad una sapienza meramente umana, quasi scienza del buon vivere”.

2) Nel libro intervista Varcare la soglia della speranza (1994) lo stesso Pontefice indica come radice del pensiero del New Age una “rinascita delle antiche idee gnostiche”. Il New Age, scrive il Papa “è soltanto un nuovo modo di praticare la gnosi, cioè quell¹atteggiamento dello spirito che, in nome di una profonda conoscenza di Dio, finisce per stravolgere la Sua Parola sostituendovi parole che sono soltanto umane”.

3) Nell’enciclica Fides et Ratio (1998), che non nomina esplicitamente il New Age, si fa tuttavia riferimento (nel n.37) alle “diverse forme di esoterismo che dilagano oggi e che sono da mettere in relazione con l’antica gnosi”, conoscenza di tipo superiore, esoterico, riservato a pochi perfetti. Si può applicare anche all’atteggiamento di fondo del New Age ciò che viene detto, in diverse parti dell’enciclica, sul relativismo (per esempio nel n.5) e sull’eclettismo, “atteggiamento di chi è solito assumere singole idee derivate da differenti filosofi, senza badare né alla loro coerenza e connessione sistematica, né al loro inserimento storico...” (n.86).

4) Nella Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede su Alcuni Aspetti della Meditazione Cristiana (1989) si offrono criteri di discernimento che sono utili per coloro che, pur dicendosi cristiani, seguono nella meditazione metodi ispirati alle religioni orientali e alla psicologia moderna, che sono molto diffusi nel contesto del New Age. La preghiera cristiana ha una natura dialogica, rispetta il rapporto tra creatura e Creatore, non riduce al livello di conoscenza o di esperienza ciò che deve essere considerato come pura grazia. Il mistero dell’unione con Dio, che i Padri chiamavano divinizzazione dell’uomo, è sempre una grazia di partecipazione e non fa mai assorbire l’io umano nell’Io divino.

5) Nel documento della Commissione Teologica Internazionale (CTI) Alcune questioni attuali riguardanti l’escatologia (1992) viene risposto in una lunga sezione (n. 9-10) ai problemi posti dalle teorie sulla reincarnazione e riaffermate, nel quadro del progetto divino rivelato, l’irripetibilità e l’unicità della vita umana.

6) In un altro documento della stessa CTI, Alcune questioni sulla teologia della Redenzione(1995), il New Age è nominato esplicitamente in due contesti. Il primo, nel contesto delle ricerche di salvezza che si trovano nelle religioni antiche e in movimenti alternativi contemporanei (n.I/29). Il secondo a proposito della teologia trascendentale delle religioni, le cui tesi sono vicine alle teorie del New Age. Con il presupposto che il divino è una parte costitutiva inerente alla natura umana, alcuni teologi (in nota viene fatto il nome di Matthew Fox) insistono su una religione celebrativa incentrata sulla creazione, in sostituzione del tradizionale rilievo cristiano della caduta e della redenzione. Si ritiene che la salvezza consista nella scoperta e nell’attualizzazione della presenza divina immanente attraverso una spiritualità cosmica, una liturgia gioiosa e tecniche psicologiche di elevazione della coscienza o di padronanza di sé.... (n.II/35).

7) Il Card. Joseph Ratzinger, ha dedicato al New Age una sezione del discorso su “La fede e la teologia ai giorni nostri” che ha tenuto a Guadalajara, nel maggio del 1996 in un incontro della Congregazione per la Dottrina della Fede con i presidenti delle commissioni dottrinali del continente americano. Ha considerato questo fenomeno come una reazione anti-razionalista all’esperienza che tutto è relativo. Qui la via di uscita dal dilemma della relatività non viene individuata in un nuovo incontro di un Io con un Tu o con il Noi, ma nel superamento del soggetto, nel ritorno estatico nel processo cosmico. Viene offerta una moderna mistica: l’assoluto non lo si può credere, ma sperimentare. Dio non è una persona che sta di fronte al mondo, ma l’energia spirituale che pervade il Tutto. Religione significa l’inserimento del mio Io nella totalità cosmica, il superamento di ogni divisione. La redenzione consiste nello svincolamento dell’Io, nell’immergersi nella pienezza della vita, nel ritorno nel Tutto.

In nota vengono distinte due correnti principali del New Age: una gnostico-religiosa, che ricerca l’essere trascendente e transpersonale e in esso l’Io autentico, e una ecologico-monista, che si rivolge alla materia e alla Madre Terra e nell’ecofemminismo si collega al femminismo.

8) Il Catechismo della Chiesa Cattolica , che non nomina il New Age, offre alcune risposte esplicite a problemi sollevati nel contesto del NA, come le teorie sulla reincarnazione (CCC 1021) o la diffusione di credenze astrologiche e di pratiche magiche (CCC 2115-2117).

9) Nel documento pubblicato nel 1993 dalla Commissione episcopale di fede e cultura della conferenza episcopale argentina, Frente a una nueva Era. Desafío a la pastoral en el horizonte de la Nueva Evangelización, il fenomeno del New Age è visto essenzialmente dal punto di vista pastorale. Il NA è definito come “nuova alternativa culturale postmoderna che non esclude la dimensione religiosa ma la svuota di trascendenza. Sono esposti, tra l’altro, i principali fondamenti filosofici e religiosi del NA e si esaminano i suoi postulati in confronto con la fede cristiana”.

10) Nel documento pubblicato nel 1994 dalla Commissione teologica irlandese, A New Age of the Spirit? A Catholic Response to the New Age Phenomenon , gli autori mettono in dubbio che l’attesa di una nuova era spirituale proposta da esponenti del New Age porti veramente in tale direzione. Basandosi su testi significativi di Alice Bailey, David Spangler, Benjamin Creme ed altri ideologi di questo movimento, vengono messi in rilievo gli aspetti più occultisti del New Age, tra cui la proposta di un’Era dell’Illuminazione in cui l’umanità scoprirà, dopo un percorso di iniziazione, la sua natura divina. Sviluppando le speculazioni di Mme. Blavatsky nel libro “The Secret Doctrine”, questi autori propongono la figura di Lucifero come l’angelo dell’evoluzione interna dell’uomo che lo introdurrà nella Nuova Era.

11) Tra i documenti pastorali o libri sul New Age scritti da singoli vescovi si indicano:

a) DANNEELS Godfried, Le Christ ou le Verseau? , Lettera Pastorale, Natale 1990.

b) MACCARI Carlo, La New Age di fronte alla fede cristiana, LDC, Leumann (Torino) 1994.

c) RIVERA CARRERA Norberto, Instrucción Pastoral sobre el New Age, 7 gennaio 1996, con un opuscolo sintesi 18 perguntas acerca de la Nueva Era.