Alla ricerca della felicità

Meditazioni per i giovani del Cardinale Christoph Schönborn

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ROMA, sabato, 5 maggio 2012 (ZENIT.org).- Riportiamo di seguito l’introduzione al libro “Sulla felicità. Meditazioni per i giovani” appena pubblicato dalle Edizioni Studio Domenicano, Bologna.

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del Cardinale Christoph Schönborn*

Tutti gli uomini desiderano essere felici. Il desiderio di felicità non va appreso, è “innato”. E difficilmente lo si dimentica. Non ci rassegniamo mai, infatti, ad essere infelici. La fede cristiana, il cammino cristiano, la sequela di Gesù vogliono essere un’indicazione di cammino verso la felicità. In ciò risiede il loro fascino, e da ciò dipende la loro credibilità.

I testi raccolti nel libro “Sulla felicità Meditazioni per i giovani” (Edizioni Studio Domenicano, Bologna), scritti in occasione dei più diversi avvenimenti, ruotano tutti, ciascuno a modo proprio, attorno al tema centrale della felicità, di una vita riuscita.

Essi documentano anche la nostra ricerca e il nostro desiderio di quella felicità che Dio ha promesso, e di cui così spesso possiamo farci un’idea solo nell’esperienza opposta del dolore.

La prima parte si occupa in modo esplicito della tendenza dell’uomo alla felicità e delle sue piccole e grandi esperienze di felicità. Nell’amicizia Tommaso d’Aquino vede la forma in cui si esprime l’amore che rende felici. L’amicizia con Dio è possibile ed è essa la più grande felicità che si possa immaginare, ma spesso è ancora così lontana.

La seconda parte si occupa prima della rivelazione del nome di Dio nella Bibbia. La sua vicinanza e la sua misericordia sono le promesse originarie di felicità. Seguono poi due mie omelie del tempo quaresimale che tenni a Notre Dame di Parigi, su invito dello scomparso cardinale Lustiger. La prima si confronta con l’apparente contraddizione secondo cui Gesù dichiara beati proprio gli infelici, coloro che soffrono. La seconda si chiede come l’Europa possa oggi ritrovarsi, per non restare senza speranza.

La terza parte del libro tratta del grande dramma, della tragedia del ventesimo secolo. Le ideologie promisero la grande felicità in terra. Per riuscirci, dovettero, così si ritenne, togliere di mezzo coloro che ancora si frapponevano a questa felicità. Due discorsi, uno a Mauthausen, in Austria, e uno a Yad Vashem, a Gerusalemme, testimoniano le fatali conseguenze omicide di queste ideologie.

La quarta parte, l’ultima del libro, è dedicata alla letteratura. Confesso di essere un lettore appassionato di Gertrud von le Fort e di Clive Staples Lewis. Ambedue sono, per la visione che ho io delle loro opere, testimoni di una felicità che, passando attraverso il dolore, la prova e la riconciliazione, supera ogni oscurità. Il loro ”happy end” non è da poco prezzo, ma è sicuro, poiché è una felicità conquistata già mediante la vittoria dell’a more in Cristo.

Conclude il libro una mia interpretazione dell’opera di William Shakespeare ambientata a Vienna, Misura per misura, una conferenza che ebbi l’onore di tenere sul palco del Burgtheater viennese. Si tratta, a mio avviso, di un pezzo teatrale che, come nessun altro nell’opera di Shakespeare, tematizza il perdono, senza il quale nessuna vita, nel nostro mondo confuso, può raggiungere la felicità.

Non c’è opera che riesca per la prestazione di una sola persona. Neanche i diversi testi che sono raccolti in questo libro. Dovrei ringraziare molte persone, per colloqui, scambi, stimoli e per l’aiuto.

Nomino solo alcuni di essi: Heinz Nußbaumer, Erich Leitenberger, Michael Fritthum, Elisabeth Maier, MichaelWaldstein, il mio fedele collaboratore Josef Graisy. Ringrazio infine Brigitte Sinhuber, della casa editrice Amalthea, per la pazienza con cui ha atteso il manoscritto, e Hubert Philipp Weber, che anche questa volta ha edito e curato il testo con la precisione e la fedeltà di sempre. Eventuali mancanze nel libro sono da mettere sul mio conto. Il resto è gratitudine, soprattutto nei confronti del Signore, datore di tutti i doni.

*Christoph Schönborn è nato a Skalken, in Boemia, nel 1945. Nel 1963 è entrato nell’Ordine Domenicano, ha compiuto gli studi di filosofia, psicologia e teologia in Francia e in Germania, conseguendo il dottorato in teologia a Parigi nel 1974. È stato professore di teologia dogmatica a Friburgo in Svizzera e membro della Commissione Teologica Internazionale. Attualmente è arcivescovo di Vienna e cardinale.