Amare significa permettere agli altri di "aprirsi alla logica del bene"

Benedetto XVI riceve in udienza i soci del Circolo San Pietro

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di Luca Marcolivio

CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 24 febbraio 2012 (ZENIT.org) – Pochi giorni dopo la festa della Cattedra di San Pietro, celebratasi domenica 19 febbraio, papa Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza una delegazione dei soci del Circolo San Pietro, nella Sala dei Papi del Palazzo Apostolico.

Salutati il duca Leopoldo Torlonia, Presidente Generale del Circolo, e l’assistente ecclesiastico, il Santo Padre è tornato a parlare sulla carità, quale “cuore della vita liturgica”, per la quale la Quaresima offre un tempo propizio di riflessione.

La “testimonianza della carità” si riscontra anche nella “nuova evangelizzazione” che in una “città cosmopolita” come Roma “richiede grande apertura di spirito e sapiente disponibilità verso tutti”.

A tal proposito Benedetto XVI ha lodato la rete di interventi assistenziali di cui, da sempre, il Circolo San Pietro è promotore. Tra queste: le Cucine, l’Asilo Notturno, la Casa Famiglia, il Centro Polifunzionale, oltre alla “testimonianza silenziosa” offerta ai malati e ai loro familiari con l’Hospice Fondazione Roma, “senza dimenticare l’impegno missionario in Laos e le adozioni a distanza”.

L’attenzione evangelica all’altro, ha spiegato il Papa, è integrale e “comporta desiderare per lui il bene, sotto tutti gli aspetti: fisico, morale spirituale”. E sebbene la cultura contemporanea sembri aver “smarrito il senso del bene e del male, occorre ribadire che il bene esiste e vince”.

Aprirsi verso l’altro, essere responsabili nei suoi confronti significa anche desiderare che “egli si apra alla logica del bene”, aprire gli occhi sulle sue necessità, “superando la durezza di cuore che rende ciechi alle sofferenza altrui”.

La carità, ha ricordato il Pontefice, diventa “una forma privilegiata di evangelizzazione”, quando si fa del bene a chi è “piccolo e trascurato”, che equivale a fare del bene a Cristo stesso come il Vangelo insegna (cfr. Mt 25,40).

“Occorre armonizzare il nostro cuore con il cuore di Cristo – ha proseguito il Pontefice - affinché il sostegno amorevole offerto agli altri si traduca in partecipazione e consapevole condivisione delle loro sofferenze e delle loro speranze, rendendo così visibile, da una parte la misericordia infinita di Dio verso ogni uomo, che brilla sul volto di Cristo, e dall’altra la nostra fede in Lui”.

Verso la conclusione dell’udienza, il Santo Padre ha ringraziato i soci del Circolo San Pietro che, per l’occasione, gli hanno consegnato l’obolo della carità del Papa, raccolto nelle parrocchie di Roma. Si tratta, come ha spiegato il Papa stesso, di “un concreto aiuto offerto al Successore di Pietro, perché possa rispondere alle innumerevoli richieste che gli provengono da ogni parte del mondo, specialmente dai Paesi più poveri”.

“Fede, carità e testimonianza continuino ad essere le linee-guida del vostro apostolato”, è stato l’incoraggiamento finale di Benedetto XVI che ha poi affidato i soci del Circolo San Pietro “all’aiuto materno della Vergine Maria Salus Populi Romani” e dei loro Santi Protettori.